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Azioni sul documento

Gli esperti rispondono...

ultima modifica 19/01/2016 15:04

prevenzio.net

Domanda

Un istituto di vigilanza chiede in base alla check list del capo della Polizia utilizzata durante l'Audit UNI 10891 di poter gestire il problema della assunzione di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti prima e durante il servizio e l'eventuale dipendenza.
Per quanto riguarda l'assunzione di bevande alcoliche ci viene in soccorso il Provv. 16 marzo 2006 con le mansioni ricomprese nell'allegato 1, ai quali lavoratori viene somministrato AUDIT C.

Per quanto invece riguarda l'assunzione di sostanze stupefacenti e/o psicotrope, come è già stato chiarito dalla Vostra interpretazione del settembre 2017, i lavoratori non possono essere ricompresi nell'allegato 1 del Provv. 30 ottobre 2007.

Esiste una norma che permetta al medico competente o altro ente di effettuare accertamento di individuazione sostanze stupefacenti e/o psicotrope alle guardie giurate in base alla richiesta derivante dalla check list del Capo dello Polizia?

Risposta

Non siamo in grado di entrare nel merito di eventuali regole riguardanti le Forze dell'Ordine che potrebbero avere anche differenze e peculiarità rispetto alla normativa riguardante gli altri lavoratori.

In ogni caso si ritiene fortemente improbabile la possibilità di utilizzare riferimenti legati al rilascio del porto d'armi per effettuare controlli sull'assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti da parte del medico competente durante i suoi controlli preventivi e periodici.

(Ottobre 2017)

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Domanda

Si chiede se utilizzando il metodo MoVaRisch, qualora la sostanza fosse pericolosa solamente per Inalazione (e.g. H332 Nocivo se inalato) sia necessario comunque calcolare il rischio per Rcute e successivamente utilizzare la formula per il calcolo del Rischio cumulativo, oppure si prenda in considerazione solamente il Rischio Inalazione. 

Risposta

Secondo il modello MoVaRisCh: la valutazione del rischio cutaneo si esegue sempre anche se l'agente chimico pericoloso è solo classificato pericoloso per  inalazione, ma ha la possibilità di essere assorbito dalla pelle. Tale informazione si rileva dalla SDS, con particolare riferimento alle informazioni contenute nella Sezione n.11.

(Ottobre 2017)

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Domanda

Sono a richiedere parere in merito alla mansione di addetto dei servizi di vigilanza fissa o ispettiva (guardia giurata, trasporto valori, vigilanza fissa, etc.), ovvero mansioni che comportano il possesso di porto d'arma rilasciato per il suddetto servizio da Prefettura e/o Questura.
Mentre l'All. 1 del l Provv. 16 marzo 2006 in termini di attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità o la salute dei terzi individua (bevande alcoliche) chiaramente al punto 7 tali mansioni (mansioni comportanti l'obbligo della dotazione del porto d'armi, compreso le attività di guardia particolare e giurata - l'All. 1 del Provv. 30 ottobre 2007 inerente le mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l'incolumità e la salute dei terzi (sostanze stupefacenti e/o psicotrope) il punto 3 individua mansioni facenti Funzioni operative proprie degli addetti e dei responsabili della produzione, del confezionamento, della detenzione, del trasporto e della vendita di esplosivi.
Gli addetti al servizio di vigilanza fissa o ispettiva di cui sopra, devono eseguire l'accertamento per l'individuazione di sostanze stupefacenti/psicotrope ai sensi del Provvedimento 18 settembre 2008?

Risposta

Sulla base dei riferimenti normativi citati nel quesito, si ritiene che la mansione di vigilanza ispettiva o fissa non sia assimilabile a quella di "addetti e responsabili della produzione, del confezionamento, della detenzione, del trasporto e della vendita di esplosivi" e pertanto tali addetti non debbano essere sottoposti agli accertamenti previsti dal Provvedimento 30 Ottobre 2007 in materia di accertamenti di assenza di tossicodipendenza.
Si ricorda comunque come il Decreto 28 aprile 1998 "Requisiti psicofisici minimi per il rilascio ed il rinnovo dell'autorizzazione al porto di fucile per uso di caccia e al porto d'armi per uso difesa personale" preveda "Costituisce altresì causa di non idoneità l'assunzione anche occasionale di sostanze stupefacenti e l'abuso di alcool e/o di psicofarmaci"

(Settembre 2017)

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Domanda

Un addetto al primo soccorso aziendale, che ha svolto la formazione iniziale della durata di 12 ore come da DM 388/2003 e quella BLS-D, può essere esonerato dall'effettuare l'aggiornamento triennale delle quattro ore, visto che effettua già l'aggiornamento del corso BLS-D?

Risposta

Si ricorda che l'art. 3 comma 5 del DM 388/03 prevede che la formazione dei lavoratori addetti al primo soccorso deve essere ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene le capacità di intervento pratico.
I contenuti sono quelli previsti dal modulo C, della durata di 6 ore per gli addetti di aziende classificate nel Gruppo A e di 4 ore per quelli delle aziende di Gruppo B e C.
Gli argomenti previsti da tale modulo sono vari e la parte relativa alla rianimazione cardiopolmonare è solamente uno di quelli previsti; inoltre, la normativa relativa al retraining della RCP non è univoca e pertanto durata e periodicità potrebbero non essere uniformi.
Si ritiene, quindi, che l'aggiornamento previsto dal D.M. 388/03 debba essere ripetuto.

