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Quesito 07/2020

prevenzio.net

Domanda

In questa fase di emergenza epidemiologica correlata alla diffusione del nuovo coronavirus è necessario aggiornare il documento di valutazione dei rischi o è sufficiente limitarsi a diffondere le buone prassi e le circolari diffuse dal Ministero?

Risposta

Le misure preventive per ridurre le probabilità di contagio in un luogo di lavoro nei confronti della malattia COVID-19, non sono dissimili da quelle adottate nei confronti della popolazione generale.

Il compito più importante ed utile del Datore di Lavoro si ritiene debba essere quello di fornire ai propri lavoratori una corretta informazione:

  • sui percorsi ufficiali individuati della Istituzioni nei casi specifici di "contatti stretti", di "casi sospetti" e di lavoratori che "provengono da aree a rischio";
  • sull'adozione di modalità comportamentali universali per ridurre il rischio di contaminazione;
  • sulle misure igieniche adottate dall'azienda;
  • sull'eventuale aggiornamento, ove ne ricorrano le condizioni, del documento di valutazione dei rischi (DVR) nella parte del rischio biologico.

Trattandosi di un rischio per la popolazione generale non è DI NORMA necessario aggiornare il DVR, ad eccezione di:

  1. lavoratori addetti al contatto con il pubblico: il Datore di Lavoro, in collaborazione con Medico Competente e Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, dovrà aggiornare il DVR valutando il rischio di esposizione ad agenti biologici e adotterà la misure preventive del caso, tra le quali risultano essere efficaci le seguenti: 1. distanza dell'operatore di almeno 1 metro dal soggetto utente; 2. pulizia ripetuta ed accurata delle superfici con acqua e detergenti seguita dall'applicazione di disinfettanti a base di ipoclorito di sodio 0,1% o etanolo al 70%; 3. disponibilità di distributori per l'igiene delle mani contenenti gel alcolici con una concentrazione di alcol al 60-85%; 4. adeguata diffusione di materiali informativi sull'igiene delle mani, l'igiene respiratoria e il distanziamento sociale.
  2. lavoratori addetti al settore sanitario: il Datore di Lavoro attuerà quanto previsto dal DVR esistente. Se necessario, integrerà le misure di prevenzione graduandole in base al livello di rischio stimato per le diverse aree. Tra gli elementi da considerare sono: 1. la provenienza dei pazienti dalle aree a rischio; 2. il tipo di setting e tipologia dei pazienti che ad esso accedono (pazienti sintomatici/non sintomatici per affezioni delle vie aeree); 3. le procedure terapeutiche e diagnostiche effettuate (procedure invasive/non invasive, a carico delle vie aeree, ecc.); 4. il tipo di dispositivi di protezione da utilizzare per le diverse situazioni (camice impermeabile a maniche lunghe, doppi guanti, facciale filtrante FFP2 o FFP3; schermo facciale o occhiali protettivi, cuffia).

Si rimanda integralmente a quanto previsto dal documento emanato dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda USL di Modena in data 02/03/2020 intitolato "Indicazioni provvisorie per le Aziende della Provincia di Modena ai fini dell'adozione di misure per il contenimento dell'infezione da Coronavirus" trasmesso alle associazioni datoriali e sindacali nella medesima data, che si allega alla presente.

Marzo 2020

Quesito 05/2020

prevenzio.net

Domanda

Nel caso di carri per raccolta frutta è corretto prevedere, per i conduttori, la formazione analoga a quella prevista per le PLE++lavori in quota?
Per gli addetti che eseguono la semplice raccolta della frutta senza condurre in alcun modo il veicolo, può essere ritenuta sufficiente la formazione per lavori in quota?

Risposta

Le macchine agricole raccoglifrutta (comunemente denominate carri raccoglifrutta), considerate "impianti speciali" di cui al punto 9 dell'allegato A al Decreto Ministeriale 4 marzo 1982, rientrano tra le attrezzature di lavoro dell'allegato VII al D.Lgs. 81/08 e s.m.i. come ponti sospesi e relativi argani.

Per i conduttori dei carri raccoglifrutta, attualmente non è previsto uno specifico corso di formazione dall'Accordo del 22 febbraio 2012 relativo alla individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, ai sensi dell'articolo 73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, pertanto si è in attesa della emanazione di specifiche indicazioni/norme.
Tuttavia, considerata la tipologia di rischi assimilabili a quella della PLE, l'indicazione è di inviare i conduttori dei carri raccoglifrutta a corsi di formazione analoghi a quelli previsti per l'uso della PLE.

