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Azioni sul documento

Archivio quesiti 2014

ultima modifica 05/02/2016 11:34

prevenzio.net

Aggiornamento entro i termini per RSPP e ASPP

Domanda

Si fa riferimento al documento "adeguamento e linee applicative degli accordi ex articolo 34, comma 2, e 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni e integrazioni" del 25/07/2012 ed in particolare al passaggio riportato alla pagina 21": ...pertanto, si ritiene che l'ASPP o il RSPP che non adempia l'obbligo di aggiornamento nei tempi previsti, perda la propria "operatività". Ciò significa che, pur mantenendo il requisito derivato dalla regolare frequenza ai corsi, egli non è in grado di poter esercitare i propri compiti fintanto che non venga completato l'aggiornamento per il monte ore mancante, riferito al quinquennio appena concluso. Il completamento dell'aggiornamento consente, pertanto, di riacquisire la fruibilità del credito relativo al modulo b consentendo, contemporaneamente, a ASPP e RSPP di recuperare la propria "operatività". Si chiede se tale criterio possa essere applicato anche ai lavoratori, dirigenti e preposti. In particolare, il lavoratore/preposto/dirigente che non abbia completato le 6 ore di aggiornamento della formazione nel quinquennio, dovrà ripetere l'intera formazione specifica (4, 8 o 12 ore) o sarà sufficiente che effettui - appena possibile (?) - l'aggiornamento? I lavoratori e preposti in possesso di formazione pregressa effettuata in data antecedente l'11/01/2007 che non abbiano effettuato l'aggiornamento entro l'11/01/2013, dovranno ripetere l'intero corso (formazione generale + formazione specifica) o è sufficiente che effettuino - appena possibile (?) - l'aggiornamento?

Risposta

Il principio generale da tenere presente è che in assenza di aggiornamento (o in presenza di aggiornamento incompleto) siamo di fronte ad una inottemperanza di norma prevista dal D. Lgs. 81/08. Quando ciò avviene a carico del RSPP (e ASPP) comporta la decadenza dal ruolo e l'impossibilità a svolgere il compito fino al momento in cui i requisiti vengono riacquistati attraverso il completamento del corso di formazione; in questo caso il reato connesso consiste nella mancata nomina del RSPP da parte del datore di lavoro (se non lo sostituisce con un altro soggetto in possesso dei requisiti fino al completamento dell'aggiornamento). Per i lavoratori, preposti e dirigenti la mancata/incompleta formazione o aggiornamento della stessa non fa "decadere" dal ruolo ma comporta violazione dell'art. 37 dello stesso decreto. L'aggiornamento inadeguato dal punto di vista della durata (ad esempio aggiornamento inferiore a 6 ore in 5 anni per i lavoratori) impone solo l'integrazione della quota mancante e non la ripetizione ex novo di tutta la formazione. Le scadenze successive partono sempre dai 5 anni dalla formazione iniziale con scadenze successive ogni 5 anni. Si precisa infine che la parte generale della formazione dei lavoratori, della durata di 4 ore, costituisce credito formativo permanente (non deve più essere ripetuta); vale sempre il principio, però, che la formazione deve essere ripetuta e integrata tutte le volte in cui si rende necessaria sulla base della valutazione dei rischi, dell'osservazione dell'esistente, degli incidenti/infortuni avvenuti e dei comportamenti inadeguati rilevati (obbligo del datore di lavoro sulla base delle osservazioni delle varie figure presenti in aziende, a partire dal RSPP e dal medico competente).

(Dicembre 2014)

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Aggiornamenti CSE CSP

Domanda

Riguardo l'obbligo di aggiornamento di 40 ore previsto dal decreto 81/08 per cse e csp, premesso che è stato regolarmente eseguito l'aggiornamento previsto entro 5 anni dalla data di entrata in vigore del citato decreto, chiedo se le successive 40 ore devono essere conseguite entro il 2018 o entro i 5 anni dall'ultimo corso di aggiornamento. Se la risposta positiva è la seconda e il primo aggiornamento è stato conseguito seguendo seminari e corsi diluiti nel tempo, quale scadenza devo considerare.

Risposta

L'aggiornamento deve essere concluso entro 5 anni dall'entrata in vigore della norma per i "vecchi" coordinatori o entro 5 anni dall'acquisizione dei requisiti (per i nuovi). Le scadenze successive sono fissate sempre ogni 5 anni dalla prima (entro il 2018 nell'esempio citato).

(Dicembre 2014)

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Volontari: assimilabili a lavoratori dipendenti o autonomi?

