In calo le imprese femminili nel terzo trimestre del 2026
Ammontano a 13.453 le imprese attive femminili a settembre 2026, 10 in meno rispetto a giugno, pari al -0,1%. Il confronto tendenziale è invece peggiore: si perdono 216 imprese e la diminuzione è pari all'1,6%. Cala anche il rapporto tra imprese femminili e imprese totali (21,5%), che rimane però superiore alla media regionale pari al 21,3%.
Questi i primi risultati sulla natalità delle imprese capitanate da donne elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena con i dati i dati Infocamere.
Vi sono andamenti molto differenti tra i settori economici: è positiva la crescita di imprese nelle costruzioni (+1,5%), nei servizi alle persone (+1,3%) e nei servizi alle imprese (+1,1%). Si rileva invece un forte calo per le industrie manifatturiere (-4,9%), l'agricoltura (-3,9%) e il commercio (-3,8%). Anche l'alloggio e ristorazione perde 38 imprese corrispondente al -3,0%.
Nonostante queste variazioni, non cambia molto la distribuzione delle imprese per settori di attività: la maggioranza delle aziende opera nei servizi alle imprese (26,6%), seguono il commercio (21,3%) e i servizi alle imprese (16,3%). Tale quota risulta molto maggiore a quella del totale imprese modenesi. A distanza seguono 1.637 imprese in agricoltura (12,2%) e 1.412 attività nelle industrie manifatturiere (10,5%). Le donne hanno una presenza rilevante anche nell'alloggio e ristorazione, dove raggiungono il 9,0% del totale, mentre è molto scarsa la loro presenza nelle costruzioni che rappresentano solamente il 4,1% delle imprese femminili attive, si riscontra pertanto una notevole differenza rispetto al totale delle imprese modenesi operanti in questo settore (16,9%).
All'interno dell'industria manifatturiera le imprese femminili sono concentrate in tre settori principali: il tessile abbigliamento (44,0% del totale manifatturiero), che però accusa perdite di imprese attive da numerosi trimestri e, anche nel terzo trimestre del 2026, scende dell'8,9%. Perde imprese anche la fabbricazione di prodotti in metallo (-0,6%), che raggruppa l'11,4% di attività capitanate da donne nell'industria. Uno dei pochi settori positivi risulta l'"alimentare e bevande", nel quale le attività salgono del 3,2% e raggiungono la quota del 13,8%.
La distribuzione per forma giuridica è diversa dal totale imprese: le imprese capitanate da donne prediligono la ditta individuale, scelta in più del 60% dei casi, mentre nel totale imprese tale percentuale scende al 49,5%. Sono inoltre inferiori le società di capitali che si fermano al 26,0%, mentre nel totale imprese sono il 34,2%. Risultano più simili le altre quote: le società di persone femminili sono l'11,0% e le "altre forme" l'1,3%. Come nel totale imprese, sono sempre in aumento le società di capitali (+2,5%), mentre calano le società di persone (-5,8%), le "altre forme giuridiche" (-4,4%) e le imprese individuali (-2,4%).