(Settembre 2017)

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Domanda

Un laureato in ingegneria delle telecomunicazioni vuole diventare RSPP, come ingegnere può essere esonerato dal Modulo A e B (Accordo Stato Regioni del 07/07/2016), dovrebbe comunque fare il Modulo C e pianificare il suo aggiornamento.
Questa persona si è laureata nel 2001, come deve calcolare le ore di aggiornamento? dal 2008 (data di entrata in vigore del D.lgs. 81) al 2013 + 2013 - 2018? quindi 100 ore di aggiornamento?

Risposta

Nell'accordo citato, che ha introdotto la classe di Laurea LM 27 (e altre) tra quelle che danno diritto all'esenzione dalla frequenza dei moduli A e B per svolgere la funzione di RSPP, vengono indicati anche i criteri da seguire per l'aggiornamento periodico.
In particolare si precisa che per i laureati in un'epoca precedente all'entrata in vigore del D. Lgs. 81/08 (cioè il 15/5/2008) la data da cui far partire l'obbligo dell'aggiornamento parte proprio dall'entrata in vigore della norma suddetta. Il monte ore minimo è, però di 40 ore nel quinquennio; le modalità di aggiornamento possono prevedere l'e-learning e/o (parzialmente) la partecipazione a convegni e seminari i cui contenuti devono essere coerenti con quanto previsto dall'Accordo stesso.

(Settembre 2017)

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Domanda

Si chiede se un cosiddetto commissionatore (carrello elevatore a forche in cui il guidatore è in piedi invece che seduto), ricade nelle fattispecie per le quali è obbligatoria la formazione specifica secondo l'accordo stato regioni oppure no, non essendo dotato di "sedile".

Risposta

Nella individuazione delle tipologie di attrezzature per l'uso delle quali è obbligatorio sottoporre i conduttori a specifica formazione (come da Accordo Stato-Regioni del 22/2/1012) si cita semplicemente "conducente a bordo" senza considerare la presenza del sedile o meno (lettera e) del punto 1.1 dell'Accordo).

Riteniamo, quindi, che sia questa l'interpretazione che deve prevalere, considerando anche che tali tipi di attrezzature sono da considerare ad alto rischio infortunistico e di utilizzo abbastanza complesso da parte degli utilizzatori.

(Luglio 2017)

Precisazione

Nella individuazione delle tipologie di attrezzature per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, circ. 10 giugno 2013, n. 21 - Accordo 22 febbraio 2012 - Chiarimenti - al punto "4. ATTREZZATURE DI LAVORO PER LE QUALI È RICHIESTA UNA SPECIFICA ABILITAZIONE DEGLI OPERATORI" precisa che "Le attrezzature di lavoro per le quali si applicano le disposizioni di cui all'articolo 73, comma 5, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., sono esclusivamente quelle elencate alla lettera A), punto 1, dell'Allegato A, dell'Accordo in argomento, e rispondenti alle definizioni ivi riportate. Tale elenco deve pertanto intendersi esaustivo e non esemplificativo e quindi non suscettibile di ampliamento per via analogica o interpretativa. Sono ad esempio esclusi dalle disposizioni dell'Accordo di che trattasi: i "ponti mobili sviluppabili ad azionamento manuale", le "piattaforme sottoponte sprovviste di comandi in piattaforma", i "trattori industriali di solo traino rimorchi o altro utilizzati ad esempio in area aeroportuale, area ferroviaria, stabilimenti, magazzini", i "carrelli industriali semoventi sprovvisti di sedile", ecc.."

Si concorda nella considerazione che l'utilizzo di tali tipi di attrezzature debbano essere oggetto di attività formativa ma non ai sensi all'articolo 73, comma 5, del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. e dell'Accordo del 22 febbraio 2012, espressamente esclusi dalle fattispecie esemplificative considerate dalla citata Circolare Ministeriale, bensì ai sensi dell'art. 73 comma 4 il quale dispone che "Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori incaricati dell'uso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari di cui all'articolo 71, comma 7, ricevano una formazione, informazione ed addestramento adeguati e specifici, tali da consentire l'utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone."

Pertanto dovranno i lavoratori alla guida esclusiva di carrelli commissionatori non saranno formate ai sensi dell'articolo 73, comma 5, del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. e dell'Accordo del 22 febbraio 2012, bensì ai sensi dell'art. 73 comma 4 in quanto tali attrezzature richiedono conoscenze e responsabilità particolari di cui all'articolo 71, comma 7.

4/9/2017

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Domanda

Si richiede se la Circolare Ministeriale 2/2013 ha valore cogente oppure no, riguardo al punto 4 della Circolare stessa, ovvero la non obbligatorietà della formazione specifica per gli addetti che guidano carrelli industriali semoventi sprovvisti di sedile.

Risposta

Riteniamo sia prevalente quanto previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 22/2/2012 che non prevede nessuna differenza circa la presenza o meno del sedile (lettera e) del punto 1.1 dell'Accordo).
Si ribadisce, tra l'altro, che alcune di queste attrezzature come i commissionatori sono macchine il cui uso può essere di una certa complessità e che possa essere di interesse del datore di lavoro accertarsi che i conducenti di tali mezzi siano adeguatamente formati.
In ogni caso, lumi circa l'interpretazione autentica e la contraddittorietà delle due fonti normative possono essere richieste alla Commissione per gli interpelli presso il Ministero del Lavoro (si veda l'art. 12 del D. Lgs. 81/08).

