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Demografia imprenditoriale: nel 2019 prosegue il trend negativo delle imprese modenesi

Perdono imprese gran parte dei settori manifatturieri, mentre nei servizi il calo è concentrato solamente nel commercio e nei trasporti

Il Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena ha elaborato i dati rilasciati da Infocamere sulla natimortalità delle imprese relative al quarto trimestre del 2019. In quest'ultimo trimestre dell'anno le imprese registrate modenesi ammontano a 72.761 con un calo congiunturale dello 0,5%, pari a 398 imprese in meno rispetto a settembre 2019.

L'esame dell'intero anno mostra un risultato meno negativo, con 4.270 imprese iscritte nel 2019 a fronte di 4.397 imprese cessate non d'ufficio, in leggero aumento rispetto al 2018, tutto ciò dà origine a un saldo di -127 imprese. Il relativo tasso di sviluppo è pari al -0,17%, più elevato della media regionale (-0,31%), ma inferiore al totale nazionale che risulta positivo (+0,44%) grazie alla crescita del numero delle imprese nelle regioni del Centro-Sud. Con questo risultato Modena rimane settantunesima nella classifica generale delle province italiane.

Anche il confronto annuale delle imprese registrate è lievemente negativo, con una diminuzione tendenziale pari al -0,3%, passando da 73.016 imprese nel dicembre del 2018 a 72.761 nel dicembre del 2019. Con 146 cessazioni, quest'anno rimane più marginale l'effetto delle cancellazioni di ufficio (cioè dell'eliminazione delle imprese non più operanti ma ancora iscritte al Registro Imprese).

L'esame delle imprese attive per forma giuridica mostra come le società di capitale siano le uniche che continuano ad aumentare (+2,8%), mentre scendono inesorabilmente le società di persone (-3,3%), seguite dalle "altre forme giuridiche" (-2,6%), mentre resistono maggiormente le imprese individuali (-1,3%).

La diminuzione delle imprese che hanno dichiarato l'effettivo inizio di attività, cioè delle imprese attive, è più marcata di quelle registrate, scende infatti al -0,6% la variazione tendenziale e tutti i macrosettori risultano negativi, a partire dall'agricoltura (-2,2%), seguita dall'industria manifatturiera (-1,5%), dalle costruzioni (-0,3%), mentre pressoché stabili risultano i servizi (-0,1%).

Il dettaglio dell'industria manifatturiera indica solamente tre settori che registrano un incremento di imprese attive: la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+2,2%), la "riparazione e manutenzione" (+1,8%) e l'industria alimentare (+0,2%). Tutti gli altri settori perdono imprese, soprattutto l'industria del legno (-4,4%), la "stampa e supporti registrati" (-4,1%), le "altre industrie manifatturiere" (-3,6%) e la ceramica (-3,3%).

Va meglio nel terziario, dove alcuni comparti ottengono ottimi risultati, come i "servizi di supporto alle imprese" (+3,5%), le "attività finanziarie e assicurative" e l'assistenza sociale entrambe al +2,9% e l'istruzione (+2,4%).

Solamente due settori confermano una perdita di imprese: il "trasporto e magazzinaggio" (-2,9%) e il commercio (-1,8%).

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