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Modena seconda provincia in regione per diffusione di imprese giovanili

Al 30 settembre 2019 la consistenza risulta tuttavia in calo rispetto all'anno precedente

Infocamere ha rilasciato i dati sulla natimortalità delle imprese giovanili, cioè delle aziende contraddistinte dal fatto che la maggioranza dei soci ha meno di 35 anni. L'elaborazione del Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena mostra come, nel terzo trimestre del 2019, tali imprese abbiano conseguito un buon andamento congiunturale: al 30 giugno risultavano 4.458 imprese attive, mentre al 30 settembre diventano 4.599, pari a 141 imprese in più con un incremento congiunturale pari al +3,2%.

Nonostante sia il secondo trimestre con imprese attive in aumento, ciò non è stato sufficiente a compensare il calo che ad ogni inizio di anno si verifica in tali tipi di impresa: al primo gennaio si registra sempre una diminuzione a causa della definizione stessa di impresa giovanile, poiché escono dall'analisi tutte le imprese i cui soci compiono 36 anni. Nel 2019 il fenomeno risulta particolarmente marcato, infatti da dicembre 2018 a marzo 2019 si sono perse 521 imprese, non ancora recuperate con le iscrizioni da gennaio ad oggi, tanto che il confronto con settembre 2018 appare negativo (-2,6%) e vengono perse 121 imprese giovanili attive.

Nonostante ciò, Modena rimane nella media regionale per il tasso di imprese giovanili confrontate con quelle totali (7,1%), ma vi sono province dove tale proporzione risulta maggiore come Reggio Emilia (8,7%), e altre in cui risulta molto più basso (Forlì-Cesena 6,3%). In valore assoluto Modena risulta la seconda provincia dell'Emilia-Romagna dopo Bologna per numero di imprese giovanili, con il 15,9% del totale regionale.

In un anno è cambiata lievemente la distribuzione delle imprese giovanili per settore di attività: la maggior parte di esse opera nel commercio (24,6%), seguito dai servizi alle imprese (22,7%) e dalle costruzioni (18,2%). Molto meno rappresentati rispetto alle imprese totali i servizi alle persone (8,5%) e l'agricoltura (5,9%).

Il confronto con settembre 2018 vede gran parte dei settori in calo, soprattutto nelle imprese manifatturiere (-9,9%), nelle costruzioni (-7,7%) e nel commercio (-4,1%), risultano stabili i servizi alle persone, mentre aumentano i servizi alle imprese (+4,9%) e, in controtendenza con il totale modenese, cresce l'agricoltura (+2,7%).

All'interno dell'industria manifatturiera le imprese giovanili sono meno concentrate rispetto a quelle femminili e a quelle straniere e si suddividono in tre settori principali: la maggioranza di esse opera nel tessile abbigliamento (26,9%), in calo del 14,9% quest'anno, segue la produzione di manufatti in metallo (22,7%) anch'essa in calo (-12,7%), infine l'unico settore positivo risulta la "riparazione e manutenzione" in crescita del 3,3% con il 14,9% delle imprese manifatturiere. All'interno dei servizi crescono le attività immobiliari (+3,0%) e i servizi finanziari (+7,9%).

Infine la distribuzione per forma giuridica è la più concentrata tra i diversi tipi di impresa: la maggioranza dei giovani sceglie l'impresa individuale (73,1%), seguita dalle società di capitali (19,7%), mentre poco utilizzata è la forma delle società di persone (5,8%), le "altre forme" sono residuali (1,4%). L'andamento tendenziale è differente dal totale Modena, infatti tutte le forme giuridiche sono in calo, incluse le società di capitali (-2,2%), le società di persone calano più sensibilmente (-6,9%) e ancor di più le "altre forme" (-18,5%). Le ditte individuali registrano la diminuzione minore (-1,9%).