Per gli addetti alla raccolta della frutta che non conducono il carro, la formazione è quella di 12 ore prevista dall'Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 in attuazione dell'art. 37 comma 1 del D.Lgs. 81/08.

Marzo 2020

Quesito 03/2020

prevenzio.net

Domanda

Ho un quesito che riguarda tutte le linee di smaltatura, si chiede se la fune di emergenza debba fermare solamente il trasporto o anche tutti gli accessori su di essa montati quali sbavatori, cabine spazzolatura, cabine di nebulizzazione, decoratrici rotative o digitali, ecc., e, soprattutto, se debba anche togliere corrente a tutti gli utilizzi disalimentando le blindo, oppure possa limitarsi a fermare solo il trasporto visto che tutte le macchine hanno poi le loro specifiche sicurezze.
La domanda nasce dal fatto che alcuni impiantisti, applicando in modo integralista la normativa, creano grossi disagi agli operatori in quanto basta urtare inavvertitamente la fune per fermare anche la motorizzazione dei mastelli con smalti che decantano immediatamente.

Risposta

Qualora fra le diverse attrezzature della linea di smaltatura esista un "legame funzionale" ma non un "funzionalmente solidale" e cioè:

  • le singole attrezzature della linea di smaltatura presentano un funzionamento autonomo
  • la loro interconnessione ed il loro funzionamento coordinato non comporta l'insorgere di pericoli diversi da quelli presi in considerazione e protetti dai costruttori delle singole unità
  • l'attivazione o la disattivazione di una o più attrezzature non influisce sul rischio complessivo dell'insieme,

la fune di emergenza potrà fermare solo il trasporto.

Marzo 2020

Quesito 06/2020

prevenzio.net

Domanda

Una azienda srl, con due soci entrambi amministratori, ma uno di loro che chiameremo socio A, ha la delega in esclusiva per la sicurezza sul lavoro.
Visto che l'azienda srl ha superato i 30 dipendenti, può il socio B fare il corso per RSPP diverso da Datore di Lavoro (Modulo A, B, C) ?

Risposta

Sì, il socio B che non è Datore di Lavoro può svolgere il ruolo di RSPP previa formazione secondo l'Accordo Stato Regioni del 7 luglio 2016, ovvero frequenza con verifica dell'apprendimento dei Moduli A, B (più eventuale modulo B specifico) e C.

Febbraio 2020

Quesito 04/2020

prevenzio.net

Domanda

Si chiede se nel caso di trattori a cui vengono collegate delle forche per la movimentare di balle di fieno o cassette di frutta, sia necessaria una ulteriore formazione rispetto a quella prevista per l'uso di trattori agricoli/forestali.

Risposta

Con riferimento all'ACCORDO SR del 22 febbraio 2012 relativo alla "individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, ai sensi dell'articolo 73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81"

si ritiene che non sia necessaria una ulteriore formazione nel caso descritto nel quesito in quanto:

  1. nella definizione di Trattori agricoli o forestali (al punto f) risulta incluso qualsiasi trattore agricolo o forestale a ruote o cingoli, a motore, … che può essere equipaggiato per trasportare carichi in contesto agricolo o forestale.
  2. in ALLEGATO VIII - Requisiti minimi del corsi di formazione teorico-pratico per lavoratori addetti alla conduzione di trattori agricoli o forestali il punto 1.0. stabilisce che "Il possesso dell'abilitazione di cui al presente allegato esonera nell'ambito del lavori agricoli e forestali, in caso di montaggio di attrezzi sui trattori agricoli e forestali per elevare o sollevare carichi, scavare, livellare, livellare-asportare superfici, aprire piste o sgombraneve, dal possesso di altre abilitazioni previste dal presente accordo."

In sostanza l'abilitazione all'uso della trattrice agricola secondo l'accordo Stato Regioni consente la guida del trattore e l'uso delle attrezzature ad esso collegate (rotopresse, sollevatori, forche, ecc.) purché in ambito agricolo-forestale.

Qualora nell'ambito di una azienda agricola sia utilizzato un sollevatore a braccio telescopico, trattandosi di un'altra tipologia di macchina, diversa dalla trattrice agricola, è prevista una specifica abilitazione. Se invece la macchina telescopica è stata immatricolata come trattrice agricola, il conducente deve essere in possesso dell'abilitazione della trattrice agricola (esistono pochi casi).

Febbraio 2020

Quesito 02/2020

prevenzio.net

Domanda

Il quesito è relativo ai requisiti del formatore per RLSA e preposti.