(Agosto 2017)

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Domanda

Un datore di lavoro autonominatosi RSPP in società di settori diversi, immobiliari, studi medici ed aziende agricole, può fare aggiornamento RSPP di 14 ore per alto rischio e si può considerare in regola ai fini degli aggiornamenti anche delle altre società, in particolare le immobiliari, che rientrano nel basso rischio, evitando di frequentare le 6 ore che sarebbero obbligatorie per queste ultime?

Risposta

L'aggiornamento effettuato per "l'alto rischio" può essere considerato comprensivo anche di eventuali aggiornamenti per gli altri livelli di rischio (medio e basso).

Si ricorda che per poter autonominarsi RSPP (ai sensi dell'art. 34 del D. Lgs. 81/08) occorre ricoprire il ruolo di datore di lavoro dell'azienda.

(Agosto 2017)

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Domanda

Si richiede se con l'espressione "scuola secondaria superiore" citata nell'articolo 32 del TU come requisito per lo svolgimento delle funzioni RSPP, si intende il diploma di scuola superiore conseguito dopo 5 anni oppure se valgono anche i diplomi di scuola superiore conseguiti dopo 3 anni.

Risposta

Secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale per diploma di istruzione secondaria di secondo grado non si intende il diploma rilasciato da qualsiasi scuola cui si acceda dopo un corso di studi medi inferiori, ma solo quello che si conclude con un esame di maturità o di abilitazione che consente l'accesso agli studi universitari o abilita all'esercizio di una professione.

Sono esclusi, quindi, i corsi di durata triennale.

(Agosto 2017)

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Domanda

Se un RSPP/ASSP con la formazione idonea a svolgere il ruolo in un azienda del settore costruzioni, è esonerato dal corso di formazione disciplinato dall'accordo stato regioni del 21/12/2011 4 ore di formazione generale +12 ore di formazione specifica per settore rischio alto?

Risposta

Un soggetto che ha acquisito i crediti formativi relativi alla funzione di RSPP o di ASPP, come previsto dall'art. 32 del D. Lgs. 81/08 nel rispetto di quanto esplicitato nell'Accordo Stato-Regioni del 26/1/2006 o nel successivo Accordo del 7/7/2016, possiede già i requisiti per svolgere il ruolo di lavoratore in edilizia, senza dover frequentare il corso specifico di 4+12 ore.

(Luglio 2017)

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Domanda

Un'azienda metalmeccanica con otto addetti, appartenendo al gruppo A, deve inviare comunicazione all'ASL secondo quanto previsto dal DM 388/2003?.
In pratica, all'Azienda sanitaria sapere la presenza nel suo territorio di aziende di questo tipo, a cosa serve?
Quali interventi di emergenza vengono predisposti?

Risposta

L'obbligo di comunicazione di appartenenza al gruppo A secondo quanto previsto dal DM 388/03 (richiamato dall'art. 45 del D. Lgs. 81/08) è ancora in vigore.
Le finalità possono essere ricercate nella messa a conoscenza da parte della ASL delle aziende a maggior rischio infortunistico presenti nel suo territorio e nella messa in atto da parte dell'azienda delle misure anche relative alla gestione delle emergenze e del primo soccorso.
Gli interventi di emergenza che la ASL deve predisporre possono essere importanti in casi di aziende complesse per dimensioni, rischio, difficoltà di comunicazioni; in questo caso di solito vengono predisposti specifici piani di coordinamento e di soccorso (un esempio in tal senso è stato rappresentato dai cantieri per la realizzazione della TAV).

(Giugno 2017)

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Domanda

Sono a chiedere un chiarimento in merito alla modalità di conseguimento della qualifica quale formatore in materia di salute e sicurezza ex-DI 06.03.2013, particolare da parte dei docenti Laureati della Scuola secondaria superiore.

1. Premesse

1.1. Ai sensi del Criterio nr. 2 del DI sopracitato si acquisisce la qualifica in oggetto semplicemente se in possesso di
Laurea (vecchio ordinamento, triennale, specialistica o magistrale) coerente con le materie oggetto della docenza, ovvero corsi post-laurea (dottorato di ricerca perfezionamento, master, specializzazione…) nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, unitamente ad almeno una delle seguenti specifiche: percorso formativo in didattica, con esame finale, della durata minima di 24 ore (es.corso formazione-formatori), o abilitazione all'insegnamento, o conseguimento (presso Università od Organismi accreditati) di un diploma triennale in Scienza della Comunicazione o di un Master in Comunicazione;
Alternativa 1: precedente esperienza come docente, per almeno 32 ore negli ultimi 3 anni, in materia di salute e sicurezza sul lavoro
Alternativa 2: precedente esperienza come docente, per almeno 40 ore negli ultimi 3 anni, in qualunque materia

Non solo: definendo un obbligo di aggiornamento professionale del formatore il DI riporta che
- la qualificazione è acquisita in modo permanente fermo restando la necessità di aggiornamento con cadenza triennale.
- Il triennio decorre dalla data di applicazione del presente documento (12 mesi dalla sua pubblicazione) per i formatori docenti già qualificati alla medesima data. Per tutti gli altri, il triennio decorre dalla data di effettivo conseguimento della qualificazione
1.2. Essendo stato pubblicato in GU in data 18 marzo 2013, va da sè che il triennio di aggiornamento obbligatorio è da considerarsi concluso in data 18 marzo 2017.
Entro tale data i formatori già qualificati alla data di entrata in vigore del DI avrebbero dovuto completare l'aggiornamento triennale con una delle due modalità fissate dal DI, ovvero
- frequenza, per almeno 24 ore complessive nell'area tematica di competenza, di seminari, convegni specialistici, corsi di aggiornamento, organizzati dai soggetti di cui all'articolo 32, comma 4, del d.lgs n. 81/2008 s.m.i.. Di queste 24 ore almeno 8 ore devono essere relative a corsi di aggiornamento;
- effettuare un numero minimo di 24 ore di attività di docenza nell'area tematica di competenza.

