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Le crisi aziendali in provincia di Modena

pubblicato il 02/10/2017 12:50, ultima modifica 13/10/2017 12:28
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I dati del primo semestre 2017 su procedure concorsuali, scioglimenti, liquidazioni, tasso di sopravvivenza

Nel primo semestre 2017, in base ai dati di Infocamere, sono stati aperti in provincia di Modena 86 fallimenti, in calo rispetto ai 92 dello stesso periodo del 2016 (-6,5%); a livello nazionale si è registrato invece un calo pari al -15,3%. In provincia i fallimenti si stanno concentrando nei settori più colpiti come il manifatturiero con 26 casi, le costruzioni con 21 e i servizi alle imprese, con 19 fallimenti.

Nel medesimo periodo si sono aperte 5 procedure di concordato o accordi di ristrutturazione del debito, contro le 6 del primo semestre 2016. Questi cinque accordi riguardano società di capitali attive nel manifatturiero (3), nel turismo (1) e nei servizi alle imprese (1). Una netta flessione si è registrata invece in Italia (-25%).

All'inizio del 2017 le imprese presenti nel Registro camerale aventi procedure concorsuali in atto erano 1.278 con un calo annuale del -2,1%.

Gli scioglimenti di imprese e le liquidazioni volontarie registrate nei primi sei mesi del 2017 in provincia sono 484 contro le 533 dello stesso periodo dell'anno scorso; si registra pertanto un decremento del -9,2%, più accentuato rispetto alla dinamica nazionale che mostra una flessione del -1,4%.

I settori più interessati dal fenomeno a Modena sono i servizi alle imprese (126 casi), il commercio (97), e l'edilizia (62).

All'inizio del 2017 nel Registro Imprese si contavano 3.274 aziende in fase di scioglimento o liquidazione, con un tasso di crescita annuale del +5,1%.

Il tasso di sopravvivenza delle imprese modenesi appare piuttosto modesto. In base ai dati di Infocamere sulla movimentazione del Registro Imprese, risulta che a un anno di vita sopravvivono 81,6 imprese su 100 nuove aperture; a due anni di vita resistono 74,2 imprese su 100, a tre anni poco più di 64,8 imprese su cento. La mortalità delle neo imprese colpisce maggiormente le forme giuridiche più semplici come le ditte individuali (61,1% la loro sopravvivenza a tre anni) mentre mostrano una maggiore resistenza le società di capitali (72,5%) e quelle di persone (69,1%).

Tra le imprese classificate, quelle del settore agricoltura hanno il tasso di sopravvivenza a tre anni più alto (l'85,2% delle iscritte nel 2013 è ancora attivo a fine anno 2016); relativamente al di sopra della media la sopravvivenza delle imprese di trasporti e spedizioni (75,8% del totale ancora attive dopo il triennio). Le neo imprese più a rischio sono invece quelle del settore costruzioni, con un tasso di sopravvivenza a tre anni del 65%.

 

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