Occupazione: migliorano le previsioni di assunzione in provincia

A gennaio raddoppiano gli ingressi previsti nelle imprese di Modena rispetto a dicembre. Ancora elevate le difficoltà di reperimento delle figure ricercate

Il Sistema Informativo Excelsior, promosso da Unioncamere in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro e le Camere di Commercio italiane, ha reso noto il bollettino previsionale relativo al primo mese dell’anno 2022.

I tentativi di ripresa di inizio d’anno da parte delle aziende modenesi cercano di sovrastare il persistere della ormai dichiarata “quarta ondata pandemica”, la quale aveva già fortemente ridotto le opportunità di lavoro in provincia di Modena alla fine dell’anno scorso; le previsioni di assunzione per le imprese modenesi sono più rosee rispetto all’anno precedente e nettamente in ripresa se confrontate con il mese scorso.

Le previsioni per il mese di gennaio 2022 vedono quasi un raddoppio delle assunzioni rispetto al mese di dicembre, raggiungendo la quota di 7.510 ingressi previsti nel mondo del lavoro a Modena; questo dato fa registrare un incremento mensile pari al 90%.

Il confronto tendenziale risulta invece più calmierato sia in Emilia-Romagna, con delle previsioni di assunzione per gennaio 2022 che raggiungono le 45.700 unità (in crescita del 52,8%), sia a livello nazionale, dove il dato si ferma a 458.000 previsioni di entrate (il 32,4% in più rispetto a gennaio 2021); mentre nella provincia di modenese il confronto annuale risulta allineato al dato nazionale (+37,0%).

Le previsioni per il trimestre gennaio-marzo 2022 mostrano segnali favorevoli alle nuove assunzioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con una performance di crescita pari a +35,4% raggiungendo le 17.940 assunzioni, mentre il confronto con il trimestre precedente risulta negativo (-3,6%).

La tipologia occupazionale varia in modo consistente rispetto al mese precedente, infatti calano fortemente i contratti a tempo determinato, i quali si fermano ad un terzo del totale; più contenuto il calo dei contratti a tempo indeterminato che arrivano a rappresentare il 22% del totale, oltrepassati dagli interinali che registrano per il mese di gennaio un vero e proprio boom andando ad occupare un quarto delle forme contrattuali. Rappresentati sempre con percentuali più contenute rimangono gli altri tipi di contratto, come gli apprendisti (4%) in calo, i co.co.co (3%) in leggero aumento e “gli altri contratti non dipendenti” che sono in significativa crescita registrando una quota pari all’8% del totale.

Gli ingressi per settori economici vedono al primo posto sempre l’industria, che con 2.790 unità rappresenta oltre un terzo del totale (37,1%); in leggero calo i settori dei “servizi alle imprese” e delle costruzioni, i quali rappresentano rispettivamente il 22,0% ed il 7,5% del totale. Mostra un significativo annuncio di ripresa il settore del commercio, il quale da alcuni mesi presenta segnali contrastanti, mentre a gennaio raggiunge una consistenza pari al 12,9% del totale. Infine il settore dei “servizi alle persone” e quello dei servizi di “alloggio e ristorazione” rimangono pressoché invariati rappresentando rispettivamente il 11,3% ed il 9,2% delle entrate totali.

La distribuzione dei gruppi professionali ha subito un significativo cambiamento: vede le professioni tecniche crescere di un punto percentuale (16%), quello delle professioni non qualificate cresce di due punti percentuali, andando a ricoprire il 14% del totale; di converso il gruppo degli operai specializzati cala nettamente fino ad equiparare la quota dei conduttori di impianti e macchinari che rimangono stabili, impattando entrambi per il 19% sulle richieste totali. Continuano poi a diminuire le richieste delle “professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi” (16%), come anche la domanda di professioni intellettuali (6%), mentre le richieste di impiegati (10%) si mostrano in crescita di ben quattro punti percentuali.

Il titolo di studio più ricercato rimane il diploma (35%), seguito da lavoratori senza alcun titolo di studio (27%) e dalla qualifica professionale (22%); in ultimo ed in calo la ricerca di laureati insieme ai possessori del titolo post-diploma biennale conseguito presso gli ITS (14%).

Nel 25,4% dei casi sono preferiti i giovani fino a 29 anni, l’esperienza è gradita per il 68,0% delle entrate e persiste una difficoltà di reperimento pari al 43,6%.

Se si procede con un'analisi sui gruppi professionali le figure di più difficile reperimento sono gli Operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici per l’80% delle aziende, i Medici e altri specialisti della salute per il 70% al pari degli Specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche; a seguire troviamo gli Operatori dell’assistenza sociale (67%) e gli Operai specializzati nelle industrie del legno e della carta ricercati al pari dei conduttori dei mezzi di trasporto (63%).

Infine un'analisi sulle Aree funzionali di inserimento in azienda rileva che la maggior parte (43%) dovrà essere inserita in Area Produzione beni ed Erogazione servizi, mentre gli impieghi richiesti nelle Aree tecniche e progettuali sono in calo con una previsione del 18% del totale; costanti invece le figure che si dovranno occupare dell'Area Commerciale e Vendita con il 14% del totale. La Logistica, comunque in crescita, arriva ad occupare una fetta del 14%, mentre solo il 5% sarà adibito all'Area Amministrativa ed il restante 6% ricoprirà ruoli di Direzione e Affari Generali.

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pubblicato il 05/01/2022 ultima modifica 17/01/2022