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Quesito 028/2018

prevenzio.net

Domanda

Una cooperativa, tra le tante attività, si occupa anche di pulizia di strade (spazzamenti e svuotamento cestini) e manutenzione del verde pubblico.
Avrei una domanda da porre relativamente al tema di “Prevenzione dal Rischio punture di imenotteri”: un rischio che abbiamo individuato all'interno del nostro documento di valutazione dei rischi, in particolare per quelle mansioni che costringono l'operatore a lavorare all'aperto (spazzini ed addetti del verde).
Premetto che come misure di prevenzione abbiamo già attivato la formazione degli operatori spiegando loro quali sono le corrette modalità comportamentali da adottare al fine di ridurre il più possibile i casi di punture (luoghi o azioni da evitare, preferire creme inodori, ecc.) e soprattutto come affrontare eventuali reazioni allergiche (cosa fare e non fare in caso di puntura, come riconoscere un caso allergico, ecc.).
Detto ciò, chiedo gentilmente un parere su come possiamo tutelare il più possibile il datore di lavoro qualora accadesse un evento infortunistico a qualche nostro dipendente al lavoro, considerando il fatto che anche in soggetti non allergici, la puntura di più api contemporaneamente può causarne la morte.
Ad esempio, insieme al nostro medico si era anche ipotizzato eventualmente di mettere una siringa di adrenalina autoiniettante in tutti i pacchetti di medicazione che gli operatori hanno a disposizione quando escono, ma dopo approfondimenti vari, tale misura preventiva risulterebbe eccessivamente costosa, senza considerare il fatto che la siringa di adrenalina richiede un costante controllo del contenuto e scadenza, ed è altamente pericolosa se iniettata erroneamente.
Quindi ci stiamo chiedendo se esistono altre misure di prevenzione che l'azienda può attivare ?

Inoltre, qualora un addetto in occasione della visita medica effettuata con il nostro medico Competente, dichiari di essere allergico alle punture di api, come dobbiamo muoverci? Deve essere lui, sulla base di quanto indicato nel piano terapeutico dell'allergologo ad avere sempre a disposizione la siringa di adrenalina, o deve essere l'azienda a fornirla e a garantire che l'operatore l'abbia sempre con sé?

Risposta

Le misure più efficaci per proteggere i lavoratori da questo tipo di rischio sono principalmente di tipo organizzativo, formativo e sanitario (nel senso della sorveglianza sanitaria svolta dal medico competente che potrà individuare i soggetti allergici o sospetti tali e potrà fornire tutte le indicazioni pratiche del caso).
Non riteniamo giustificata la scelta della siringa di adrenalina in dotazione, neanche nei soggetti con anamnesi positiva per allergia; in questi casi le raccomandazioni e la formazione dovranno essere molto scrupolose così come un'attenzione particolare dovrà essere dedicata agli aspetti organizzativi (ad esempio evitare il lavoro in solitario, formare i colleghi addetti al primo soccorso in maniera adeguata).
Si ricorda che l'obiettivo principale delle norme e le indicazioni relative alla sicurezza sul lavoro riguardano la salute dei lavoratori; se ciò avviene nella maniera giusta anche il datore di lavoro può sentirsi adeguatamente tutelato.

(Giugno 2018)