2. Quesiti:
2.1. Come va identificata la data di qualificazione quali formatori in materia di sicurezza dei docenti laureati già abilitati all'insegnamento alla data del 18 marzo 2014 o con almeno 32 ore di docenza svolta nel triennio 18 marzo 2011-18 marzo 2014?
Visto che una prima lettura del decreto gli stessi sono qualificati "ope-legis" quali formatori in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro nelle materie dell'area tematica coerente con la laurea conseguita, va da sè che la data di qualificazione in questo caso diviene quella di emanazione del decreto stesso.
In questo caso però l'obbligo di aggiornamento è scaduto a marzo 2017.
---> In assenza di docenze in materia di sicurezza nel triennio o di aggiornamento quale formatore organizzato dai soggetti ex-art. 32 D. Lgs. 81/08 si decade pertanto da tale qualificazione?
In caso affermativo, come recuperare tale qualificazione?

2.2. I docenti che si sono "formati" quali formatori in materia di sicurezza con il percorso per RSPP-ASPP o per formatori organizzato da SPSAL ed INAIL nel corso del 2016 soggiacciono a tale limite?
Per gli R/ASPP la frequenza del corso, di durata > 24 ore potrebbe forse valere quale aggiornamento, ma per gli altri docenti no.
Quindi, come sanare la perdita di qualificazione?

2.3. E' stata definita una modalità standardizzata di analisi della "coerenza" del titolo di studio con le aree tematiche ex-DI? Il formulato del DI è quantomeno confuso a riguardo.

Risposta

2.1: la data di acquisizione del "titolo" di formatore, in caso di preesistenza di tutti i requisiti previsti coincide con la data di entrata in vigore del decreto (18/3/2014).
Se l'aggiornamento è stato concluso in ritardo rispetto ai 3 anni previsti non si perde la qualificazione di partenza ma semplicemente si perdono, temporaneamente, i requisiti fino al completamento del percorso previsto per l'aggiornamento periodico.

2.2 Le regole relative all'aggiornamento periodico triennale prevedono: frequenza di almeno 24 ore a seminari, corsi, ecc.. nell'area tematica di competenza (si ricorda che esistono 3 aree tematiche distinte: normativa/giuridica/organizzativa, rischi tecnici/igienico sanitari, relazioni/comunicazione) oppure 24 ore di docenza sempre nell'area tematica di competenza nei 3 anni.

2.3 non siamo a conoscenza di proposte formali circa la coerenza dei titoli di studio previsti come requisito di base del secondo criterio.

(Giugno 2017)

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Domanda

Per quanto riguarda il sevizio di Primo Soccorso qualora un'azienda passasse da Gruppo B/C a Gruppo A nel corso degli anni ed i lavoratori addetti al Primo Soccorso siano stati adeguatamente formati relativamente ad Gruppo B/C (12 ore corso iniziale e 4 ore gli aggiornamenti triennali), vi è la possibilità di integrare la formazione pregressa senza ripetere ex-novo l'intero percorso da 16 ore + 6 di aggiornamento?
Nel caso sia possibile in quale modalità?
Suppongo non sia sufficiente eseguire un aggiornamento per Gruppo A da 6 ore…

Risposta

Si ritiene che la formazione già acquisita possa essere integrata con le parti mancanti.
Questo può essere un principio generale che riguarda tutti gli obblighi formativi contenuti nel D. Lgs. 81/08: non si ricomincia sempre daccapo con un corso al modificarsi delle condizioni che avevano generato l'obbligo, ma occorre verificare quali sono le parti mancanti e integrarlo con queste.
Nello specifico del corso per addetti al primo soccorso un interpello del Ministero del Lavoro (N° 2/2012) ribadisce questo concetto: qualora dalla comparazione dei programmi si verifichi in concreto che sono stati trattati solo alcuni degli argomenti previsti, il corso dovrà essere integrato nel numero di ore e negli argomenti mancanti.
Le modalità di integrazione non sono diverse da quelle normalmente previste nel D. M. 388/2003.

(Giugno 2017)

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Domanda

Se un lavoratore ha ricevuto una formazione di 16 ore (rischio alto) in un settore diverso come codice Ateco da quello nel quale andrà ad operare, in caso di cambio azienda, se quest'ultima rientra nell'alto rischio (con codice Ateco differente rispetto alla realtà lavorativa precedente), vale ugualmente come credito formativo, giusto?
Quindi aggiornamento di 6 ore entro 5 anni dalla data del suo corso?