Da Accordo SR del 07/03/2016 e Decreto Interministeriale del 06/03/2013 risulterebbe che un RSPP in possesso dei requisiti formatore può formare i propri RLSA (fatto salvo diverse indicazioni del CCNL) e preposti.

Si chiede se l'interpretazione sia corretta.

Risposta

Il docente nei corsi per RLS-A e per i preposti deve essere in possesso dei requisiti previsti da:

  • a) Decreto Interministeriale 6 marzo 2013 "Criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro"
  • b) Contrattazione collettiva nazionale, che ai sensi dell'art. 37 comma 11 del D.Lgs.81/08 stabilisce le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza come risulta precisato dalla tabella riassuntiva dei criteri della formazione rivolta ai soggetti con ruoli in materia di prevenzione riportata in ALLEGATO V all'Accordo SR del 7 luglio 2016 finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell'articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e smi.

Se il docente in questione è anche RSPP aziendale, non vi sono elementi che impediscono a tale soggetto di svolgere il ruolo di formatore.

Febbraio 2020

Quesito 01/2020

prevenzio.net

Domanda

Alcuni carrelli commissionatori verticali (con cabina elevabile) come quello nell'immagine allegata, nel caso in cui si blocchino per un malfunzionamento ad altezze elevate, sono provvisti di un'imbragatura e un paranco per consentire all'utilizzatore di calarsi al suolo.

Immagine quesito 01/2020

Si richiede se sia necessario sottoporre gli addetti a formazione e addestramento specifici per l'uso di D.P.I. di terza categoria (imbraghi) e quale altra formazione sia ritenuta obbligatoria in aggiunta a quella specifica per l'uso di carrelli elevatori commissionatori.

Risposta

Per carrello commissionatore si intende, di norma, un carrello elevatore con forche che permette all'operatore a bordo di prelevare il carico a più livelli e di avere un piano di appoggio (pallets) livellabile in altezza. Una definizione di carrello commissionatore viene fornita dalla circolare del Ministero del Lavoro n. 23 del 13-08-2012 che identifica tali attrezzature come "carrelli con posto di guida elevabile destinati ad operazioni di picking (prelievo e deposito manuale di merce da scaffalature)".

Questi carrelli hanno altezza operativa e portata variabili e possono arrivare ad altezze anche superiori ai 10 metri, introducendo il rischio legato ai lavori in altezza (o lavori in quota).
Si ritiene pertanto che gli addetti debbano essere sottoposti a formazione e addestramento in relazione a:

  • uso del DPI di terza categoria (imbragatura) e del paranco, in quanto nel caso oggetto del quesito il costruttore ha previsto l'uso di una imbragatura e di un paranco per consentire all'utilizzatore di calarsi al suolo in caso di blocco per malfunzionamento;
  • rischio derivante dai lavori in altezza.

Relativamente alla eventuale ulteriore formazione e addestramento da assicurare al lavoratore che utilizza il carrello commissionatore, si precisa quanto segue.

  • L'Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 nell'Allegato A contiene l'elenco delle "attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori" così come previsto dall'Art. 73 comma 5 del D.Lgs. 81/08, ed in particolare al paragrafo 1, lettera e), punto 2 definisce i "Carrelli industriali semoventi: qualsiasi veicolo dotato di ruote (eccetto quelli circolanti su rotaie) concepito per trasportare, trainare, spingere, sollevare, impilare o disporre su scaffalature qualsiasi tipo di carico ed azionato da un operatore a bordo su sedile."
  • La Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 21.2013 al punto 4 ha chiarito che l'elenco riportato nell'Allegato A del suddetto Accordo è esaustivo e non esemplificativo, pertanto l'elenco delle attrezzature non può essere esteso per analogia, ma resta quello definito nell'Accordo.
  • Sono conseguentemente esclusi dagli obblighi dell'Accordo i mezzi in cui l'operatore si trovi a bordo del carrello, ma non a "bordo su sedile".

Ciò premesso, occorre distinguere tra:

  1. Carrelli commissionatori con operatore a bordo su sedile
  2. Carrelli commissionatori con operatore a bordo in piedi.

