Seguici su

Tiene l'artigianato emiliano-romagnolo

In aumento anche la produzione e gli ordinativi per le imprese artigiane modenesi

Nel terzo trimestre 2016 si confermano i segnali positivi già intravisti nelle rilevazioni precedenti: fatturato, produzione e ordini hanno intrapreso un trend di lieve crescita. Queste indicazioni emergono dall'indagine sulla congiuntura dell'artigianato realizzata in collaborazione tra Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna. L'andamento congiunturale si conferma pertanto moderatamente espansivo. Prosegue una discreta crescita della produzione industriale regionale, che per le imprese artigiane si è concretizzata in un ulteriore lieve miglioramento dell'attività produttiva. Nel terzo trimestre il fatturato a prezzi correnti è aumentato solo lievemente (+0,3%), la produzione, invece, è cresciuta dello 0,7%, con una lieve accelerazione rispetto al trimestre precedente. La tendenza resta positiva anche per gli ordini (+0,2%), ma appare leggermente più contenuta rispetto al periodo da aprile a giugno, fatto che induce a cautela per il futuro. Sono poche le imprese con accesso ai mercati esteri, ma queste ne hanno tratto ampio beneficio. Il fatturato estero ha messo a segno un aumento di rilievo nell'attuale congiuntura (+2,7%) e anche la tendenza degli ordini esteri ha mostrato un'analoga accelerazione (+2,6%).

La provincia di Modena mostra andamenti positivi più decisi rispetto al dato regionale, ad esempio la produzione registra un +1,3% rispetto al terzo trimestre 2015, così come risulta buono il risultato degli ordinativi totali (+1,8%), mentre risulta più moderato l'incremento del fatturato totale (+0,6%).

Le imprese artigiane modenesi che esportano evidenziano risultati ancor più incoraggianti, con un incremento del fatturato pari al 3,8% ed ordinativi del +2,5%. Per i prossimi trimestri la produzione è assicurata in media per 4,8 settimane e circa la metà delle imprese intervistate nella provincia prevede stabilità sia della produzione che del fatturato, mentre si distribuiscono equamente le imprese che prevedono un aumento o una diminuzione (circa 25% per entrambe le opzioni). Infine il grado di utilizzo degli impianti è in media con quello regionale (70,9%).