Domanda

Un gruppo di volontari partecipa all'attività di assistenza a ragazzi portatori di handicap affiancando operatori socio sanitari di una azienda di assistenza sociale; apportano la loro opera con continuità per un certo periodo di tempo (apporto regolato da convenzione). Devono essere considerati alla stregua di lavoratori allorché non remunerati in quanto svolgono anche attività che sarebbe propria dell'operatore o sono inquadrabili come "lavoratori autonomi" e quindi soggetti al solo art. 21 del d. Lgs. 81/08?

Risposta

I volontari che svolgono la propria attività "spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso di spese" in favore di associazioni di promozione sociale non sono considerati lavoratori subordinati o assimilati dal D. Lgs. 81/08. Nei loro confronti si applica solo l'art. 21 (di fatto assimilandoli ai lavoratori autonomi) che comporta l'obbligo ad usare attrezzature di lavoro a norma e, quando necessario, Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) a norma. Il datore di lavoro dell'azienda che svolge attività di assistenza è tenuto, in ogni caso, a fornire ai volontari informazioni sui rischi lavorativi specifici presenti negli ambienti in cui svolgono l'attività, delle misure preventive e di emergenza adottate; egli deve inoltre impiegare tutte le misure necessarie a ridurre al minimo il rischio da interferenza tra l'attività svolta dal volontario e quella svolta da altri soggetti presenti nello stesso ambiente.

(Dicembre 2014)

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Attestati corsi formazione

Domanda

Relativamente ai corsi di formazione generale e specifica per lavoratori ai sensi dell'accordo stato regioni, gli attestati emessi devono riportare obbligatoriamente il contenuto del corso? Premetto che il contenuto del corso è già riportato nel registro presenze e che l'accordo stato regioni al punto 7 non riporta tale obbligo.

Risposta

Da quanto emerge dalla lettura dell'Accordo richiamato, tra i vari requisiti previsti per gli attestati rilasciati ai lavoratori che hanno frequentato il corso di formazione previsto dall'art. 37 del D. Lgs. 81/08, non è contenuta l'esplicitazione del programma seguito. Si ritiene che la sua attestazione conservata tra la documentazione presente a cura del soggetto erogatore del corso possa essere considerata sufficiente e che debba rimanere a disposizione per eventuali azioni di controllo e verifica da parte degli Enti preposti.

(Novembre 2014)

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Requisiti formatore uso attrezzature

Domanda

Sono RSPP in azienda da oltre 10 anni ed ho frequentato, con rilascio di attestato, il corso per formatori. Per la formazione dei carrellisti posso effettuare la docenza della parte teorica lasciando la parte pratica ad un esperto qualificato esterno ? In caso affermativo, cosa dovrei fare per poter effettuare anche la parte pratica ? In caso negativo cosa dovrei fare per essere abilitata alla formazione della parte teorica?

Risposta

I requisiti richiesti per poter svolgere attività formativa (relativamente alla parte teorica) per gli utilizzatori di alcune tipologie di attrezzature (tra cui i carrelli elevatori) elencati nell'Accordo Stato-Regioni del 22/2/2012 prevedono esperienza triennale sia nel settore della prevenzione, sicurezza e salute nei luoghi di lavoro che esperienza triennale nel settore della formazione. Nel suo caso il primo requisito si può ritenere soddisfatto ma non il secondo, ritenendo che quanto da lei svolto relativamente alla qualificazione dei formatori abiliti a svolgere attività formativa solo nei confronti dei datori di lavoro autonominati RSPP, dei lavoratori e dei loro rappresentanti (artt. 34 e 37 del D. Lgs. 81/08). Per la formazione per l'uso delle attrezzature, oltre ai requisiti dei docenti occorre precisare, però, che l'attività può essere svolta solo dai soggetti formatori indicati al punto 1 della parte B dell'Accordo (Regioni, Ministero del lavoro, INAIL, aziende produttrici/distributrici/utilizzatrici...). Per la parte pratica la questione è ancora più complicata in quanto i docenti devono essere in possesso di dimostrata conoscenza delle attrezzature e capacità formativa specifica al loro uso. In questo caso ai requisiti previsti al punto 1 per i soggetti formatori se ne aggiungono altri relativi all'area dove svolgere le prove e alle tipologie di attrezzature disponibili (si veda l'allegato I dell'Accordo).

(Novembre 2014)

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Docente per corso italiano per extracomunitari

Domanda

Vorremmo organizzare un corso di italiano per cittadini extracomunitari (paese di provenienza Ghana). Chiediamo se la docenza di tale corso fosse affidata ad una neo laureata in lingue alla facoltà di bologna, di nazionalità ghanese e quindi, a nostro avviso, facilitata in quanto stessa madrelingua dei partecipanti, però con nessuna esperienza come docente, può essere considerato valido a tutti gli effetti come formazione ai lavoratori (anche sotto la sfera giuridica).