Nel primo caso l'attrezzatura rientra nella definizione di cui all'Accordo Stato Regioni 22/02/2012, pertanto in base a quanto disposto dall'articolo 73 comma 5) del D.Lgs 81/2008, è obbligatoria specifica abilitazione degli operatori addetti alla conduzione dei carrelli commissionatori, secondo i contenuti dell'Accordo stesso che disciplina argomenti, durata, soggetti formatori, indirizzi e requisiti minimi di validità dell'abilitazione.
Nel secondo caso (carrelli commissionatori in cui l'operatore si trova in piedi nella cabina di comando) l'attrezzatura non rientra nella definizione dell'Accordo sopra citato, di conseguenza gli operatori addetti alla loro conduzione non sono soggetti alla specifica abilitazione prevista dall'articolo 73 comma 5) del D.Lgs 81/2008 né ai contenuti dell'Accordo stesso.
Resta comunque da soddisfare la richiesta di formazione, informazione e addestramento contenuta nell'Art. 73 comma 4, in merito all'uso delle attrezzature di lavoro che richiedono conoscenze e responsabilità particolari, ma senza specifici vincoli sui contenuti e sulla durata dei corsi. Tale formazione dovrà essere "sufficiente ed adeguata", inoltre dovrà essere organizzata con la collaborazione dell'RSPP e dell'RLS.

Si evidenzia che alcuni aspetti relativi all'uso in sicurezza del carrello commissionatore sono sovrapponibili a quelli di un normale carrello semovente con conducente a bordo (baricentro del carico, targa di portata, ricarica e rischi nell'uso delle batterie, ecc…), pertanto il datore di lavoro potrebbe scegliere di inviare il lavoratore al corso per l'uso del carrello elevatore semovente (corso teorico e pratico di 8+4 ore) ed integrare poi la sua formazione in merito all'uso dell'attrezzatura specifica (carrello commissionatore), allo svolgimento dei lavori in quota e all'uso dei DPI di III categoria (imbragatura) come nel caso oggetto del presente quesito.

(Febbraio 2020)

Quesito 56/2019

prevenzio.net

Domanda

Si chiede quali sono i requisiti del docente formatore per poter svolgere e rilasciare gli attestati del corso antincendio a RISCHIO ALTO (PER ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDIO E GESTIONE DELLE EMERGENZE) ai sensi dell'Allegato IX del DM 10/03/98.

E infine se tale corso può essere svolto soltanto dai Vigili del Fuoco.

Risposta

Il docente formatore per gli addetti all'emergenza incendio (rischio elevato, medio, basso) deve possedere una specifica competenza nella materia antincendio; in proposito i riferimenti normativi attualmente vigenti a cui fare riferimento, oltre al D.Lgs.81/08, sono i seguenti:

  • Decreto Ministeriale 10 marzo 1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro;
  • Interpello n. 10/2013 del 24 ottobre 2013 della Commissione ex art. 12 comma 2 del D.Lgs. 81/2008;
  • allegato V e punto 12.1 dell'Accordo Stato Regioni del 7 luglio 2016 (finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell'articolo 32 del D.Lgs. 81/2008).

In caso di emanazione del Decreto previsto dall'art.46 comma 3 del D.Lgs. 81/08 potranno essere definiti ulteriori criteri di qualificazione del docente formatore per gli addetti all'emergenza incendio.

Il corso di formazione per gli addetti all'emergenza incendio (rischio elevato, medio, basso) non deve necessariamente essere tenuto da personale dei Vigili del Fuoco.

È invece necessario rivolgersi al Comando dei Vigili del Fuoco per conseguire l'attestato di idoneità tecnica (ex art. 3 Legge 28 novembre 1996, n. 609) che si rende obbligatorio per gli addetti all'emergenza incendio designati nei luoghi di lavoro ove si svolgono le attività riportate nell'allegato X del Decreto Ministeriale 10 marzo 1998 (attività a rischio elevato più altre tipologie).

Si precisa infine che l'attestato di idoneità tecnica non coincide con l'attestato di frequenza al corso di formazione: infatti un addetto all'emergenza incendio, designato in una attività a rischio elevato, potrebbe svolgere il corso di formazione C di cui all'allegato IX del DM 10 marzo 1998, con un docente che non appartiene al Corpo dei Vigili del Fuoco, al termine del quale ottenere l'attestato di frequenza; successivamente egli dovrebbe conseguire l'attestato di idoneità tecnica, previo superamento delle prove previste, presso il Comando dei Vigili del Fuoco.

(Febbraio 2020)

Quesito 55/2019

prevenzio.net

Domanda

Un'azienda che esegue delle attività in spazi confinati, che deve inviare a volte i lavoratori presso il committente per redigere poi un verbale di sopralluogo prima dei lavori ha l'obbligo, in fase di invio dei lavoratori per la prima visita, di mandarne tre secondo quanto prevede il D.P.R. 177/2011 o, nel caso in cui ci sia un lavoratore addetto ad operare negli spazi confinati messi a disposizione dalla committenza, può inviarne due?
Intendo per il sopralluogo iniziale prima di redigere il relativo preventivo.

