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Quesito 004/2017

prevenzio.net

Domanda

Buongiorno, un addetto che si trova ad operare su una PLE, deve obbligatoriamente utilizzare un dispositivo anticaduta legato alla PLE stessa? In caso positivo, è sufficiente il cosiddetto "cordino" o serve una vera e propria imbragatura anticaduta? In entrambi i casi, essendo DPI di III categoria, tale addetto deve aver ricevuto la formazione all’uso del DPI di III categoria?

Risposta

L'operatore sulla PLE è protetto contro la caduta dal parapetto, esattamente come quando si trova su un ponteggio, su un terrazzo con ringhiera o davanti al davanzale di una finestra aperta, ecc. Quindi non necessita di un DPI anticaduta, anche tenendo conto che comunque la struttura della PLE, che necessariamente userebbe come punto di aggancio, non è calcolata e dimensionata per lo sforzo dinamico impulsivo che si genererebbe nel momento dello stop immediato del moto verticale verso il basso percorso dal lavoratore.

L'uso del cordino serve per evitare il rischio di espulsione in caso di sobbalzo elastico della struttura che normalmente opera con pistoni idraulici (il problema è molto meno evidente con i cestelli verticali a pantografo che sono mossi con sistemi elettromeccanici e quindi non presentano tolleranze dovute all'elasticità del sistema). Si parla quindi di un dispositivo di trattenuta all'interno di una struttura protetta, che può svolgere la sua funzione con un cordino agganciato ad una cintura addominale ed al punto del parapetto individuato allo scopo, e non di un dispositivo anticaduta come definito dalla normativa.
Per cui non è dovuta la formazione specifica per l'uso del sistema l'anticaduta ma solo quella per l'uso della PLE (secondo le indicazioni contenute nell'Accordo Stato-Regioni del 22/2/2012).

(Marzo 2017)

Precisazioni

Ad integrazione della risposta in precedenza formulata si conferma che nell'uso di una PLE (nelle sue diverse classificazioni) la protezione contro il pericolo di caduta è costituita dal parapetto dell'attrezzatura stessa. Questa non può essere integrata o sostituita dal classico sistema imbracatura-cordino-aggancio in quanto la piattaforma non è progettata e dimensionata per resistere all'impulso di tot kN che si verifica nel momento dell'arresto del corpo in caduta (ci sono state dimostrazioni di ribaltamento sotto sollecitazioni di questo tipo) senza peraltro avere garanzie sulla misura del tirante d'aria relativo alla posizione del cestello rispetto al piano di arrivo. Nei sistemi a solo sviluppo verticale, inoltre, si avrebbe inoltre l'aggravante dell'effetto pendolo verso la struttura dell'attrezzatura stessa.

Diventa necessario e quindi obbligatorio un sistema di posizionamento e trattenuta costituito da una cintura di sicurezza (ovvero dalla fascia addominale di una imbracatura di sicurezza) e da un cordino collegato al punto previsto dal costruttore che assicuri il mantenimento del lavoratore all'interno del cestello, in caso di sollecitazioni anomale del sistema rendendo impossibile la caduta nel vuoto e quindi inutile un sistema di arresto della caduta stessa.

Si coglie inoltre l'occasione per sottolineare che la caduta nel vuoto fuori dal cestello causata da errori di manovra, urti contro altri veicoli o strutture, ecc. deve essere prevenuta con sistemi di organizzazione che escludano a priori un simile scenario: si pensi a dover recuperare un lavoratore appeso, tramite il sistema di arresto della caduta, ad una piattaforma in bilico (sempre che non si sia completamente ribaltata al suolo).

La formazione e l'addestramento da somministrare al lavoratore non potranno essere che quelli specifici per la conduzione della PLE e per l'uso del DPI prescelto, tenendo conto che per l'uso di queste attrezzature diventa eccessivo e ridondante quanto previsto per la sicurezza dei lavori in quota.

(Aprile 2017)