Risposta

Non esiste nessun vincolo particolare, riferito a norme sulla sicurezza sul lavoro, per svolgere corsi di lingua italiana nei confronti di lavoratori stranieri. Si ritiene quindi che la scelta della docente da voi prospettata possa essere condivisa. Un discorso a parte riguarda, invece, i corsi di formazione specifica come lavoratori ai sensi dell'art. 37 del D. Lgs. 81/08, che, nel caso di lavoratori stranieri, dovranno essere svolti previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare. In questo caso il formatore deve possedere i requisiti previsti dal DM 6/3/2013 (entrato in vigore il 18/3/2014).

(Novembre 2014)

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Corso formatori 24h DI 6/3/2013 e aggiornamento RSPP/ASPP

Domanda

Il corso per formatori di 24h in base al decreto interministeriale del 6/3/2013 è valido ai fini dell'aggiornamento RSPP/ASPP diversi dal datore di lavoro?

Risposta

Il Decreto Interministeriale citato si riferisce ai requisiti necessari per poter svolgere il ruolo di formatore (qualificato) in materia di salute e sicurezza sul lavoro per gli obblighi previsti dagli artt. 34 e 37 del D. Lgs. 81/08 (e cioè nei confronti dei datori di lavoro autonominati RSPP, dei lavoratori e dei loro rappresentanti). Riteniamo che i corsi di aggiornamento frequentati dagli RSPP/ASPP per mantenere i requisiti necessari per svolgere questo compito (come previsto dall'art. 32 del D. Lgs. 81/08 e in ottemperanza di quanto previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 26/1/2006) possano costituire requisito da utilizzare per il riconoscimento di formatore qualificato sopradescritto. Si precisa, però, che tale accordo prevede aggiornamenti quinquennali del modulo B di 60 ore per gli RSPP che svolgono attività nei macrosettori ATECO 3-4-5-7 e di 40 ore per i macrosettori ATECO 1-2-6-8-9; di 28 ore per gli ASPP di tutti i macrosettori ATECO citati. Riteniamo invece, al contrario, che il corso di formazione per formatori (di 24 ore) non debba valere come aggiornamento per RSPP perché non tratta tematiche di prevenzione e sicurezza sul lavoro ma solo le tecniche di comunicazione/formazione.

(Novembre 2014)

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Periodicità corsi aggiornamento addetti primo soccorso o antincendio

Domanda

Periodicità dei corsi di aggiornamento per addetti primo soccorso o antincendio: nell'ipotesi che il primo corso sia stato completato nel 2010, e che quindi la successiva scadenza sia nel 2013, se l'addetto completa l'aggiornamento con un anno di anticipo, ovvero nel 2012, la nuova scadenza sarà nel 2016 o nel 2015?

Risposta

La cadenza degli aggiornamenti periodici non varia anche se in una delle occasioni viene completata in anticipo rispetto al termine ultimo (triennale). Quindi nel caso specifico la nuova scadenza sarà fissata al 2016, e cioè a 6 anni dal primo corso effettuato.

(Novembre 2014)

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Esperienza docenti corsi moduli pratici: requisiti di esperienza professionale

Domanda

Con rif. All'allegato a, punto 2.1. Dell'accordo 22 febbraio 2012 e alla circolare ministeriale 10/06/2013 n° 21, p.to 8, quando ci si riferisce al personale docente dei moduli pratici viene richiesta "esperienza professionale pratica, documentata, almeno triennale, nelle tecniche dell'utilizzazione delle attrezzature di che trattasi "; un docente di corsi di formazione teorico-pratici all'utilizzo delle adl in un periodo almeno triennale antecedente l'entrata in vigore dell'accordo citato (ad esempio dal febbraio 2010), possiede "l'esperienza professionale pratica ... Nelle tecniche dell'utilizzazione delle attrezzature"?

Risposta

Ad oggi non sono stati ben chiariti i requisiti dei docenti per i corsi suddetti, in particolare per quelli che si occupano della parte pratica del corso. Si ritiene, anche in analogia con altre situazioni analoghe, che i soggetti formatori della parte pratica (che possono essere anche gli stessi della parte teorica, se in possesso dei relativi requisiti) debbano possedere capacità relative all'insegnamento e non solo essere "esperti" non meglio definiti nell'utilizzo di quella particolare attrezzatura. Si ritiene quindi, che i requisiti descritti nella domanda possano essere considerati adeguati per svolgere il ruolo di formatore nei moduli pratici per le attrezzature da lavoro presi in considerazione dall'Accordo 22/2/2012.

