Sintesi sull'economia modenese: luglio e agosto 2026

Per quest'anno segnali ancora positivi, prevista una frenata nel 2027. Rimangono differenze fra i vari settori, con difficoltà per il commercio e il tessile abbigliamento, andamento positivo per i "servizi alle imprese" e il metalmeccanico

L'economia modenese mostra segnali contrastanti di fronte alle difficoltà che emergono dai mercati internazionali: da una parte vi sono settori all'avanguardia che proseguono con un'ottima performance, dall'altra vi sono comparti in evidente difficoltà. Questi i primi risultati dell'approfondimento sull'economia modenese relativo al mese di agosto a cura del Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena.

L'indagine Prometeia sugli scenari delle economie locali indica il 2026 come l'anno peggiore per l'economia mondiale, a causa dei diversi conflitti in corso che hanno causato carenza di combustibili fossili e materie prime, mentre nel 2027 dovrebbe esserci una piccola ripresa. Tuttavia, l'economia modenese appare in controtendenza: quest'anno sarà migliore rispetto al 2027, seppur con incrementi di valore aggiunto non molto elevati. Nel 2026 infatti tale indicatore sarà in crescita dello 0,7%, che si ridurrà allo 0,4% nel 2027. Quest'anno le costruzioni ed i servizi avranno performance migliori rispetto all'industria, che invece vedrà una piccola ripresa nel 2027.

L'indagine congiunturale curata dalla Camera di Commercio conferma in parte questi risultati; tuttavia, in questa rilevazione il settore manifatturiero appare più performante, ma con una notevole differenza fra i vari comparti: sono molto positivi il metalmeccanico e il biomedicale, ci sarà un piccolo aumento per i mezzi di trasporto, la ceramica risulta pressoché stabile e il tessile abbigliamento è in difficoltà. Anche i servizi mostrano un andamento positivo, soprattutto l'alloggio e ristorazione e i servizi alle imprese, mentre il commercio si presenta in calo.

Anche l'indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione realizzata da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, conferma il buon andamento nel periodo estivo, con un incremento congiunturale delle assunzioni dell'1,1% nel mese di luglio a Modena, mentre in Emilia-Romagna e in Italia sono in calo. Il commercio tuttavia rimane penalizzato, con una quota di nuovi assunti in diminuzione rispetto alle indagini precedenti.

Un discorso a parte merita la demografia imprenditoriale, cioè l'andamento delle iscrizioni e cessazioni di attività economiche al Registro Imprese delle Camere di Commercio. Tale fenomeno non segue immediatamente le crisi economiche o i momenti di sviluppo, ma gli effetti sul numero delle imprese si evidenziano con un certo ritardo. Ad esempio, gli imprenditori non chiudono un'azienda alla prima difficoltà, ma cercano di portare avanti l'attività sperando di poter superare la crisi. Pertanto, la diminuzione di imprese che si registra attualmente è frutto di andamenti economici negativi verificatesi anche negli anni passati. Inoltre, gioca un discreto ruolo anche l'età media degli imprenditori, che in provincia di Modena risulta piuttosto elevata. Infine, l'attività amministrativa del Registro Imprese ripulisce periodicamente, tramite le cancellazioni d'ufficio, l'archivio amministrativo da tutte quelle attività economiche che non lavorano più da tempo, ma sono rimaste ugualmente iscritte.

Nell'ultimo trimestre si registra un calo tendenziale delle imprese attive pari al -1,1%, dovuto soprattutto alle cancellazioni d'ufficio. Al netto di questa attività amministrativa, il tasso di sviluppo appare positivo +0,7%, migliore sia del dato regionale che nazionale.

Il totale imprese attive arriva così a 62.468, composto soprattutto da imprese individuali, che tuttavia sono in calo già da diversi anni, mentre crescono ininterrottamente le società di capitali. Quest'ultimo dato è segno di una maggior strutturazione del tessuto imprenditoriale, ma anche frutto di modifiche legislative che rendono più semplice ed economico, rispetto ad anni fa, aprire una società di capitali.

Tra i settori economici sono in crescita soprattutto i servizi, in particolare le attività finanziarie e assicurative e le attività di informazione e comunicazione. Perdono invece imprese l'agricoltura, la manifattura e il commercio. Il trend di questi tre settori è in atto già da tempo, confermato da un'analisi decennale. Tuttavia, in agricoltura e nel commercio si riscontra anche una perdita di addetti nel lungo periodo, mentre nell'industria manifatturiera e nelle costruzioni, di fronte ad un calo nel numero delle imprese si riscontra rispettivamente stabilità e aumento del numero di addetti, indicando più un processo di concentrazione che una vera perdita di tessuto produttivo. All'interno dell'industria manifatturiera, tuttavia, vi sono settori che perdono effettivamente sia imprese che addetti, come il tessile abbigliamento e la ceramica, mentre la metalmeccanica e la produzione di mezzi di trasporto vedono una diminuzione di imprese a fronte di incrementi di addetti anche consistenti. L'unico settore nettamente positivo è la "riparazione e manutenzione" che mostra sensibili aumenti sia di imprese attive che di addetti. Una nota negativa deriva invece dalle start-up innovative, che quest'anno sono in diminuzione del 6,9%.

Dalla demografia imprenditoriale si conferma infine la vocazione al volontariato dei modenesi: le imprese iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) crescono infatti del 6,6%.

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pubblicato il 19/08/2026 ultima modifica 19/08/2026
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