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Indagine Excelsior 2012: le imprese mostrano molta cautela nelle previsioni di assunzione ed i posti di lavoro disponibili sono di nuovo in calo

pubblicato il 28/08/2012 00:00, ultima modifica 28/03/2014 12:36
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La difficile situazione economica pesa sulle previsioni di assunzione delle imprese nel corso di quest’anno: queste ultime infatti si sono mostrate molto prudenti e solamente il 13,3% di esse dichiara di volere assumere nel 2012, mentre l’anno scorso tale percentuale era pari al 24,8%

La difficile situazione economica pesa sulle previsioni di assunzione delle imprese nel corso di quest'anno: queste ultime infatti si sono mostrate molto prudenti e solamente il 13,3% di esse dichiara di volere assumere nel 2012, mentre l'anno scorso tale percentuale era pari al 24,8%.
Esiste tuttavia una differenza rilevante a seconda della grandezza delle imprese: infatti ben il 71,4% delle imprese maggiori (> di 50 dipendenti) dichiara di voler assumere, contro l'8,4% delle piccole imprese (1-9 dipendenti).

Aumenta anche il saldo negativo tra assunzioni e licenziamenti: si perdono 2.150 posti di lavoro, risultanti da 7.160 entrate e 9.310 uscite, rispettivamente in calo del -38,8% e del -27,7% rispetto al 2011. Il tasso di variazione dell'occupazione si prevede sia pari al -1,2%, il doppio rispetto all'anno passato e leggermente peggiore sia del dato regionale (-1,0%) che di quello nazionale (-1,1%).

Questi i principali dati rilevati in provincia dalla Camera di Commercio di Modena nell'ambito della quindicesima edizione dell'indagine nazionale Excelsior - Sistema Informativo per l'Occupazione e la Formazione – promossa da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro.

Oggetto della rilevazione sono le previsioni di assunzione delle imprese con almeno un dipendente, con esclusione dell'agricoltura, della pubblica amministrazione e dei liberi professionisti.
Il sondaggio, inoltre, è stato effettuato nel periodo pre-sisma, e non comprende gli esiti della calamità che ha colpito il nostro territorio.

Tornando ai risultati dell'indagine, le piccole imprese e gli artigiani sono le categorie che riducono maggiormente l'occupazione: per le artigiane si prevede un tasso di diminuzione pari al -2,5%, per le imprese da 1 a 9 addetti -2,7%, mentre per le imprese maggiori (> 50 dipendenti) la diminuzione è più lieve (-0,5%).

Analizzando i diversi settori, l'industria lascia nel complesso 1.400 posti di lavoro (-1,4%); al suo interno gli andamenti peggiori sono dati dalle costruzioni (-4,6%), dal tessile abbigliamento (-2,3%) e dalla ceramica (-2,0%); unico settore in cui l'occupazione è prevista in lieve aumento è la fabbricazione di macchinari e apparecchiature (+0,3%).
I servizi si prevede perdano 750 posti di lavoro, quasi la metà rispetto all'industria, con una variazione del -0,9%; al loro interno vi sono anche andamenti positivi come i servizi avanzati di consulenza tecnica (+1,5%), i servizi di informazione e consulenza amministrativa (+0,2%) e i servizi alle persone (+0,2%). Mentre perdono posti i pubblici esercizi (-2,3%), i servizi immobiliari (-1,9%) ed il commercio (-1,6%).

Excelsior fornisce anche informazioni sulle caratteristiche che le imprese si aspettano dai nuovi assunti: esaminando le assunzioni non stagionali, emerge che le figure professionali più richieste sono le professioni nelle attività commerciali e servizi (26,3%), le professioni tecniche (21,7%) e i conduttori di impianti e macchinari (12,7%). Nel calo generale delle preferenze, l'unica categoria in aumento sono le professioni ad elevata specializzazione.

Per quanto riguarda i titoli di studio, il diploma di scuola media superiore rimare sempre il favorito, con il 44,0% di segnalazioni e al suo interno gli indirizzi prediletti sono, come di consueto, l'amministrativo-commerciale (9,8%) ed il meccanico (6,0%). Le qualifiche professionali sono scelte nel 12,2% dei casi, con l'indirizzo socio-sanitario che ha la prevalenza (6,8%). Infine il 19,5% delle assunzioni avviene di preferenza per i laureati, che incrementano così la loro quota rispetto agli altri titoli di studio, con l'indirizzo economico in testa (5,5%).

A breve sarà disponibile nel sito camerale il volume completo di tutte le tabelle elaborate.

Comunicato Stampa - Tabelle

 

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