Excelsior: in ripresa le previsioni di assunzione a marzo

Una impresa su cinque intende assumere ma resta alto il mismatch tra domanda e offerta di lavoro

Nel mese di marzo 2026 sono previste in provincia di Modena 6.010 assunzioni, di cui 960 di elevata professionalità; resta preoccupante la difficoltà di reperimento, visto che le imprese faticano a trovare un candidato su due. Per una quota pari al 64% delle entrate viene richiesta esperienza specifica; le ricerche di giovani under 30 rappresentano una quota pari a circa un terzo del totale, e anche le assunzioni di immigrati sono pari al 30%. Resta stabile sul 18% la quota di imprese che intendono assumere.

Questi i primi risultati elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena sui dati diffusi dal Sistema informativo Excelsior, promosso da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A marzo 2026 sono in rialzo le previsioni di assunzione dopo il cedimento registrato il mese scorso: le imprese modenesi hanno, infatti, indicato ingressi superiori del 4% rispetto a febbraio. A livello regionale si registra un incremento più consistente (12,9%), così come in Italia (13,0%). Anche il confronto con lo stesso mese del 2025 indica un incremento per tutti i territori considerati: +9,9% per Modena, +2,6% per la regione Emilia-Romagna, +5,0% per la media nazionale.

Anche le previsioni di assunzione del trimestre marzo-maggio 2026 sono in crescita rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno: le imprese modenesi prospettano 18.240 ingressi, con un incremento del +9,5%.

Esaminando i contratti utilizzati per le assunzioni, si prevede un lieve incremento della quota relativa ai contratti a tempo determinato, che arriva al 50% del totale; di contro, scendono di poco le quote dei contratti a tempo indeterminato (21%), dei contratti di somministrazione (14%) e dei "co.co.co e altri non dipendenti" (6%). Resta stabile al 5% la quota degli apprendisti, mentre gli "altri contratti dipendenti" arrivano al 4% del totale.

Da febbraio a marzo 2026 restano pressoché invariate le quote degli ingressi di personale per settore di attività: in testa si trova la manifattura (30,1%), seguita dai servizi alle imprese (19,6%) e dal commercio (15,1%). Cresce leggermente la quota delle costruzioni arrivando al 10,3% del totale, mentre flettono quelle del turismo (10,6%) e dei servizi alle persone (10,1%); l'agricoltura si attesta al 4,2%.

Tra i diversi gruppi professionali, raggiungono il 22,9% del totale le assunzioni di professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi, seguite dagli operai specializzati (22,0%), dai conduttori di impianti e macchinari (16,8%), dalle professioni non qualificate (13,8%). Le professioni tecniche si attestano all'11,3%, gli impiegati all'8,5%, le professioni intellettuali al 4,7%.

Uno sguardo ai titoli di studio ricercati dalle imprese evidenzia, rispetto a febbraio, un lieve calo di tutti i titoli superiori alla scuola dell'obbligo, la cui quota raggiunge il 21,9%. La richiesta di laureati scende a una quota dell'11,5%, gli ITS rappresentano il 2,8%, i diplomati di scuola secondaria di secondo grado sono il 24,3%. Il titolo in assoluto più ricercato resta la qualifica professionale con una quota del 39,5%.

La maggioranza degli inserimenti per area aziendale si riversa negli "addetti alla produzione di beni ed erogazione di servizi" (44,6%), seguita dall'area commerciale (19,3%), entrambe in leggero aumento. In calo, invece, risultano l'area "tecnica e di progettazione" (16,3%), la logistica (11,6%), l'area amministrativa (4,2%) mentre la quota della "direzione e affari generali" resta invariata al 4,0%.

Infine, si conferma quanto risulti consistente anche a marzo il divario fra domanda e offerta di lavoro: le imprese, infatti, evidenziano criticità nella ricerca di specifici profili in un caso su due. Le professioni più introvabili sono gli specialisti nelle scienze della vita, difficili da reperire nel 92% dei casi. Seguono gli "operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni" (85,8%) e il gruppo dei "fonditori, saldatori, lattonieri, carpentieri metallici" (82,7%). Problemi si riscontrano anche nella ricerca di personale non qualificato nella manifattura (80%) e di tecnici in campo ingegneristico, introvabili nel 77% delle richieste.

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pubblicato il 12/03/2026 ultima modifica 12/03/2026
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