Excelsior luglio: crescono ancora le assunzioni delle imprese
Nel mese di luglio 2026 sono previste in provincia di Modena 6.710 assunzioni, con una quota di imprese che ricercherà personale pari al 18%. Le preferenze per i giovani under 30 rappresentano il 37,1% e viene richiesta esperienza specifica per una quota pari al 61% delle entrate; infine, le assunzioni di immigrati saranno pari al 30%. La maggior parte dei nuovi ingressi avverrà nelle imprese fino a 50 addetti.
Questi i primi risultati elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena sui dati diffusi dal Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Crescono dell'1,1% rispetto a giugno le previsioni di assunzione delle imprese modenesi nel mese di luglio 2026; tuttavia, il confronto con luglio 2025 appare negativo (-4,3%). Risultano peggiori i risultati dell'Emilia-Romagna e dell'Italia, infatti le assunzioni in regione sono previste in calo del 12,4% rispetto a giugno e del 4,3% rispetto ad un anno fa. Il dato italiano risulta intermedio, con una diminuzione dell'8,8% rispetto al mese precedente e dell'1,2% rispetto a luglio 2025.
Tornando ai dati provinciali, l'analisi trimestrale relativa al periodo luglio-settembre mostra una crescita discreta rispetto al trimestre precedente (+6,9%) arrivando a 19.130 previsioni di assunzione, mentre risulta in netto calo rispetto al 2025 (-6,8%).
Tra i settori economici, la manifattura continua ad assorbire il maggior numero di assunzioni (29,7%) seguita dai servizi alle imprese (16,7%) e dal turismo, la cui quota cresce di due punti percentuali. D'altro canto, perde nuovi ingressi il commercio, fermandosi al 13,8% del totale. Risultano pressoché stabili le quote dei servizi alle persone (10,6%), così come le costruzioni (8,5%), mentre l'agricoltura vede una crescita arrivando al 4,4% del totale.
Più della metà delle assunzioni avverrà con contratto a tempo determinato, il tempo indeterminato sarà utilizzato nel 17,0% dei casi, seguito dal contratto di somministrazione (15,0%). Si registrano percentuali minime per i contratti di apprendistato e co.co.co, entrambi al 5,0%.
Il gruppo professionale più numeroso rimane quello delle "attività commerciali e servizi" (26,0% del totale), con al suo interno gli addetti alle attività di ristorazione i più richiesti, seguono i conduttori di impianti e macchinari (16,9%) e gli operai specializzati (16,8%), che tuttavia vedono diminuire la loro quota a favore degli operai non qualificati (18,2%). Tra gli operai specializzati sono molto ricercati gli addetti all'industria alimentare. Le professioni tecniche arrivano al 10,6% del totale, con preferenze per i tecnici dei rapporti con i mercati e i tecnici in campo ingegneristico. Seguono a distanza gli impiegati (7,5%) e le professioni intellettuali (4,0%).
Data la richiesta preponderante di operai, il titolo di studio maggiormente richiesto rimane la qualifica professionale (42,7%), la cui quota cresce a discapito della scuola dell'obbligo (19,8%). Un quarto delle assunzioni rimane stabile per i diplomati, mentre le lauree e gli ITS raggiungono il 12,8%.
Si abbassa leggermente la difficoltà di reperimento, scendendo al 46,7%, tuttavia alcune figure professionali risultano particolarmente difficili da reperire, soprattutto nell'ambito degli operai, come gli operai specializzati nelle costruzioni (88,8%), i conduttori di macchine movimento terra (82,8%) e i fabbri ferrai (78,7%). Gli unici che si faticano a trovare tra le professioni intellettuali sono i tecnici in campo ingegneristico (69,6%).