(Novembre 2014)

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RSPP settore alimentare e settore edile

Domanda

Un datore di lavoro che si è autonominato RSPP e che ha effettuato nel 2000 il corso per la somministrazione di alimenti (corso che lo abilitava anche come RSPP), oggi può svolgere il ruolo di RSPP per la sua nuova azienda edile con l'aggiornamento delle 14 ore (rischio alto)? O deve fare il corso delle 48 ore?

Risposta

Nel caso in cui il corso in questione contenga un preciso modulo dedicato alla funzione del RSPP per datore di lavoro "autonominato" (art. 34 del D. Lgs. 81/08), effettuato nel rispetto dell'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, il soggetto può ritenersi idoneo a svolgere la funzione nello specifico comparto produttivo di riferimento (si faccia riferimento alla classificazione ATECO 2002 contenuta nella tabella allegata all'Accordo Stato-Regioni sopracitato). Per poter svolgere la funzione in un altro comparto produttivo (edile, ad esempio) dovrà provvedere ad acquisire tutti i crediti formativi specificamente previsti.

(Novembre 2014)

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Aggiornamento RSPP

Domanda

Un datore di lavoro con incarico RSPP che ha frequentato il corso ai sensi del DM 16-01-97 e deve aggiornare il corso entro l'11/01/2017, se frequenta l'intero monte ore del corso di aggiornamento prima della scadenza (quindi ad esempio nell'Ottobre 2014), quando scadrà il successivo termine per l'aggiornamento? Sarà nell'Ottobre del 2019 o si dovrà considerare il quinquennio dal 11-01-2017 in poi?

Risposta

L'aggiornamento periodico quinquennale della formazione prevista per la figura del RSPP autonominato deve essere concluso entro 5 anni dalla scadenza (per chi aveva frequentato i corsi ex DM 16/1/97 la prima scadenza è fissata a 5 anni dalla pubblicazione dell'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 e cioè il 11/1/2017). Le successive scadenze faranno riferimento sempre a questa data, senza mai accorciare il periodo (quindi quello successivo sarà il 11/1/2022 e così via...). Nell'Accordo stesso, però, si consiglia di distribuire nell'intero arco di tempo il debito formativo dell'aggiornamento, proprio per evitare che possa allungarsi a dismisura il tempo compreso tra un aggiornamento e l'altro.

(Ottobre 2014)

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Requisiti personale docente moduli pratici

Domanda

In relazione all'accordo stato regioni del 22/2/2012 sulle attrezzature da lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, si chiede un parere riguardo l'individuazione dei requisiti del personale docente nei moduli pratici, per la precisione una vs. Interpretazione della definizione di: "personale con esperienza professionale pratica, documentata, almeno triennale, nelle tecniche dell'utilizzazione delle attrezzature di che trattasi". A vostro giudizio, tale attività di formazione può essere svolta anche da personale docente con esperienza pluriennale documentata nell'effettuazione dei corsi di formazione per addetti all'utilizzo dei carrelli elevatori con conducente a bordo, i cui contenuti prevedevano una prova pratica, sul campo, in relazione all'attrezzatura utilizzata? Per tecnica (... Dell'utilizzazione...) si intende: insieme delle norme su cui è fondata la pratica di un'arte, di una professione o di una qualsiasi attività, non soltanto manuale ma anche strettamente intellettuale, in quanto vengono applicate e seguite. (Definizione enciclopedia italiana treccani). In caso positivo, quale dovrebbe essere la documentazione relativa al docente, che il datore di lavoro deve richiedere a quest'ultimo a riprova del possesso del requisito professionale?

Risposta

Ad oggi non sono stati ben chiariti i requisiti dei docenti per i corsi suddetti, in particolare per quelli che si occupano della parte pratica del corso. Si ritiene, anche in analogia con altre situazioni simili, che i soggetti formatori della parte pratica (che possono essere anche gli stessi della parte teorica, se in possesso dei relativi requisiti) debbano possedere capacità relative all'insegnamento e non solo essere "esperti" non meglio definiti nell'utilizzo di quella particolare attrezzatura. Conoscere un'attrezzatura, saperla utilizzare al meglio e in sicurezza non vuol dire automaticamente essere in grado di insegnare ad altri come utilizzarla nel migliore dei modi e nel rispetto delle norme; si richiede, quindi, che questa tipologia di formatori abbia anche un'esperienza documentabile di formazione sul tema di interesse.

(Ottobre 2014)

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Canaline e prolunghe elettriche 

Domanda

In qualità di ufficio tecnico sto predisponendo l'installazione di un impianto di videoproiezione nelle aule di un istituto scolastico. A pavimento nei pressi della cattedra docente, devo fissare una canalina per portare un cavo elettrico alla cattedra dove il docente collega il proprio tablet o notebook. L'addetto alla sicurezza mi suggerisce che esiste il pericolo di cadute accidentali per cui preferisce fare scendere a muro la canalina ed interromperla alle spalle del docente. Quando è necessario il collegamento, il cavo attraversa a mezza altezza dal muro alla cattedra per tutta la durata della lezione. Quale sarebbe la soluzione meno pericolosa? O perlomeno più rispettosa delle norme di sicurezza?

