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Industria manifatturiera: nel terzo trimestre 2012 proseguono le difficoltà anche se leggermente attenuate

pubblicato il 28/11/2012 00:00, ultima modifica 21/11/2013 11:25
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L'indagine congiunturale della Camera di Commercio ha registrato un andamento negativo ma meno pesante rispetto a quello del secondo trimestre. In aumento la quota di fatturato proveniente dai mercati esteri.

In aumento la quota di fatturato proveniente dai mercati esteri.


La Camera di Commercio ha intervistato un campione rappresentativo di 374 imprese in tutto il territorio provinciale, con la collaborazione di Cna e Confindustria Modena, nell'ambito dell'indagine trimestrale sull'andamento congiunturale del settore manifatturiero.
Il terzo trimestre dell'anno che comprende i mesi estivi post-sisma, è stato caratterizzato da un trend negativo di tutte le principali variabili esaminate, seppur meno pesante di quanto mostrato nel periodo aprile-giugno.
La produzione industriale in quantità è risultata in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del -7,7%, dato leggermente inferiore al -9,6% registrato, sempre a livello tendenziale, nel trimestre precedente. Se si considera la variazione congiunturale del terzo trimestre 2012 rispetto al secondo si evidenzia un -7,2%.
Anche l'andamento del fatturato è negativo ma meno grave rispetto a quanto mostrato nel secondo trimestre: nel terzo infatti si evince un calo del -4,6% contro il -6,1% del secondo.
La quota di fatturato proveniente dalle vendite all'estero è invece in costante aumento e raggiunge il 42,3% nel trimestre luglio-settembre 2012.
In flessione è risultata la domanda interna: gli ordini dal mercato domestico infatti hanno mostrato, sempre a livello tendenziale, un calo pari al -8,8%.
Per la prima volta dall'inizio del 2010, scende in territorio negativo anche la variazione percentuale degli ordini esteri pari a -2,2%, sempre nel terzo trimestre 2012 rispetto allo stesso periodo 2011.
Per quanto riguarda l'occupazione, nel campione si è registrato un leggero decremento degli addetti durante il corso del trimestre luglio-settembre: -0,4%. Le difficoltà segnalate dalle imprese in campione su tutti gli altri indicatori iniziano ad intaccare i livelli occupazionali.

LE PROSPETTIVE DELLE AZIENDE

L'indagine congiunturale analizza anche dati qualitativi relativi alle previsioni espresse dalle imprese per i successivi tre mesi (ottobre-dicembre 2012).
La quota di imprese che prevede un calo della produzione è diminuita passando da 33,2% nel secondo trimestre 2012 a 27,6% nel terzo. Aumentano di contro le quote delle imprese che prospettano un aumento (16,5%) e che indicano stazionarietà (55,9%).
Le prospettive sull'occupazione mostrano un incremento della quota di imprese che prevede stazionarietà, che raggiunge il ragguardevole valore di 86,7%.
Rispetto ai primi trimestri dell'anno, in questo terzo trimestre aumentano notevolmente le imprese che sono pessimiste circa l'andamento dei mercati, sia per quanto concerne quello domestico, sia per quelli mondiali. Ben il 72,2% delle imprese intervistate si aspetta un calo degli ordini interni; circa quelli esteri questa quota, comunque maggioritaria, si attesta sul 68%.

L'ANDAMENTO SETTORIALE

Dall'elaborazione dei dati per settore di attività emergono i seguenti andamenti.

Industria alimentare: dopo i positivi risultati registrati nel 2010 e nella prima metà del 2011, il trend è in costante peggioramento. Nel terzo trimestre 2012 si registra un calo della produzione del -11% (rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente). Meno grave ma comunque negativo è l'andamento del fatturato (-3,3%). Caratterizzate dal segno meno sono anche le variazioni percentuali tendenziali degli ordinativi: -9,9% gli ordini interni e -1,4% quelli esteri. La quota di fatturato ottenuta sui mercati internazionali è in leggero aumento e raggiunge il 16,1%.

