Nuovo calo per le imprese femminili nel 2025
Con un tasso di occupazione femminile pari al 62,2%, Modena si colloca tra le province in cui le donne partecipano maggiormente al mondo del lavoro; tuttavia, la propensione all'imprenditorialità non è tra le maggiori a livello nazionale; infatti, il tasso di imprese femminili sul totale rimane al 21,6%, al di sotto della media nazionale (22,7%), ma superiore a quella regionale (21,4%).
Nel 2025, inoltre, non sono positivi i risultati sulla natalità delle imprese capitanate da donne: a dicembre 2025 sono 13.556 le imprese attive femminili in provincia di Modena, 113 in meno rispetto a settembre, pari a una diminuzione congiunturale dello 0,8%. Il confronto annuale appare meno negativo: con una variazione del -0,6% le imprese attive femminili risultano 84 in meno rispetto all'anno precedente. Questi i primi risultati elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena con i dati i dati Infocamere.
A livello nazionale l'incremento maggiore di imprese capitanate da donne è dato da Sondrio (+2,1%), seguito da Sassari (+1,7%), l'incremento medio nazionale è pari al -0,3%, mentre la provincia con la diminuzione maggiore risulta Crotone (-7,6%).
Tra i settori i servizi hanno un andamento abbastanza positivo, con l'alloggio è ristorazione che guadagna l'1,6% di imprese attive, seguito dai servizi alle imprese e dai servizi alle persone entrambi in aumento dell'1,5%. In particolare, i servizi alle imprese risultano il settore maggiormente preferito dalle imprenditrici: con 3.524 imprese rappresentano il 26,0% delle imprese femminili totali. Un altro settore che attrae molte imprese rosa è il commercio, con più di un quinto delle imprese capitanate da donne, tuttavia in calo del 2,4% nell'ultimo anno.
Anche gli altri settori chiudono con una discreta diminuzione, soprattutto l'agricoltura (-3,6%), seguita dalle industrie manifatturiere (-2,8%) e dalle costruzioni (-2,1%). Quest'ultimo settore risulta quello con il minor numero di imprese femminili, appena 549, pari al 4,0% del totale, mentre nel totale imprese modenesi tale quota arriva al 16,9%.
Un focus all'interno dell'industria manifatturiera mostra come le imprese femminili siano piuttosto concentrate in alcuni settori: tessile abbigliamento, alimentare e fabbricazione di prodotti in metallo. Le imprese alimentari rappresentano il 13,1% del totale manifatturiero e salgono del 7,5% nel 2025, risulta molto più moderata la crescita della fabbricazione di prodotti in metallo (+0,6%), mentre il tessile abbigliamento, che raggruppa quasi la metà delle industrie manifatturiere femminili, perde il 6,7% di imprese, proseguendo così il trend iniziato parecchi anni fa.
La forma giuridica prediletta dalle donne è l'impresa individuale (62,4%), in calo dello 0,6%, seguita dalle società di capitali (25,0% del totale) e unica forma giuridica in crescita (+1,5%). Diminuiscono infatti le società di persone (-4,1%), arrivando a 1.526 imprese, ma la perdita maggiore si registra per le "altre forme giuridiche" (-6,8%), che contano solamente 178 imprese attive.
Le donne nate all'estero presenti nella provincia non hanno una grande propensione alla creazione di imprese; infatti, tra le cariche detenute da donne, solamente il 12,1% sono relative a persone nate in paesi stranieri e le nazionalità più rappresentate sono la Cina (2,7%), la Romania 1,3%) e l'Albania (0,8%).