Risposta

Dalla lettura del quesito si deduce che il rischio di natura elettrica sia sotto controllo e che il problema riguardi quindi solamente il rischio meccanico, inteso come intralcio alla circolazione e al movimento delle persone intorno alla cattedra. Dal punto di vista normativo non esistono elementi ostativi all'adozione di qualunque delle soluzioni proposte, rimandando alla valutazione dei rischi la gestione della sicurezza anche con l'adozione di misure di natura procedurale. Tenendo conto che una canalina da pavimento deve per definizione permettere la calpestabilità unitamente alla protezione del cavo elettrico in essa contenuto, vale la pena ricordare che nella semplicità si trova sempre la migliore soluzione e che una prolunga di adeguata lunghezza, con o senza relativa ciabatta multipresa, non è vietata da nessuna norma e garantisce contestualmente la flessibilità necessaria a risolvere agevolmente il problema.

(Settembre 2014)

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Impianti produzione biogas e marcatura 2006/42/CE

Domanda

Gli impianti di processo, come quelli di produzione di biogas da biomasse o rifiuti, devono essere marcati secondo 2006/42/CE

Risposta

L'art. 2 della Direttiva Macchine dà la seguente definizione di macchina, comprendendo gli insiemi di macchine e quindi gli impianti

a) "macchina": - insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un'applicazione ben determinata,

...............

- insiemi di macchine, di cui al primo, al secondo e al terzo trattino, o di quasi-macchine, di cui alla lettera g), che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale,

...............

Il recepimento della Direttiva macchine 2006/42 nel quadro normativo italiano con il DPR 17/10 non cambia sostanzialmente la definizione che di seguito si riporta dall'art 2

a) "macchina" propriamente detta:

1) insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un'applicazione ben determinata;

...............

4) insiemi di macchine, di cui ai numeri 1), 2) e 3), o di quasi-macchine, di cui alla lettera g), che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale;

...............

Qualunque dispositivo quindi, semplice o complesso, che per caratteristiche costruttive e funzionali risponda alle definizioni sopra riportate deve essere marcato secondo la direttiva 2006/42.

Nel caso in esame è necessario considerare se nel processo intervengono macchine rispondenti alla definizione e collegate in modo da avere un funzionamento solidale, in particolare dal punto di vista della sicurezza dell'insieme, per decidere se l'impianto deve essere marcato CE nel suo insieme.

E' opportuno rammentare che la marcatura CE deve essere apposta anche per dimostrare il rispetto di tutte le direttive UE applicabili e non soltanto della Direttiva Macchine.

(Agosto 2014)

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Apparecchiatura laser

Domanda

Qualora in un'azienda sia presente un'apparecchiatura laser di classe 4, non utilizzata dai lavoratori ma esclusivamente da personale esterno, il datore di lavoro è comunque tenuto alla nomina di un addetto sicurezza laser o, a seconda del caso, di un tecnico sicurezza laser? 81/08?

Risposta

Se l'apparecchiatura è nella disponibilità del datore di lavoro nei locali dell'azienda dove sono presenti anche suoi lavoratori, anche se appalta il lavoro ad altro personale esterno, egli deve comunque valutare il rischio da radiazione ottica coerente con l'ausilio di personale qualificato. La figura del Tecnico Sicurezza Laser (Addetto Sicurezza Laser in campo sanitario) è contemplata dalla norma tecnica CEI EN 60825:2003 e relativi fascicoli CEI: guida per l'utilizzatore, ancora in vigore insieme alla più recente CEI EN 60825:2009 "Sicurezza degli apparecchi laser". Il D. Lgs. 81/08 all'art. 216 (Identificazione dell'esposizione e valutazione dei rischi), per quanto riguarda i laser, fa riferimento alle norme IEC; la CEI EN 60825 è corrispondente alla IEC di pari numero e costituisce la norma di riferimento che consente di valutare la pericolosità di una sorgente o di un apparato laser, fissando anche le principali misure di tutela. Per la valutazione del rischio si consiglia di consultare anche le "Indicazioni operative" del coordinamento tecnico delle regioni reperibili al Portale Agenti Fisici e le "Indicazioni operative per la valutazione e gestione del rischio da ROA" degli SPSAL di Area Vasta della Regione Emilia Romagna pubblicate in dBA Incontri 2011.

