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Occupazione: crollo delle assunzioni in provincia nel 2020

Il consuntivo annuale di Excelsior evidenzia le pesanti ripercussioni della pandemia

Unioncamere ha divulgato i dati dell'indagine Excelsior relativi al consuntivo dell'anno 2020. I risultati risentono pesantemente degli effetti della pandemia nel mondo del lavoro, infatti le entrate ammontano a 45.880 unità per la provincia di Modena, in calo del 32,1% rispetto al 2019, pari a 21.680 ingressi in meno. In regione si registra una flessione lievemente inferiore, con 283.410 ingressi, in diminuzione del 30,5%, infine a livello nazionale vi sono 3.242.310 assunzioni in diminuzione del 29,7%.

Anche la percentuale delle imprese che hanno assunto nel 2020 è scesa drasticamente rispetto al 2019, anno in cui il 64,9% del totale imprese prevedeva di assumere, mentre nel 2020 tale quota è diventata il 49,3%; per la maggior parte vi sono state assunzioni nelle imprese più grandi (>250 addetti, 99,1%), poi in percentuali minori fino al 39,0% nelle imprese da 1 a 9 addetti. La percentuale di imprese che assumono risulta superiore per le imprese esportatrici (56,2%) e per le imprese innovatrici (54,0%).

In effetti l'emergenza sanitaria ha dato una spinta notevole all'innovazione, con molte imprese che oltre ad aver introdotto tutti i nuovi presidi sanitari e le regole per evitare il contagio, hanno investito per analizzare i bisogni dei clienti (42,8%), sulla sicurezza informatica (42,6%), sullo smart working (40,3%) e su ‘cloud e internet ad elevata velocità' (39,9%).

In particolare dal 2019 è aumentata del 10% la quota di imprese che investe sulla rete web, del 15% l'adozione dello smart working e del 10% l'adozione di tecnologie di comunicazione machine to machine.

Nonostante questi profondi mutamenti, non cambiano drasticamente le caratteristiche dei nuovi occupati richiesti dalle imprese: tra i lavoratori dipendenti, quasi la metà sono stati assunti con contratti a tempo determinato (43,6%), mentre quelli a tempo indeterminato si riducono al 20,8%, infine rimangono pressoché costanti quelli di apprendistato (11,2%). La somministrazione copre ancora una buona parte delle assunzioni (19,6%), mentre residuali rimangono i co.co.co e gli altri contratti non dipendenti (4,9%).

Il settore che assorbe il maggior numero di nuovi assunti è, come sempre, l'industria manifatturiera, con il 33% degli ingressi, in particolare nei macchinari e mezzi di trasporto (9,6%), seguono i servizi alle imprese (19,0%), i servizi alle persone (14%), il commercio rimane al 12% e, nonostante sia il settore colpito più duramente dalle chiusure, i pubblici esercizi continuano ad assumere il 12% della forza lavoro. Rimane pressoché stabile al 9% la quota delle costruzioni.

Il gruppo professionale più richiesto risulta sempre quello delle professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (21,7%), seguite dagli operai specializzati e dai conduttori di impianti (19,1% entrambi) che insieme ricoprono il 38,7% del totale proprio grazie alla diffusione dell'industria manifatturiera in provincia; molto richiesti anche i tecnici specializzati (14,1%), mentre gli impiegati lo sono un po' meno (7,4%), infine le professioni intellettuali e scientifiche raggiungono il 5,3%.

Permane elevata la richiesta di formazione scolastica per nuovi assunti, infatti ben il 35,8% di preferenze va ai diplomati, seguiti dal 25,5% della qualifica professionale, i laureati ricoprono il 13,1% delle nuove assunzioni, mentre si fa strada un nuovo titolo di studio: gli istituti tecnici superiori, un'alternativa all'università che offre una specializzazione molto orientata al mondo del lavoro che viene richiesta nel 2,8% dei casi. Infine al 22,8% non viene domandato alcuni titolo di studio in particolare.

Occorre precisare che varia molto il titolo di studio preferito a seconda della professione intrapresa, infatti si raggiunge un massimo di laureati per i dirigenti (85,7%) e per le professioni intellettuali (90,4%); il diploma è consigliato per gli impiegati (64,8%) e per le professioni tecniche (40,6%), la qualifica professionale è preferita soprattutto per gli operai specializzati (49,2%), mentre alle professioni non qualificate non viene richiesto alcun titolo di studio (47,9%).

Riguardo alle altre caratteristiche dei nuovi assunti, vi sono 14.636 segnalazioni di giovani fino a 29 anni, pari al 31,9% del totale, la preferenza per il genere maschile viene espressa nel 42,2% dei casi, mentre per le donne rimane al 21,0%. Il 19,7% è stato impiegato in professioni high skills e nella maggioranza delle assunzioni è stata richiesta una precedente esperienza lavorativa (66,3%).

In media, le imprese hanno avuto difficoltà a reperire il proprio candidato ideale nel 34,8%, tuttavia tale quota risulta molto variabile a seconda della professione, parte da un minimo del 10,9% per il ‘personale non qualificato addetto allo spostamento delle merci' a percentuali che superano il 60% nei lavori più specializzati. In particolare le professioni più difficili da reperire sono state i "tecnici informatici e delle telecomunicazioni" (71,4%), i "tecnici della distribuzione commerciale" (66,9%), i "tecnici della sicurezza e protezione ambientale" (66,7%) venuti alla ribalta probabilmente a causa dell'emergenza della pandemia e i "tecnici in campo ingegneristico" (65,4%).

I risultati riguardo le competenze personali richieste ai candidati all'assunzione hanno mostrato come esse aumentino al crescere delle responsabilità di ciascuna professione, così da diventare massime per i dirigenti e le professioni intellettuali e scientifiche e minime per le professioni non qualificate.

Tuttavia, in questo mondo del lavoro che assicura sempre meno stabilità professionale e in cui le imprese devono adeguarsi velocemente ai mutamenti del mercato, la caratteristica maggiormente richiesta per tutti i gruppi professionali risulta la flessibilità e capacità di adattamento, ritenuta di importanza elevata nel 63,5% delle assunzioni, con un massimo dell'86,2% nelle professioni intellettuali e scientifiche ed un minimo del 49,2% per le professioni non qualificate.

Le altre capacità ritenute fondamentali sono l'abilità di saper lavorare in gruppo e di risolvere problemi per le professioni di elevata specializzazione e per gli impiegati, per le professioni commerciali e servizi invece è fondamentale collaborare con i colleghi, mentre per gli operai specializzati occorre anche saper lavorare in autonomia, infine i conduttori di impianti e macchinari devono essere attenti al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.

Per concludere, risultano interessanti le modalità con cui le imprese reperiscono il personale necessario: il canale più utilizzato è la conoscenza personale dei candidati, preferita nel 42,7% delle assunzioni, seguono la selezione dei curricola inviati alle imprese (37,1%) e l'impiego di conoscenti di amici e parenti (26,6%). Abbastanza usate anche le agenzie per il lavoro (15,7%), mentre risultano poco utilizzati i centri per l'impiego, che riescono a mettere a segno solamente l'8,6% delle assunzioni.

Occorre precisare tuttavia che i comportamenti in termini di assunzione delle piccole e delle grandi imprese sono differenti: mentre le prime (che vanno fino a 49 dipendenti) si basano soprattutto sulla conoscenza personale dei candidati o sulla presentazione da parte di persone fidate, le imprese maggiori selezionano in maggioranza tra i curricola che ricevono o si avvalgono della collaborazione delle agenzie per il lavoro interinale.

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pubblicato il 11/01/2021 ultima modifica 11/01/2021