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In ripresa l'artigianato in provincia di Modena

L'indagine congiunturale sul quarto trimestre 2016 mostra una crescita per produzione, fatturato e ordinativi

L'indagine trimestrale sull'andamento congiunturale delle imprese emiliano romagnole organizzata da Unioncamere Emilia Romagna, mostra che, parallelamente al buon andamento dell'industria manifatturiera, si rivela positivo il quarto trimestre 2016 anche per le imprese artigiane della regione, ma il trend è ancora migliore per le imprese modenesi.

Infatti l'incremento tendenziale del quarto trimestre della produzione regionale si ferma a +1,6%, quando il dato modenese risulta più del doppio (+3,5%). Stessa tendenza per il fatturato totale, che registra un +1,2% a livello regionale, mentre a Modena tale valore sale a +3,0%. Gli ordinativi totali sono ancor più positivi per le imprese modenesi, che possono contare su un incremento del 3,8%, viceversa le regionali aumentano solamente dell'1,0%.

Tuttavia le imprese artigiane provinciali risultano meno competitive verso i mercati esteri rispetto a quelle emiliano romagnole, infatti l'incremento del fatturato estero degli artigiani modenesi si ferma solamente allo 0,1% e gli ordinativi esteri sono addirittura in calo (-0,4%), invece il fatturato estero regionale sale dell'1,3% e gli ordinativi esteri sono in lieve aumento (+0,6%).

Gli artigiani regionali dichiarano di avere circa due settimane in più di produzione assicurata dagli ordini ricevuti rispetto a quelli modenesi (5,9 settimane per il dato emiliano e 4,2 settimane per quello modenese), tuttavia nessuno lavora al pieno della propria capacità produttiva, infatti il grado di utilizzo degli impianti di tutti gli artigiani si aggira intorno al 70%.

Infine uno sguardo al futuro mostra come tutte le imprese artigiane non si sbilancino troppo riguardo le previsioni di andamento di produzione, ordinativi e fatturato, infatti la maggior parte di esse (60%) ritiene che nei prossimi tre mesi i valori di questi tre indicatori rimarranno stabili, mentre si dividono in parti uguali le imprese che prevedono un aumento (20%) e quelle che prevedono una diminuzione (20%).

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