(Agosto 2014)

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Coadiuvanti agricoli e DUVRI

Domanda

Una impresa agricola individuale (Atecori 47.29.1 + 01.41) con personale inquadrato come coadiuvante agricolo e tutti parenti (fratelli, cugini, ecc) è tenuta alla valutazione dei rischi e redazione dello specifico documento? Che differenze rispetto ad una società normale tipo SRL o SPA?

Risposta

Un'impresa agricola con solo collaboratori familiari può essere considerata impresa familiare ai sensi dell'art. 230 bis del Codice Civile. Rispetto alle altre imprese caratterizzate da forme societarie diverse e con altre tipologie di lavoratori (o assimilati) dovrà "limitarsi" ad applicare quanto previsto dall'art. 21 del D. Lgs. 81/08 (utilizzo di attrezzature a norma, utilizzo di DPI a norma, adozione del tesserino di riconoscimento in caso di lavori in appalto o subappalto).

(Luglio 2014)

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Corsi online in materia di sicurezza

Domanda

I corsi online in materia di sicurezza per rspp sono validi/riconosciuti? Se si può indicarmene uno?

Risposta

Per quanto riguarda la formazione dei datori di lavoro che si autonominano RSPP (ai sensi dell'art. 34 del D. Lgs. 81/08) la questione è regolata principalmente dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011; si ammette la formazione in e-learning (non un semplice corso on line ma un'attività formativa che rispetti i principi elencati nell'allegato 1 dello stesso Accordo) limitatamente al modulo 1 (Normativo) e 2 (Gestionale).

I requisiti degli RSPP comunemente intesi (non datori di lavoro) sono indicati all'art. 32 dello stesso decreto e meglio definiti nello specifico Accordo Stato-Regioni del 26/1/2006; in questo caso nessuna menzione viene fatta all'e-learning risultandone un obbligo alla formazione in presenza in aula.

Su questi temi esistono varie proposte, anche da parte del gruppo nazionale FORMAZIONE del coordinamento delle Regioni, che vanno nella direzione dell'allargamento nell'uso dell'e-learning ma che ad oggi non sono state formalmente licenziate e approvate.

(Luglio 2014)

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Requisiti per utilizzo PLE

Domanda

Quale attestazione obbligatoria è prevista dalla normativa vigente per chiunque, addetto, debba lavorare (a prescindere dalla conduzione) sulle PLE? Oltre all'attestato del corso previsto dall'accordo stato regioni del 22/02/2012 (purché svolto rispettando pienamente i requisiti minimi di formazione previsti) è necessaria eventualmente anche altra attestazione obbligatoria? Ad esempio l'attestato del corso previsto per chi, lavorando in quota, rientri nella casistica per la quale la normativa stabilisce l'utilizzo delle imbracature di sicurezza?

Risposta

Il corso previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 22/2/2012 porta all'abilitazione all'uso della PLE (e quindi è dovuto per il lavoratore "conduttore" della PLE stessa, non per l'eventuale lavoratore semplicemente trasportato).

Entrambe queste tipologie di lavoratori dovranno effettuare anche un corso di formazione e addestramento per l'uso delle cinture, ai sensi dell'art. 77, commi 4 e 5, del D. Lgs. 81/08.

(Luglio 2014)

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Impresa famigliare e addetti primo soccorso

Domanda

Un'impresa individuale con solo un collaboratore familiare, soggetta a CPI, deve designare e formare oltre gli addetti all'antincendio anche gli addetti al primo soccorso?

Risposta

In un caso come quello prospettato nel quesito ci troviamo di fronte ad un'impresa familiare (ai sensi dell'art. 230 bis del Codice Civile).

Un'impresa del genere è tenuta ad applicare "solo" l'art. 21 del D. Lgs. 81/08 che non prevede la nomina di addetti all'antincendio e al primo soccorso.

(Luglio 2014)

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Sostituzione antenna televisiva è cantiere edile?

Domanda

Sostituire un'antenna televisiva posta su un tetto a più di 2 metri di altezza è un cantiere edile ai sensi del D.Lgs 81/08?

Risposta

No, in quanto l'attività non comporta interventi su opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali.. come indicato nell'allegato X del D. Lgs.81/08. Dal punto di vista pratico ciò comporta la non applicabilità del Capo I del Titolo IV del suddetto decreto ma l'applicazione invece del Capo II, relativo ai lavori in quota, e delle restanti parti del decreto volte alla messa in atto di misure per la riduzione/abolizione del rischio (quello infortunistico da caduta dall'alto in particolare).

(Luglio 2014)

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Corsi per preposto e RLS

Domanda

Un addetto che è sia RLS che preposto deve frequentare entrambi i corsi oppure facendo il corso RLS è coperto anche per tutto o parte del corso preposto?