Risposta

Quando si parla di formazione non bisogna fare riferimento solo alla durata dei corsi ma anche (e soprattutto) al loro contenuto.
Nel caso specifico mentre è chiaro che la parte "generale" della formazione dei lavoratori è effettivamente generale, tanto da risultare credito formativo permanente, la parte specifica deve essere invece declinata sugli effettivi rischi lavorativi a cui il lavoratore è esposto, sulla base anche di quanto evidenziato dalla valutazione dei rischi della sua azienda.
Nel testo dell'Accordo specifico (del 21/12/2011) questi concetti vengono richiamati più di una volta, fin dall'inizio del paragrafo relativo alla formazione specifica che fa riferimento alla lettera b) del comma 1 dell'art. 37 del D. Lgs. 81/08 (rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell'azienda) e comma 3 dello stesso articolo (in questo caso il riferimento è ai rischi previsti dai titoli successivi al primo dello stesso decreto).
Si ricorda anche che lo stesso accordo indica come modalità di formazione il problem solving su casi reali e specifici, così come l'importanza di esercitarsi sempre su casi reali.
Se questi presupposti sono stati soddisfatti possiamo pensare che la formazione già fatta possa essere considerata adeguata altrimenti sarà cura dell'azienda integrarla con moduli aggiuntivi.
L'aggiornamento, una vola conclusa la parte iniziale, terrà conto dell'effettiva mansione svolta nell'attuale azienda.

(Giugno 2017)

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Domanda

Si chiede se un preposto nominato oggi che abbia frequentato il corso per RLS debba frequentare il corso preposti da 8 ore oppure no, stante le indicazioni del nuovo accordo Stato Regioni entrato in vigore il 03-09-2016.
Si chiede inoltre se, visto sempre il citato accordo, un preposto nominato prima dell'entrata in vigore dell'accordo, che abbia la formazione RLS, debba frequentare il corso preposti.
In entrambi i casi, l'aver effettuato il corso RLS prima o dopo l'entrata in vigore dell'accordo, influenza la risposta?

Risposta

Dalla lettura dell'allegato III dell'Accordo Stato-Regioni del 7/7/2016 (entrato in vigore il 3/9/2016) relativamente al riconoscimento dei crediti formativi, si deduce che un RLS, formato secondo quanto previsto dall'art. 37 del D. Lgs. 81/08, sia esonerato completamente dalla frequenza del modulo specifico per il preposto.
Relativamente alle altre questioni riteniamo di dover fare riferimento alle attuali regole (cioè quelle fissate nell'accordo citato) ritenendo validi i crediti acquisiti se ottenuti con un corso di formazione conforme ai contenuti dell'art. 37 sopracitato.

(Maggio 2017)

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Domanda

Premesso che:

  1. Che la 33/2009 è rivolta dalla impresa individuale alla SPA.
  2. Che la legge è stata istituita per aggregazione, sviluppo e internazionalizzazione per le problematiche relative alla costituzione delle imprese Italiane troppo piccole.
  3. Che la legge è rivolta alla piccola e micro impresa al fine di tutelare anche cultura e mestieri di pregio che pian piano si andrebbero a perdere.
  4. Che la legge prevede l'istituzione di un organo amministrativo con rappresentanza e un fondo comune.
  5. Visto che la legge prevede che detti soggetti si uniscono per conseguire assieme lo scopo di rete.
  6. Che la legge prevede che la Rete debba fare da incubatore ad eventuali future fusioni societarie.

Unitisi in rete più imprese individuali senza dipendenti, possono lavorare assieme ad un unica lavorazione in edilizia, sempre che istituiscano le figure inerenti la strutture per la sicurezza nei cantieri come previsto dalla 81/2008?
Il documento di valutazione rischi di rete può essere sostituito dal POS di rete?
Le attrezzature dei singoli possono essere usate dalla Rete sempre che vengano date in noleggio a freddo alla Rete?
I Retisti sono considerati come soci lavoratori, sempre che svolgano i regolari corsi di pronto soccorso, antincendio e visite mediche come in una snc?

In conclusione i lavoratori autonomi, unitisi in Rete d'impresa, perdono le loro caratteristiche di lavoratori Autonomi diventando soci lavoratori della Rete?

Risposta

A nostro parere i lavoratori autonomi che si uniscono in una rete di imprese non acquisiscono in nessuna maniera la qualifica di soci (come in una snc o altra forma societaria).
La rete è solo una forma organizzativa tra più imprese allo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato..., che si impegnano a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica... (le citazioni vengono dal comma 4 ter dell'art. 3 della legge citata) senza che l'organo comune e il fondo patrimoniale istituibili acquisiscano soggettività giuridica.
Si ritiene utile precisare che occorre prestare molta attenzione alla "genuinità" dell'autonomia del lavoratore autonomo che secondo la definizione dell'art. 89 del D. Lgs. 81/09 è persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell'opera senza vincolo di subordinazione.
Un elemento discriminante è rappresentato proprio dal possesso di una consistente dotazione strumentale (macchine e attrezzature) che assicuri piena autonomi e capacità organizzativa per la realizzazione dell'opera.
Altrimenti siamo in presenza di vincolo di subordinazione di fatto che sarà così considerato anche dal personale ispettivo, sia relativamente agli aspetti "lavoristici" che a quelli più specifici riguardanti la sicurezza e l'igiene del lavoro.

(Maggio 2017)

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Domanda

Un operatore che deve operare su una piattaforma di lavoro elevabile come ospite della stessa (ad esempio per eseguire lavori di manutenzione) e che pertanto non comanda la PLE, ovvero è accompagnato da un lavoratore che guida e governa la PLE stessa, deve anch'egli essere formato secondo quanto previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 22/2/2012, oppure è sufficiente che sia formato sull'uso dei DPI anticaduta, e che quindi la formazione ai sensi del succitato accordo l'abbia soltanto l'addetto che guida la PLE?

