Excelsior: in flessione le assunzioni a ottobre

In provincia di Modena la maggior parte degli ingressi sarà nel settore manifatturiero. Restano prevalenti seppur in lieve calo i contratti a tempo determinato.

Le assunzioni previste in provincia di Modena nel mese di ottobre 2026 sono 7.050 e mostrano un decremento del -10,5% rispetto al mese precedente. In calo risulta anche la quota di imprese che cercheranno personale, che si attesta al 18,9%. Le preferenze per i giovani under 30 rappresentano il 34% delle ricerche, quelle per i lavoratori stranieri sono pari al 29%. Il 39% degli ingressi è mirato a sostituire personale in uscita.

Questi i primi risultati elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena sui dati diffusi dal "Sistema di monitoraggio per l'occupazione e la formazione Excelsior", realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Rispetto allo stesso mese del 2025 si registra, invece, un incremento degli ingressi del +6,5%, maggiore sia della variazione dell'Emilia-Romagna (+4,5%), sia di quella media nazionale (+3,7%).

L'analisi trimestrale provinciale relativa all'ingresso di nuovo personale nel periodo ottobre-dicembre 2026 stima 16.840 nuovi contratti, con un incremento del +4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Tornando alle assunzioni di ottobre, l'industria manifatturiera assorbirà il 27,7% del totale di nuovi ingressi, confermandosi il settore trainante. Tale quota è in aumento rispetto al mese precedente, così come crescono le quote degli assunti nella ristorazione, alloggio e servizi turistici (19,0%), nei servizi alle imprese (17,4%) e nell'agricoltura (3,4%). In calo risultano, tuttavia, le quote degli ingressi nei servizi alle persone (10,8%) e nel commercio (13,2%). Pressoché invariata la percentuale delle costruzioni (8,5%).

I contratti dipendenti a tempo determinato rimangono la formula prevalente (57% del totale), seppur in leggera flessione rispetto al mese di settembre, mentre quelli a tempo indeterminato aumentano soltanto di mezzo punto arrivando al 18,5%. In crescita anche co.co.co (5%) e apprendistato (6,1%). Resta stabile al 13,4% la quota delle persone assunte con contratti di somministrazione.

Per quanto riguarda il reclutamento per grandi gruppi professionali, emerge a ottobre rispetto a settembre una maggiore richiesta di addetti alle attività commerciali e di servizi (28,3% del totale), ma anche di operai specializzati (19,5%), di figure non qualificate (17,1%) e di impiegati (7,6%). In flessione risultano, invece, le quote relative alle ricerche di conduttori di impianti e macchinari (13,2%), di professioni tecniche (10,0%), e intellettuali (4,3%).

Le preferenze riguardanti i titoli di studio sono in prevalenza orientate verso la qualifica professionale, con una quota del 40,8% che risulta in aumento rispetto al mese precedente. Al secondo posto, in flessione, troviamo i diplomi (24,8%), seguiti dalla scuola dell'obbligo con una quota crescente (22,8%). A ottobre si riduce all'11,6% la percentuale di lauree e diplomi ITS.

Resta elevato, infine, il mismatch tra le richieste delle imprese e la disponibilità di determinate figure professionali sul mercato del lavoro, tanto che in media metà delle posizioni sono difficili da coprire. Vi sono addirittura specifiche professionalità praticamente introvabili, come gli operai metalmeccanici specializzati irreperibili nel 76,1% dei casi, seguiti dagli operai edili (74,3%) e dai conduttori di veicoli e di macchinari (69,3%). Di arduo reperimento anche gli ingegneri e architetti (64,3%) e i tecnici in scienze della salute (61,5%).

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pubblicato il 19/10/2026 — ultima modifica 19/10/2026
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