Risposta

Se vi è la necessità di entrare per ispezionare l'ambiente confinato, a prescindere dal tipo di lavorazione (lavori veri e propri o solo preventivo commerciale) è necessario possedere la specifica formazione ed i DPI necessari. È accettabile che uno dei tre addetti sia messo a disposizione dalla committenza, purché sia correttamente formato.

(Gennaio 2020)

Quesito 54/2019

prevenzio.net

Domanda

L'operatore che sale su una piattaforma semovente solo per spostare la piattaforma e scaricarla e caricarla sul camion al termine dell'utilizzo, deve utilizzare i dispositivi di trattenuta (tipo cintura e cordino)?
E lo stesso operatore, se nell'effettuare questa operazione si trova nel cestello ad una quota superiore ai 2 metri, deve essere formato per lavori in quota?

Risposta

Premesso che:

  • l'utilizzo della macchina deve avvenire nel rispetto delle istruzioni per l'uso, che devono sempre accompagnare la macchina,
  • nelle istruzioni il costruttore deve precisare le condizioni d'uso in cui è previsto l'utilizzo dei DPI,

qualora le istruzioni per l'uso prevedano l'obbligo di utilizzo di DPI anche nel caso in questione, se ne dovrà prevedere l'utilizzo.

Nel caso in cui le istruzioni per l'uso non diano alcuna indicazione, ciò rappresenta una carenza delle stesse istruzioni e non un esonero dall'obbligo di utilizzo dei sistemi anticaduta, che dovrà quindi essere valutato dal datore di lavoro (si ritiene infatti che NON vi sia obbligo certo di uso dei DPI anticaduta solo nel caso di macchina chiusa ovvero dotata di cestello che attiva il micro di fine corsa di stazionamento).

Relativamente alla formazione, il lavoratore che sposta la piattaforma di lavoro elevabile come descritto nel quesito, dovrà essere formato:

  1. ai sensi dell'art.73 comma 5 del DLgs 81/08 e del relativo Accordo Stato Regioni-Province autonome del 22/02/2012, per l'uso di specifiche attrezzature di lavoro
  2. ai sensi dell'art. 37 del DLgs 81/08 e del relativo Accordo Stato-Regioni-Province autonome del 21/12/2011, in funzione della effettiva mansione svolta dal lavoratore secondo le macrocategorie: rischio alto, medio, basso
  3. ai sensi dell'art. 77 comma 4 lettera h) e comma 5 lettera a) per l'uso di DPI di III categoria contro la caduta dall'alto, in caso di utilizzo di tali DPI secondo le indicazioni del costruttore della macchina.

(Gennaio 2020)

Quesito 53/2019

prevenzio.net

Domanda

È consentito il noleggio a freddo di una piattaforma autocarrata, se l'autocarro ha massa complessiva superiore a 60 quintali?
In particolare, il noleggio prevede la consegna in cantiere ed il piazzamento a cura del proprietario dell'autocarro (noleggiante) e si chiede se è consentito l'utilizzo del solo cestello da parte del noleggiatore.

Risposta

Il nolo a freddo di piattaforme autocarrate di massa superiore a 6 t è consentito dall'art. 84 comma 4 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e s.m.i. (Nuovo codice della strada), che va interpretato alla luce dei Chiarimenti interpretativi rilasciati in data 08/07/2016 con prot. 15486 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ovvero:

la locazione senza conducente è consentita:

  • per tutti i veicoli ad uso speciale, a prescindere dalla loro massa complessiva a pieno carico;
  • per i veicoli destinati al trasporto merci ma solo a condizione che non superino le 6 t di massa complessiva a pieno carico.

Si precisa che le piattaforme autocarrate sono definite veicoli ad uso speciale dall'art. 200 comma 2 lettera d) del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada (D.P.R. 16/12/1992 n° 495 e s.m.i.)

Si ritiene ammissibile il nolo misto ("a caldo" fino al momento della consegna e del piazzamento del mezzo in cantiere, "a freddo" nella fase di utilizzo del mezzo in cantiere), a condizione che la persona designata all'uso della piattaforma autocarrata in cantiere abbia i requisiti per condurre il mezzo (patente adeguata al tonnellaggio, formazione ex art. 73 D.Lgs. 81/08), in quanto potrebbe rendersi necessario lo spostamento del mezzo in una eventuale situazione di emergenza così come in condizioni ordinarie.
Vale l'osservazione generale per cui i lavori che comportano l'utilizzo di tali attrezzature non andrebbero eseguiti da soli o in situazioni isolate.

(Gennaio 2020)