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Unioncamere: nel 2011 aumenta la ricchezza prodotta dagli italiani

Modena si attesta al quinto posto della graduatoria delle province con 30 mila euro di valore aggiunto pro-capite e un incremento di 810 euro rispetto al 2010

Modena si attesta al quinto posto della graduatoria delle province con 30 mila euro di valore aggiunto pro-capite e un incremento di 810 euro rispetto al 2010

Quest'anno ogni italiano produrrà mediamente 23.500 euro di valore aggiunto, che, al lordo dell'inflazione, significa 570 euro in più rispetto al 2010. La crescita, però, non sarà uniforme: permangono infatti ancora forti divari tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Considerando pari a 100 il valore aggiunto per abitante previsto a livello nazionale per il 2011, il Nord-Ovest registrerà 120,2, il Nord-Est, 119, il Centro 111,7, il Mezzogiorno soltanto il 67,1.

Questi i dati sul valore aggiunto prodotto presentati nell'ambito della 133ª Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio tenuta lo scorso 8 giugno nella sede di Unioncamere. Al centro della riflessione le diverse velocità delle province italiane dall'unificazione ad oggi.

La graduatoria provinciale vede al vertice Milano, che nel 2011 raggiungerà quota 35mila euro pro-capite (a prezzi correnti ossia al lordo dell'inflazione), con un aumento della ricchezza prodotta di 1.360 euro rispetto all'anno scorso.
Modena si colloca in quinta posizione dopo Bologna, Bolzano e Roma. In base alle stime di Unioncamere nella nostra provincia ogni cittadino produrrà mediamente 30 mila euro ovvero il 27,4% in più rispetto alla media nazionale. L'aumento pro-capite di valore aggiunto rispetto al 2010 è pari a 810 euro.

Ciò che quest'anno farà la differenza in termini di crescita del valore aggiunto in molte province italiane è l'export e la più o meno marcata propensione dei diversi territori alle vendite sui mercati internazionali. Nella classifica delle prime 30 province per aumento previsto dell'incidenza dell'export sul valore aggiunto totale, elaborata da Unioncamere, Modena risulta al sesto posto con una variazione del +3,8% (rispetto al biennio 2009-2010), contro il +7,5% di Prato, al primo posto in graduatoria.
La quota di export sul valore aggiunto della nostra provincia si attesta sul 47,7% ed è inferiore soltanto a quella di altre tre realtà territoriali particolarmente dinamiche quali Vicenza (55,7%), Gorizia (52,5%) e Reggio Emilia (51,8%).