Indagine congiunturale Unioncamere Emilia-Romagna: le imprese modenesi risultano in difficoltà per l'incremento dei costi energetici

L'industria manifatturiera appare più in affanno per l'aumento dei costi delle materie prime, nel commercio è più marcata la diminuzione degli investimenti

Otto imprese su dieci del settore manifatturiero modenese e circa sette su dieci del commercio affermano di essere in difficoltà per l'aumento dei costi delle materie prime causate dalle incertezze economiche globali, mentre sei su dieci di entrambi i settori dichiarano eccessivi gli aumenti dei costi energetici.

Questi i primi risultati del focus dell'indagine della congiuntura dell'Unione Regionale delle Camere di Commercio imperniato sulle difficoltà delle imprese modenesi derivanti dalle attuali incertezze internazionali.

Intervistando un campione di aziende, emerge che le imprese manifatturiere sono maggiormente interessate dalle turbolenze internazionali: la maggior parte di esse infatti (82%) si trova in difficoltà a causa degli elevati costi delle materie prime, molto importanti anche l'incremento dei costi energetici (63%), mentre risultano meno preoccupanti le difficoltà di approvvigionamento e l'instabilità dei mercati di sbocco.

Per le imprese del commercio risulta meno influente l'incremento dei costi delle materie prime (67%), probabilmente perché si riescono a scaricare parte degli incrementi sui consumatori finali, mentre, come per le imprese dell'industria, appare rilevante aumento dei costi energetici. Incidono meno rispetto all'industria le instabilità dei mercati di sbocco e le difficoltà di approvvigionamento. Appare poco importante la difficoltà di accesso al credito per entrambi i tipi di impresa.

Fortunatamente le sfide affrontate dalle imprese in questo periodo non incidono in maniera sostanziale sui diversi aspetti della gestione di impresa, che, per la maggior parte, rimangono invariati. L'effetto più evidente si riscontra negli investimenti, ambito in cui il 33% delle imprese del commercio rileva una diminuzione, tale quota diviene pari al 28% per le imprese manifatturiere. Per la maggior parte delle imprese le assunzioni rimarranno stabili, così come la ricerca e sviluppo, e l'internazionalizzazione, quest'ultima tuttavia diminuirà in maniera più marcata nelle imprese manifatturiere. Anche l'innovazione resterà pressoché invariata, ma nel commercio vi sono lievi segnali di crescita.

I dazi e le barriere commerciali degli USA interessano soprattutto le imprese manifatturiere, che vengono danneggiate nelle esportazioni, ma non in maniera estrema. Infatti, incidono tantissimo solamente per il 12% delle imprese, si dichiara a livello intermedio circa un terzo delle imprese, mentre per il 28% di esse non incidono per nulla. A livello regionale i settori più penalizzati dai dazi risultano il tessile abbigliamento e le "industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto", mentre quelle in cui l'incidenza è minore sono le industrie alimentari e le "industrie del legno e mobili".

Nel commercio, avendo come sbocco i consumatori italiani, il 60% delle imprese modenesi dichiara di che i dazi USA non avranno alcun effetto sulla loro attività, ma a livello regionale i negozi di "vendita di abbigliamento e di elettrodomestici" affermano che potranno avere alcune difficoltà a causa di questi tributi.

Sia per il commercio che per l'industria risultano fondamentali la riduzione dei costi energetici e gli incentivi fiscali; tuttavia, appaiono leggermente differenti le preferenze delle imprese industriali e commerciali: per la manifattura i sostegni ritenuti più efficaci sono gli incentivi fiscali (63%), seguiti dagli interventi per la riduzione dei costi energetici (61%) e dal sostegno finanziario diretto (43%). Le altre forme di aiuto sono molto meno selezionate.

Per il commercio invece la forma di sostegno ritenuta più necessaria sono gli interventi per la riduzione dei costi energetici (51%), seguita dagli incentivi fiscali (44%) e dal sostegno finanziario diretto (27%).

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pubblicato il 23/06/2026 ultima modifica 23/06/2026
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