Industria tessile e maglieria: il campione di questo settore comprende diverse imprese aventi sede nelle zone colpite dal sisma. Dopo il trend fortemente avverso registrato nel trimestre aprile-giugno, si evidenzia un miglioramento anche se le variazioni tendenziali continuano ad essere negative: -14% la produzione, -12% il fatturato, -23% gli ordini interni. Aumenta in modo sensibile la quota di vendite destinate all'estero (56,3%) anche se gli ordinativi da paesi stranieri sono in calo del -13%.

Industria dell'abbigliamento: l'unico dato in positivo che presenta il settore nel terzo trimestre 2012 è quello relativo al fatturato che aumenta a livello tendenziale del +8,8%; tutti gli altri indicatori segnano una flessione che va dal -9,6% per la produzione in quantità, al -10,5% per gli ordini dal mercato domestico, al -18,9% per quelli esteri, dato preoccupante, considerando che la quota di fatturato proveniente dai mercati internazionali si attesta sul 56,6%.

Settore ceramico: nel terzo trimestre 2012 si attenua il trend sfavorevole mostrato dal settore nel trimestre precedente, ma anche in questo caso le variazioni rimangono negative. La produzione è calata del 3,7% sempre rispetto al terzo trimestre dello scorso anno; il fatturato diminuisce del 5,7%, mentre gli ordini hanno registrato contrazioni del -5,3% dall'interno e del -2,4% dall'estero. In aumento la quota di export sul fatturato totale (49,3%).

Settore biomedicale: dopo il tracollo registrato nel secondo trimestre 2012 a causa degli eventi sismici, si registra un miglioramento degli indicatori che permangono tuttavia in territorio negativo, fatta eccezione per l'incremento registrato negli ordini dall'estero (+5,2%), dato che lascia ben sperare considerando che la quota di export ha raggiunto il 57,8%. Risultano ancora in calo, anche se più contenuto: la produzione (-5,6%), il fatturato (-6%), gli ordini interni (-3,3%).

Settore meccanico. L'indagine analizza i diversi comparti che evidenziano, nel trimestre in esame, un andamento negativo anche se meno grave di quanto mostrato nel secondo trimestre: per le lavorazioni meccaniche si assiste a diminuzioni del -6,6% per la produzione, del -5,7% per il fatturato, del -9,7% per gli ordini interni, del -1,8% per quelli dall'estero; per i produttori di macchine e apparecchi meccanici si evidenzia una diminuzione della produzione (-6%) e del fatturato (-2,2%); la flessione degli ordini interni (-5,4%) è in minima parte compensata dall'aumento di quelli esteri (+0,9%); per il comparto apparecchiature elettriche e elettroniche si registrano cali sia per la produzione sia per il fatturato (-8,7% e -10,3%); in forte calo gli ordini interni: -16,5%, mentre rimangono pressoché stazionari quelli dall'estero (+0,3%).

Settore mezzi di trasporto: la produzione in quantità è diminuita a livello tendenziale del -6,7% mentre il fatturato ha mostrato un lieve incremento, +2,7%. Gli ordinativi dal mercato interno hanno registrato una flessione del -12,1% mentre quelli dai mercati esteri sono aumentati del +5,1%.

Nel complesso la rilevazione del terzo trimestre 2012 ha evidenziato un lieve miglioramento di tutti gli indicatori, che sono tuttavia ancora caratterizzati da segno negativo. I dati risentono ovviamente ancora della difficile situazione dell'area colpita dal sisma di maggio; le imprese si stanno riorganizzando e risollevando e questo è emerso nella evoluzione delle principali variabili considerate, quali produzione, fatturato e ordini, che presentano ancora variazioni tendenziali negative, anche se meno pesanti di quanto rilevato nel secondo trimestre dell'anno.

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