Nel 2025 è proseguita l'attività di investimento delle imprese

Nell'industria e artigianato restano elevate le quote di imprese che investono, principalmente per sostituzione di impianti esistenti e innovazione di macchinari e prodotti

L'indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna, elaborata dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio, evidenzia per la provincia di Modena un incremento delle quote di imprese industriali e artigiane che hanno investito nel 2025 rispetto a quelle dell'anno precedente; una flessione si registra, invece, nel commercio.

Le imprese dell'industria (comprese le costruzioni) che hanno realizzato investimenti nel 2025 sono oltre la metà (56%). Gli investimenti sono superiori a quelli dell'anno precedente per il 38% degli intervistati, uguali per il 34% e inferiori per il 28%. Gli investimenti riguardano in gran parte acquisto di impianti e macchinari uguali a quelli esistenti (53%) ma anche di impianti innovativi (51%). Elevata anche la quota di investimenti in computer e software (47%) e per migliorare i prodotti (32%).

Nel commercio, soltanto un terzo delle imprese dichiara di aver effettuato investimenti nel 2025 (34%) e più della metà di esse ha mantenuto un livello pari a quello del 2024. Nel commercio è molto bassa la quota di imprese che ha effettuato investimenti inferiori all'anno precedente (2%). In questo settore, oltre alle motivazioni già citate, emergono lo sviluppo della distribuzione, e l'apertura o rinnovo di sedi.

Nell'artigianato le imprese che investono sono il 41% del totale, di cui un 44% ha dichiarato investimenti superiori a quelli dell'anno precedente. La peculiarità di questo settore è che gli investimenti si concentrano nella sostituzione di impianti uguali a quelli esistenti (61%). La quota di chi innova è solo dell'8%, contro il 51% nell'industria e il 36% nel commercio.

Le fonti di finanziamento a cui le imprese industriali hanno attinto per realizzare gli investimenti nel 2025 sono in prevalenza il capitale proprio (64%) e i prestiti bancari (49%). Nell'artigianato è presente un maggior ricorso alle società finanziarie (22%) a fronte di un minor utilizzo del capitale proprio. Nel commercio è nettamente inferiore la quota dei prestiti da banche (31%) e si nota un 14% di imprese che beneficiano di contributi dal settore pubblico.

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pubblicato il 19/03/2026 ultima modifica 19/03/2026
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