Demografia imprenditoriale: lieve crescita per le imprese modenesi nel terzo trimestre
Crescono le imprese modenesi nel terzo trimestre del 2026: al 30 settembre sono presenti 68.952 imprese registrate, equivalenti a 107 unità in più rispetto a giugno (+0,2%). Il relativo tasso di sviluppo è pari a +0,46%, che pone la provincia al settimo posto in Italia per tasso di crescita trimestrale.
Questi i primi risultati dell'elaborazione condotta dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena sui dati Infocamere relativi alla demografia imprenditoriale.
Come di consueto, rallenta la movimentazione del Registro Imprese nel terzo trimestre dell'anno: le iscrizioni calano del 22,2% rispetto al secondo trimestre arrivando a 853, tuttavia salgono le cessazioni non d'ufficio (+22,8%) raggiungendo il valore di 533. Il saldo appare comunque positivo, pari a 107 aziende.
Esaminando l'intero periodo, da gennaio a settembre 2026, si nota un trend positivo delle imprese iscritte, che crescono del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, invece scendono sensibilmente le imprese cessate non d'ufficio (-9,1%), portando il saldo complessivo a +1.032 imprese.
La crescita degli ultimi trimestri non compensa tuttavia le diminuzioni di imprese verificatisi in precedenza; inoltre, a causa di 1.515 cessazioni d'ufficio di posizioni inattive da tempo, il confronto delle imprese registrate al 30 settembre rispetto allo stesso periodo del 2025 appare negativo (-1,1%), migliore del dato regionale (-1,3%), ma peggiore di quello nazionale che perde lo 0,8%.
Le imprese attive presentano pressoché lo stesso andamento: -1,2% la variazione tendenziale, corrispondente a 765 imprese in meno. Esaminando la forma giuridica, prosegue la crescita delle società di capitali (+3,2%), pari a 600 imprese attive in più. Sono in calo tutti gli altri tipi di società, in particolare emerge una flessione marcata per le società di persone (-5,4%), seguite dalle imprese individuali (-2,8%), la cui quota scende per la prima volta al disotto del 50%. Le "altre forme giuridiche" presentano un andamento analogo (-2,2%).
Risulta in calo il numero delle imprese attive in tutti i macrosettori, con diminuzioni più accentuate per l'industria manifatturiera (-3,6%), seguita dall'agricoltura (-3,5%) e, in misura minore, dalle costruzioni (-1,3%). I servizi mostrano solamente una leggera flessione (-0,2%), pari a 91 aziende in meno.
All'interno delle industrie manifatturiere, le uniche variazioni positive per numero di attività si registrano nella "riparazione e manutenzione" (+2,9%) e nella "fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche" (+0,5%), mentre rimangono stabili i mezzi di trasporto. Tutti gli altri settori perdono imprese attive, in particolar modo scendono sensibilmente le imprese del tessile abbigliamento (-8,2%) e dell'industria chimica e farmaceutica (-7,7%). Appaiono meno marcate le perdite negli altri settori chiave del territorio come la ceramica (-4,7%), la metalmeccanica (-4,0%) e l'alimentare (-1,0%).
Si riscontra un andamento migliore per i servizi, all'interno dei quali solamente tre settori perdono imprese attive: il commercio (-3,4%), il trasporto e magazzinaggio (-2,7%) e i "servizi di alloggio e ristorazione" (-1,9%). Tutti gli altri comparti mostrano un incremento, con risultati particolarmente positivi per l'istruzione (+6,6%), le attività finanziarie e assicurative (+6,4%) e i "servizi di informazione e comunicazione" (+5,2%). Molto buona anche la performance di "sanità e assistenza sociale" che guadagna il 4,4% di imprese in più.