Risposta

Anche se il principio secondo cui occorra evitare inutili ripetizioni e sovrapposizioni di argomenti già trattati nell'assolvimento di altri obblighi formativi è stato richiamato più volte (l'ultima occasione è stata il cosiddetto "decreto del fare" e cioè la L. 98/13), in assenza della prevista decisione della Conferenza Stato-Regioni che avrebbe dovuto regolamentarlo, di fatto ad oggi tale principio è inapplicabile (si veda il comma 14 bis dell'art. 37 del D. Lgs. 81/08). Rimangono quindi validi gli obblighi citati da questo decreto relativamente alla formazione per i lavoratori a cui va aggiunto il modulo specifico per il preposto; nel caso specifico il corso per svolgere la funzione da RLS va sommato ai precedenti.

(Luglio 2014)

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Progetto impianto elettrico

Domanda

Una ditta appaltatrice ha contestato ad un elettricista la mancanza di un progetto, redatto da un professionista iscritto negli appositi albi ai sensi del dm 37/2008, per l'installazione di impianto elettrico automazione degassatore ed essiccatoio pot contratt. Non superiore a 6 Kw e pot. Nominale 400v. L'elettricista ritiene sufficiente il progetto di schema dell'impianto e l'elenco dei materiali sottoscritto dal responsabile tecnico dell'impresa (lui stesso) con descrizione schematica dei lavori eseguiti (quadro resina, tubazioni, cavi, passerelle, morsettiere) e dei materiali utilizzati. Il tutto opportunamente riportati nella di.co. L'elettricista sostiene che quanto installato sia da considerarsi come impianto bordo macchina.

Risposta

I casi in cui è obbligatorio il progetto dell'impianto elettrico è riportato all'art. 5 del DM 37/2008.

Nel caso di edifici produttivi, che dal punto di vista elettrico sono ambienti ordinari (ovvero non vi sono locali con pericolo di esplosione, maggior rischio di incendio,) come sembra si trattarsi nel caso in esame, qualora siano contemporaneamente vere le tre condizioni:
a) potenza impegnata < 6 Kw
b) superficie dell'edificio < 200 mq
c) tensione di alimentazione in c.a. < 1000 V
non c'è obbligo del progetto ed ha ragione l'elettricista.

Per quanto riguarda l'affermazione, incongruente, dell'elettricista laddove dice che si tratta di impianto elettrico bordo macchina si precisa quanto segue:
l'impianto elettrico di alimentazione inizia dai morsetti di uscita del quadro di fornitura del gestore dell'energia elettrica e finisce (per semplificazione) ai morsetti di ingresso alla macchina; da questo punto in poi i circuiti elettrici sono "bordo macchina".
Dal punto di vista normativo e certificativo gli impianti elettrici di alimentazione sono regolati dal DM 37/2008, dal punto di vista tecnico dalle CEI-EN 64-8. Quindi vale quanto già considerato sopra.
Gli impianti elettrici bordo macchina non sono assoggettati al DM 37/2008, bensì alla direttiva bassa tensione e alla direttiva macchine; ovvero il costruttore della macchina appone la marcatura CE e redige la dichiarazione CE di conformità della macchina, assumendosi con questo la responsabilità di aver realizzato a regola d'arte anche l'impianto elettrico della stessa.
Dal punto di vista tecnico gli impianti elettrici bordo macchina sono normati dalla UNI-EN 60204-1.

(Giugno 2014)

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Formazione autisti addetti al trasporto animali vivi

Domanda

Gli autisti che effettuano il trasporto di animali vivi, come previsto dalla normativa per la protezione degli animali durante il trasporto, hanno ricevuto la formazione obbligatoria per gli addetti al trasporto (art. 6, prf. 5 del regolamento n.1/2005). Il regolamento prevede una formazione obbligatoria dei conducenti e dei guardiani dei veicoli stradali e del personale dei trasportatori e dei centri di raccolta che accudiscono gli animali; in particolare prevede per i conducenti ed i guardiani di veicoli stradali che trasportano equidi domestici o animali domestici delle specie bovina, ovina, caprina, suina o pollame il possesso di un certificato di idoneità ai sensi dell'art.17, prf. 2 del regolamento n. 1/2005, conforme al modello armonizzato riportato nell'allegato iii, capo iii). Tale formazione è dedicata in prevalenza alla tutela degli animali, ma in parte alla istruzione dei conducenti circa i rischi della mansione e le necessarie misure di prevenzione e protezione. L'accordo stato-regioni sulla formazione prevede che il settore del trasporto di merci su strada (codice atecori 2007 : 49,41,00) rientri nel rischio medio, prevedendo pertanto per i lavoratori con mansione di autisti oltre alla formazione generale della durata di 4 ore una formazione specifica della durata di 8 ore. Poiché la formazione ai sensi del regolamento n. 1/2005 è effettuata dai servizi veterinari delle asl sul territorio è possibile sapere se una parte della formazione ricevuta copre quella introdotta dall'accordo e se sì tale parte può essere quella a carattere generale (pertanto le prime quattro ore)?

