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Brennero: no al divieto di transito settoriale

Unioncamere Emilia-Romagna ha presentato denuncia alla Commissione europea contro il divieto di transito settoriale per mezzi pesanti sull'autostrada della Valle dell'Inn

L'Unione Regionale delle Camere di commercio dell'Emilia-Romagna, insieme a Unioncamere Veneto e alla Camera di Commercio di Bolzano ha presentato denuncia presso il Segretariato Generale dell'Unione Europea contro il divieto di transito settoriale per mezzi pesanti sull'autostrada A12 della Valle dell'Inn in Austria, scendendo dal valico del Brennero. Il provvedimento - si sostiene nella denuncia - crea concorrenza sleale e limita la libera circolazione di merci nell'Ue, uno dei quattro principi fondamentali del mercato interno dell'Unione Europea.

Il 1° novembre 2016 entrerà infatti in vigore tale divieto per mezzi pesanti superiori a 7,5 tonnellate. Saranno interessati tutti i mezzi che trasportano determinate merci, quali rifiuti, pietre, piastrelle o acciaio e che dovranno essere spostati su rotaia per ridurre l'inquinamento sull'autostrada. Si prevedono inoltre ampie zone di eccezione per il traffico regionale e locale del Tirolo, "discriminando così le imprese di trasporto di altra provenienza".

Scopo del provvedimento sarebbe la riduzione dell'inquinamento ambientale sull'autostrada della Valle dell'Inn. Una perizia della Commissione europea di marzo 2016 precisa tuttavia che esisterebbero misure assai più efficaci e meno restrittive per migliorare la qualità dell'aria.

La denuncia si è resa necessaria per tutelare gli interessi dell'economia e in particolare delle imprese del settore che si ritengono pesantemente danneggiate in seguito alle difficoltà di trasporto derivanti dal Regolamento n.43 del Governatore del Tirolo. Si aprirebbe infatti uno scenario difficile per le imprese dell'autotrasporto, che negli anni della crisi ha già dovuto subire un forte ridimensionamento di mezzi, occupati e fatturati.

Questo è il terzo tentativo, dopo il 2003 e il 2008, di introdurre il divieto di transito. La Corte europea aveva già annullato nel 2011 i precedenti divieti: la sentenza fu motivata con il fatto che il divieto di transito settoriale sull'A12 rappresentava una limitazione del traffico di merci tra l'Europa settentrionale e l'Italia del Nord e che tale divieto aveva gli stessi effetti di una limitazione quantitativa e quindi della libera circolazione di merci all'interno dell'UE.