Risposta

L'operatore "ospite" può essere considerato come un passeggero in un automobile che, proprio perché non guida, non è obbligato ad avere la patente; quindi, anche nel nostro caso, questo lavoratore non è tenuto a frequentare i corsi previsti dall'Accordo citato nella domanda.

Si precisa, inoltre, che per l'utilizzo di una PLE non c'è bisogno di un DPI anticaduta ma solo di un cordino di trattenuta per evitare il rischio di espulsione in caso di sobbalzo elastico della struttura della PLE stessa.

(Aprile 2017)

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Domanda

In una scuola è obbligatorio ospitare in aule (di massimo 26 bambini - dai 48 ai 56 metri quadri) al piano terra dei bambini con difficoltà deambulatorie oppure, considerando la necessità di supportarli in caso di emergenza, si possono tenere anche in classi poste al primo piano ?

Risposta

Ovviamente sarebbe preferibile prevedere una collocazione che, in caso di esodo di emergenza, permetta loro e chi li assiste di raggiungere il luogo sicuro nel più breve tempo possibile, e quindi è naturale pensare al piano terra.

Nulla impedisce però di individuare corrette procedure ai fini dell'efficacia del raggiungimento delle uscite di sicurezza anche partendo da piani fuori terra, anche tenendo conto della ressa che inevitabilmente si forma nei primi istanti a dispetto del suggerimento di mantenere la calma.

(Aprile 2017)

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Domanda

Buongiorno, un addetto che si trova ad operare su una PLE, deve obbligatoriamente utilizzare un dispositivo anticaduta legato alla PLE stessa? In caso positivo, è sufficiente il cosiddetto "cordino" o serve una vera e propria imbragatura anticaduta? In entrambi i casi, essendo DPI di III categoria, tale addetto deve aver ricevuto la formazione all’uso del DPI di III categoria?

Risposta

L'operatore sulla PLE è protetto contro la caduta dal parapetto, esattamente come quando si trova su un ponteggio, su un terrazzo con ringhiera o davanti al davanzale di una finestra aperta, ecc. Quindi non necessita di un DPI anticaduta, anche tenendo conto che comunque la struttura della PLE, che necessariamente userebbe come punto di aggancio, non è calcolata e dimensionata per lo sforzo dinamico impulsivo che si genererebbe nel momento dello stop immediato del moto verticale verso il basso percorso dal lavoratore.

L'uso del cordino serve per evitare il rischio di espulsione in caso di sobbalzo elastico della struttura che normalmente opera con pistoni idraulici (il problema è molto meno evidente con i cestelli verticali a pantografo che sono mossi con sistemi elettromeccanici e quindi non presentano tolleranze dovute all'elasticità del sistema). Si parla quindi di un dispositivo di trattenuta all'interno di una struttura protetta, che può svolgere la sua funzione con un cordino agganciato ad una cintura addominale ed al punto del parapetto individuato allo scopo, e non di un dispositivo anticaduta come definito dalla normativa.
Per cui non è dovuta la formazione specifica per l'uso del sistema l'anticaduta ma solo quella per l'uso della PLE (secondo le indicazioni contenute nell'Accordo Stato-Regioni del 22/2/2012).

(Marzo 2017)

Precisazioni

Ad integrazione della risposta in precedenza formulata si conferma che nell'uso di una PLE (nelle sue diverse classificazioni) la protezione contro il pericolo di caduta è costituita dal parapetto dell'attrezzatura stessa. Questa non può essere integrata o sostituita dal classico sistema imbracatura-cordino-aggancio in quanto la piattaforma non è progettata e dimensionata per resistere all'impulso di tot kN che si verifica nel momento dell'arresto del corpo in caduta (ci sono state dimostrazioni di ribaltamento sotto sollecitazioni di questo tipo) senza peraltro avere garanzie sulla misura del tirante d'aria relativo alla posizione del cestello rispetto al piano di arrivo. Nei sistemi a solo sviluppo verticale, inoltre, si avrebbe inoltre l'aggravante dell'effetto pendolo verso la struttura dell'attrezzatura stessa.

Diventa necessario e quindi obbligatorio un sistema di posizionamento e trattenuta costituito da una cintura di sicurezza (ovvero dalla fascia addominale di una imbracatura di sicurezza) e da un cordino collegato al punto previsto dal costruttore che assicuri il mantenimento del lavoratore all'interno del cestello, in caso di sollecitazioni anomale del sistema rendendo impossibile la caduta nel vuoto e quindi inutile un sistema di arresto della caduta stessa.

Si coglie inoltre l'occasione per sottolineare che la caduta nel vuoto fuori dal cestello causata da errori di manovra, urti contro altri veicoli o strutture, ecc. deve essere prevenuta con sistemi di organizzazione che escludano a priori un simile scenario: si pensi a dover recuperare un lavoratore appeso, tramite il sistema di arresto della caduta, ad una piattaforma in bilico (sempre che non si sia completamente ribaltata al suolo).

La formazione e l'addestramento da somministrare al lavoratore non potranno essere che quelli specifici per la conduzione della PLE e per l'uso del DPI prescelto, tenendo conto che per l'uso di queste attrezzature diventa eccessivo e ridondante quanto previsto per la sicurezza dei lavori in quota.

