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Nuove strategie di collaborazione tra sistemi camerali lombardo, veneto ed emiliano-romagnolo

Un patto operativo per realizzare una macro-area funzionale, ambiente favorevole alle imprese per aiutarle a cogliere le opportunità del mondo che si evolve

Le Unioni regionali delle Camere di commercio di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno siglato a Bologna un protocollo di intesa con l'obiettivo di aiutare l'economia dei territori a cogliere le opportunità offerte da una dimensione territoriale più ampia e da una integrazione di forze e strategie. A firmare il documento i tre presidenti: Giandomenico Auricchio - Unioncamere Lombardia, Fernando Zillio - Unioncamere Veneto e Maurizio Torreggiani - Unioncamere Emilia-Romagna.

La grande area costituita da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna concentra più del 40% del PIL nazionale, esprime il 54% di quanto prodotto dall'industria manifatturiera, e il 55% del valore delle esportazioni di beni verso l'estero.

Si è avviato così un percorso di collaborazione per accrescere le relazioni di cooperazione e la concertazione di attività e politiche per una maggiore integrazione in grado di valorizzare le eccellenze attraverso un'azione condivisa. E' un primo passo verso una prospettiva di medio lungo periodo indirizzata a una organizzazione camerale strutturata sulla dimensione di una macro-area.

Tra gli specifici ambiti di intervento, come prioritari, sono individuati: studi e monitoraggio economia, servizi e progetti di internazionalizzazione (e l'occasione di Expo 2015 sarà un immediato banco di prova), progetti e opportunità europee.

A cui va aggiunta la collaborazione sempre più strutturata e consolidata tra le realtà camerali delle tre regioni, anche nel contesto della riallocazione delle funzioni già delle Province, con l'obiettivo di una progressiva omogeneizzazione delle politiche a sostegno della competitività delle imprese in ambito di area vasta interregionale. A questo scopo, le Giunte delle tre Unioni regionali si incontreranno almeno due volte all'anno per definire le linee di indirizzo politico-strategiche. Sarà definito un programma di attività comune che sarà verificato con un monitoraggio specifico per valutare criticità e risultati.

Maurizio Torreggiani, presidente Unioncamere Emilia-Romagna, che è stato nominato portavoce della nuova "squadra di macroarea" ha evidenziato: "L'accordo parte dalla dimensione economica dei territori con l'obiettivo di essere utile al sistema delle imprese e rafforzare i flussi di collaborazione relazionale. Di fronte al cambiamento dei sistemi economici, questo accordo persegue l'obiettivo concreto di una riorganizzazione sulla base di un unico criterio: l'efficacia per le imprese in territori che si caratterizzano per forte omogeneità per filiere produttive e legami infrastrutturali. Con una metafora possiamo dire che vengono abbattuti i muri e messe siepi che permettono di identificare i territori ma al tempo stesso sempre più significative sinergie. Occorre considerare che nel 2000 fatto 100 il PIL dell'Italia, ora nel 2014 è sceso al 96,8 per cento, mentre in questa area "Lover" è salito al 103 per cento. E' naturale che possa partire da qui un percorso che risponde all'esigenza di riforma del sistema".

 

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