Risposta

Anche se il principio secondo cui occorra evitare inutili ripetizioni e sovrapposizioni di argomenti già trattati nell'assolvimento di altri obblighi formativi è stato richiamato più volte (l'ultima occasione è stata il cosiddetto "decreto del fare" e cioè la L. 98/13), in assenza della prevista decisione della Conferenza Stato-Regioni che avrebbe dovuto regolamentarlo, di fatto ad oggi tale principio è inapplicabile (si veda il comma 5 bis dell'art. 32 del D. Lgs. 81/08). Rimangono quindi validi gli obblighi citati da questo decreto e meglio definiti dagli specifici accordi citati nella domanda: formazione generale di 4 ore (credito formativo permanente) + formazione specifica di 8 ore oltre all'aggiornamento periodico.

(Giugno 2014)

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Formazione dipendenti e cambio posto lavoro

Domanda

Se un lavoratore cambia posto di lavoro, e nell'azienda di provenienza era in regola con la formazione generale in quanto in passato ha sempre frequentato corsi annuali (e quindi era esente dal frequentare le 4 ore di formazione generale), come fa a dimostrare al nuovo datore di lavoro che è in regola con la formazione generale e che non la deve ripetere?

Risposta

Nel caso in cui un lavoratore abbia effettuato la formazione secondo le indicazioni dell'Accordo Stato-Regioni e passi ad un'altra azienda conserva i requisiti della formazione generale (crediti permanenti) ma anche quelli specifici se la nuova azienda appartiene allo stesso settore produttivo di quella precedente. Invece può essere considerata valida, dando quindi diritto all'esenzione dell'obbligo, la formazione svolta precedentemente solo se effettuata nel rispetto delle previsioni normative e le indicazioni contenute nei contratti collettivi di lavoro, sia per la parte generale che specifica (sempre se la nuova azienda appartiene allo stesso settore); questi requisiti devono essere provati ed attestati dal datore di lavoro precedente attraverso dimostrazione dell'avventa formazione con specificazione dei contenuti, durata, effettiva frequenza del lavoratore, superamento di eventuali prove di verifica di apprendimento. Rimane in vigore in ogni caso l'obbligo dell'aggiornamento periodico.

(Giugno 2014)

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Formazione lavoratori stagionali agricoli

Domanda

In riferimento al D. Interministeriale del 27 marzo 2013 relativo alla semplificazione in materia di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori stagionali del settore agricolo, la sorveglianza sanitaria preventiva per i lavoratori stagionali nel settore dell'agricoltura nelle piccole e medie imprese è fissata con periodicità biennale, purché svolgano solo lavorazioni generiche e semplici non richiedenti specifici requisiti professionali. Che cosa si intende lavorazione generica e semplice non richiedente specifico requisito professionale? Esempio, anche un lavoratore stagionale, addetto alla potatura per es. Di piante (vite) deve avere un requisito specifico di professionalità per sapere il punto esatto dove deve recidere la parte eccedente di ramo.

Risposta

In realtà il decreto afferma che in presenza di rischi specifici (cioè i rischi professionali) si attiva la sorveglianza sanitaria tradizionalmente intesa, basata sull'esito della valutazione dei rischi. Il riferimento al controllo sanitario per i lavoratori stagionali non esposti a rischio specifico è incomprensibile e comunque non dovuto dalla legge. Quindi lavoratori stagionali, addetti ad attività per le quali la sorveglianza sanitaria è dovuta (per la tipologia di rischio connessa), per una durata nella stessa azienda non superiore a 50 giorni/anno, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria da parte di un medico competente; l'idoneità che ne consegue è da ritenersi valida per tutte le mansioni che svolgerà all'interno di quella azienda.

(Giugno 2014)

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Cadenza idoneità sanitaria

Domanda

Il medico competente di un'impresa edile ha rilasciato idoneità sanitarie con validità 2 anni. Visto che la periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l'anno, tale periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio? Devo chiedere al medico quali valutazioni ha fatto, oppure è sufficiente quanto riportato nell'idoneità sanitaria?

Risposta

L'art. 41 del D. Lgs. 81/08 prevede effettivamente una periodicità della sorveglianza sanitaria di norma annuale (se non diversamente specificato). Il medico competente può stabilire scadenze diverse sulla base della valutazione dei rischi effettuata e dell'esito dei precedenti controlli. