Raggiunto il traguardo dei 1000 Marchi Storici

In occasione della Giornata del Made In Italy presentato il Rapporto curato dall'Associazione Marchi Storici d'Italia in collaborazione con UIBM.

Nella giornata del 15 aprile 2026, in occasione della Giornata del Made in Italy 2026, è stato presentato il Rapporto "L'Italia dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale" che offre una panoramica su numeri, territori e prospettive di quello che rappresenta un patrimonio industriale e d'identità per il Paese. Il rapporto mette in luce la capillarità di queste eccellenze su tutto il territorio nazionale e la rilevanza delle diverse filiere produttive, a testimonianza della vitalità e della resilienza dei brand che hanno fatto la storia dell'imprenditoria italiana.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato: "Celebriamo oggi il lavoro di generazioni di imprenditori che hanno contribuito a costruire l'identità economica e manifatturiera del nostro Paese. Un traguardo significativo aver raggiunto i Mille Marchi Storici di Interesse Nazionale. Un risultato che, peraltro, giunge a ridosso della Giornata nazionale del Made in Italy 2026 e ne rafforza il valore. Parliamo, dunque, di un traguardo che va oltre il valore simbolico e conferma la vitalità del nostro patrimonio industriale e manifatturiero, capace di coniugare tradizione, qualità, innovazione e competitività, dimostrando come la storia produttiva italiana non sia un retaggio del passato, ma una leva strategica per affrontare le sfide di un contesto globale sempre più complesso".

Il cuore pulsante di questo sistema è rappresentato dalle "4 A" del Made in Italy (Agroalimentare, Automazione, Abbigliamento, Arredo).

La distribuzione regionale dei marchi storici iscritti al Registro conferma la forza dei poli manifatturieri del Nord: la Lombardia guida la classifica per fatturato (49,1%) e numero di marchi (28,3%), seguita da Veneto (14,2%) e Piemonte (12,9%). Emerge tuttavia un radicamento profondo in tutto il Paese, con sistemi regionali come l'Emilia-Romagna, il Veneto e la Toscana che mostrano un'incidenza delle "4 A" vicina o superiore all'80%.

Sotto il profilo settoriale, l'88% delle imprese opera nel manifatturiero, di cui il 44% nell'Agroalimentare e il 25% nell'Automazione-Meccanica.

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pubblicato il 17/04/2026 ultima modifica 17/04/2026
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