(Aprile 2017)

prevenzio.net

Domanda

"A seguito della pubblicazione dell'accordo accordo 7 luglio 2016, finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell'articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, facendo particolare riferimento all'aggiornamento, sul provvedimento citato è scritto: "In ogni caso per poter esercitare la propria funzione, gli RSPP e gli ASPP dovranno, in ogni istante, poter dimostrare che nel quinquennio antecedente hanno partecipato a corsi di formazione per un numero di ore non inferiore a quello minimo previsto".

In base a quanto premesso, come deve intendersi il calcolo del quinquennio di aggiornamento? Per quinquenni consecutivi, come da accordo precedente, o in ogni istante (giorno dopo giorno) si deve dimostrare di aver effettuato il totale del monte ore di aggiornamento nei cinque anni precedenti?".

Risposta

L'accordo citato, confermando anche quanto previsto precedentemente, ricorda l'obbligo a completare l'aggiornamento (40 ore per RSPP) entro 5 anni a partire dal momento della conclusione del modulo B comune.

Ovviamente solo dopo la scadenza di questo primo quinquennio il RSPP deve dimostrare ("in ogni istante") di aver completato l'aggiornamento nei tempi previsti nel primo quinquennio.

Alla scadenza del secondo quinquennio, in ogni istante fino alla conclusione del terzo, dovrà dimostrare di aver completato anche l'aggiornamento relativo al secondo e così via...

In definitiva deve rimanere fisso, come momento da cui cominciare a far decorrere i quinquenni, la data di conclusione del modulo B, come già detto, senza mai far slittare in avanti le successive scadenze.

(Aprile 2017)

prevenzio.net

Domanda

Nel caso di un ente di formazione che acquisisce l'attività di un secondo ente di formazione ed entrambi hanno adempiuto agli obblighi previsti dal D. Lgs. 81/2008, in termine di formazione, documentazione, ecc., ma ha variato nel frattempo la ragione sociale, il legale rappresentante, la sede legale (invariata partita Iva e tipologia di attività), è sufficiente anteporre alla documentazione presente presso le sedi una comunicazione del legale rappresentante che illustri le variazioni intervenute mantenendo la scadenza naturale della revisione dei documenti (in questo casi elaborati negli ultimi anni) o occorre redigerli ex novo?

Risposta

In un caso del genere è sufficiente allegare al documento di valutazione dei rischi un allegato contenente gli aggiornamenti anagrafici e societari.

(Marzo 2017)

prevenzio.net

Domanda

A fronte di un corso eseguito su una determinata tipologia di attrezzatura secondo l'Accordo Stato Regioni 22/02/2012, nel momento in cui ci sia la necessità di utilizzo di un'altra attrezzatura simile (facente parte della stessa categoria di attrezzature) è necessario eseguire da capo la formazione con il modulo giuridico normativo ed il modulo tecnico? Oppure è sufficiente completare la formazione sulla nuova attrezzatura simile solamente con il modulo pratico?

Es: qualora il lavoratore abbia già un attestato valido, in base all'Accordo Stato Regioni 22/02/2012, per l'utilizzo dei caricatori frontali, per l'utilizzo degli escavatori deve ripetere il modulo giuridico normativo ed il modulo tecnico oppure può essere abilitato eseguendo la formazione solamente con il modulo pratico sull'escavatore? Lo stesso ragionamento vale per altre attrezzature simili (carrelli elevatori industriali semoventi e carrelli semoventi a braccio telescopico ecc..)

Risposta

Il modulo giuridico normativo è effettuato una sola volta per attrezzature di lavoro simili (costituisce credito formativo permanente); a tale scopo sono considerate simili le macchine così raggruppate: 1) tutte le PLE; 2) le gru su autocarro, le gru a torre, le gru mobili, i carrelli elevatori; 3) i trattori su cingoli e su ruote e le macchine di movimento terra; 4) le pompe per calcestruzzo.

Il modulo tecnico e la prova pratica vanno ripetute anche per attrezzature di lavoro "simili" a meno che, già in fase iniziale sia prevista un'abilitazione plurima per gruppi di macchina (ad esempio per abilitazione per l'uso di escavatori idraulici, caricatori frontali e terne la parte pratica avrà una durata di 12 ore invece di 18 ore che deriverebbe dalla somma delle singole parti pratiche per ognuna delle macchine descritte).

(Marzo 2017)

prevenzio.net

Domanda

I datori di lavoro che hanno ottenuto l'esonero dalla frequenza del corso RSPP avendo inviato la comunicazione all’ASL territoriale ed alla Direzione Provinciale del Lavoro entro il 31/12/1996, dovevano frequentare il corso di aggiornamento entro il 11/01/2014. Chi non avesse ancora provveduto a tale aggiornamento può oggi iscriversi ad un corso di aggiornamento oppure deve frequentare nuovamente il corso completo?

Risposta

Si ritiene che per questi soggetti, esentati dalla frequenza del corso di formazione in fase di prima applicazione del D. Lgs. 626/94, nel caso in cui non abbiamo frequentato corsi di aggiornamento entro il 11/1/2014 come l'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 aveva previsto, abbiano perso completamente il requisito formativo.

Se vogliono continuare a svolgere la funzione di RSPP autonominati (ai sensi dell'art. 34 del D. Lgs 81/08) devono, quindi, frequentare uno specifico corso di formazione di durata e contenuti variabili, sulla base del settore ATECO di appartenenza dell'azienda (comma 2 dell'art. 34 sopracitato).

