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Un anno difficile per le imprese capitanate da giovani imprenditori

In provincia di Modena si registra nel 2020 un calo della consistenza rispetto all'anno precedente, ma un promettente incremento congiunturale nel quarto trimestre

Sono in aumento le imprese giovanili nell'ultimo trimestre dell'anno: i dati Infocamere registrano 4.572 imprese guidate da under 35 al 31/12/2020, contro le 4.453 al 30 settembre, con un incremento congiunturale pari al +2,7%. Tuttavia tale miglioramento non è stato sufficiente a rendere positivo l'andamento annuale, che vede al 31/12/2020 una diminuzione totale di 85 imprese rispetto alla stessa data del 2019, portando la variazione tendenziale a -1,8%.

Tale fenomeno è dovuto in parte alla definizione stessa di impresa giovanile, con la quale si intende una azienda in cui la maggioranza dei soci sono imprenditori con meno di 35 anni, pertanto all'inizio di ciascun anno si registra un calo fisiologico dovuto al fatto che molti imprenditori, superando la soglia dei 35 anni, non vengono più conteggiati nell'insieme delle imprese giovanili; anche per questo nel corso del 2020 le iscrizioni di imprese giovanili non sono state sufficienti a colmare questo gap.

Nonostante ciò, Modena rimane la seconda provincia in Emilia-Romagna per numero di imprese gestite prevalentemente da giovani: la quota provinciale sul totale regionale è pari al 16,0%, mentre al primo posto rimane Bologna con il 20,8% del totale regionale e al terzo posto si piazza Reggio Emilia (14,5%). Per quanto riguarda il tasso di imprese giovanili sul totale imprese, Reggio Emilia risulta la provincia più "giovane" con una quota di imprese giovanili pari all' 8,5% del totale, seguono Ferrara (7,3%), Rimini e Parma (7,2%) in linea con la media regionale, e Modena insieme a Piacenza e Bologna con una consistenza del 7,1%. La provincia con meno imprese giovanili risulta invece Forlì-Cesena con un tasso del 6,3%.

La quota di imprese giovanili per settori economici è differente rispetto al totale modenese: il settore più rappresentato risulta il commercio con il 24,8% di imprese, seguito dai servizi alle imprese (23,6%) e dalle costruzioni (17,9%). Tuttavia le differenze maggiori con il totale modenese si riscontrano nell'"alloggio e ristorazione" (9,8% giovanili e 6,1% totale imprese), nelle industrie manifatturiere (9,1% giovanili e 14,2% imprese totali) e in agricoltura (6,1% giovanili e 11,8% imprese totali).

Se si analizza l'aumento tendenziale il 2020 ha segnato negativamente un po' tutti i settori a partire da quello dell'alloggio e ristorazione (-9,7%), seguito dall'industria (-3,7%) e dalle costruzioni (-3,4%). Più contenuta risulta invece la contrazione nel commercio (-1,6%), nell'agricoltura (-1,4%) e dove i giovani sono meno rappresentati, ovvero nei servizi alle persone (-0,5%); mentre risulta positivo l'andamento dei servizi alle imprese (+3,2%).
Infine le imprese giovanili sono ancora più concentrate rispetto a quelle femminili intorno all'impresa individuale; infatti tale forma giuridica arriva al 73,0% del totale nelle imprese under 35, ma nel 2020 registra un calo dell'1,9%, mentre nel totale Modena le ditte individuali rimangono al 52,0%. I giovani d'altro canto non prediligono le forme societarie, infatti le società di capitali sono solamente il 20,5% del totale (28,2% il totale Modena), e le società di persone rimangono addirittura al 5,3% del totale e sono in ulteriore calo nel 2020 (-9,0%) come anche le cooperative (-16,3%). Le "altre forme" hanno una consistenza minima (0,3%) e comunque inferiore a quella già limitata nel totale provinciale (0,6%).