(Marzo 2017)

 

prevenzio.net

Domanda

La guida di transpallet con uomo a bordo (in piedi su pedana) è una attività che deve essere compresa nell'allegato I dell'accordo Stato-Regioni del 30.10.2007, n. 99 e nell'allegato I dell'accordo Stato-Regioni del 16.03.2006, n. 2540?

Risposta

In entrambi i casi, caratterizzati da un'ottemperanza all'obbligo formativo di partenza, secondo i requisiti dell'Accordo citato o secondo criteri precedenti che l'Accordo ha fatto propri, il non aver completato in tempo l'aggiornamento periodico (6 ore in 5 anni) costituisce violazione della norma (art. 37 del D. Lgs. 81/08) ma non comporta la decadenza completa dei crediti già acquisiti rendendo, di fatto, nulli i corsi già fatti; si tratta, quindi, di completare la quota di aggiornamento mancante.

(Febbraio 2017)

prevenzio.net

Domanda

Un addetto che non ha ricevuto la formazione generale e specifica secondo l'accordo Stato - Regioni, ma doveva fare l'aggiornamento di 6 ore entro 11/01/2017 avendo frequentato una formazione precedente, e di queste 6 ore ne ha fatte 2 o 4, ad oggi deve frequentare la formazione generale e / o specifica completa o è sufficiente completare le 6 ore, fermo restando il fatto che in questo momento non è in regola?

Altro caso, un addetto che ha frequentato la formazione generale e specifica secondo l'accordo, ma non ha completato l'aggiornamento delle 6 ore ogni 5 anni, deve rifare i corsi completi o anche in questo caso può completare le 6 ore con un periodo in cui non è in regola?

Risposta

In entrambi i casi, caratterizzati da un'ottemperanza all'obbligo formativo di partenza, secondo i requisiti dell'Accordo citato o secondo criteri precedenti che l'Accordo ha fatto propri, il non aver completato in tempo l'aggiornamento periodico (6 ore in 5 anni) costituisce violazione della norma (art. 37 del D. Lgs. 81/08) ma non comporta la decadenza completa dei crediti già acquisiti rendendo, di fatto, nulli i corsi già fatti; si tratta, quindi, di completare la quota di aggiornamento mancante.

(Febbraio 2017)

prevenzio.net

Domanda

Un'impiegata disabile invalida seriamente a causa del diabete, adesso in cura per sclerosi multipla, con difficoltà deambulatorie e cognitive, seguita da una psichiatra, come va gestita in orario di lavoro di chi è la responsabilità?
Il preposto d'ufficio, nonché RSPP, può farle punture che lei non riesce a fare per tremori che le impediscono di gestirsi?
Il preposto deve vigilare fino a che punto? L'impiegata suddetta può stare ad un primo piano anche con ascensore? Più che dirle di prendere l'ascensore chi lo garantisce che lei lo prenda e non possa cadere, o sentirsi male sul posto di lavoro?
La persona ha crisi di pianto parla con medici e altri al telefono tutto il giorno, la sua privacy chi la garantisce in ufficio siamo in 4...
I colleghi che le sono accanto potrebbero manifestare crisi nella gestione di un caso così problematico chi li tutela? E' corretto gravare con una situazione del genere su altri lavoratori?

Risposta

Premesso che la risposta al quesito proposto è inerente ai soli aspetti di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (escludendo pertanto tematiche quali l'effettuazione di terapie e la privacy), si evidenzia preliminarmente come il datore di lavoro, nell'assegnare i compiti ai lavoratori, debba tenere conto delle loro capacità e delle loro condizioni in rapporto alla loro salute e alla sicurezza e considerare, e nell'ambito della gestione delle emergenze, anche l'eventuale presenza di lavoratori con ridotte capacità motorie (art. 18 comma 1 D. Lgs. 81/08).
Gli obblighi del preposto, definiti dall'art. 19 del D. Lgs. 81/08, secondo peraltro le attribuzioni e competenze loro affidate, sono finalizzati a sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi normativi, nonché delle disposizioni aziendali, in materia di salute e sicurezza sul lavoro e non possono prescindere da queste finalità.
Pur comprendendo le possibili difficoltà determinate dalla presenza di una collega con tale tipologia di disabilità, si ricorda l'esistenza di una normativa specifica volta a tutelare la promozione dell'inserimento e dell'integrazione lavorativa delle persone disabili e l'obbligo da parte del datore di lavoro di adottare provvedimenti organizzativi atti a garantire un adeguato benessere organizzativo di tutti i lavoratori.

(Febbraio 2017)

prevenzio.net

Domanda

Per i lavoratori stranieri quale livello di comprensione della lingua italiana è considerato base sufficiente per essere ammesso in aula alla frequenza della formazione generale e specifica? Quale per la formazione sull'utilizzo di attrezzature quali carrelli elevatori o PLE?

Risposta

Non esistono regole precise da questo punto di vista; si ritiene che il livello sufficiente possa essere considerato l'A2 (secondo il Quadro Comune di Riferimento Europeo-QCER) che è anche quello necessario anche per la richiesta di permesso di soggiorno per i soggiornanti di lungo periodo.

Si può suggerire, in ogni caso, che durante il corso e/o alla sua conclusione venga effettuata una valutazione di apprendimento anche se non espressamente prevista per la formazione generale e specifica dei lavoratori.

A maggior ragione questa valutazione sarà eseguita a conclusione della formazione sull'uso delle attrezzature specifiche (in questo caso possiamo dire che come criterio di "ammissione" al corso potremmo utilizzare il superamento della prova di apprendimento in qualità di lavoratori).

(Febbraio 2017)

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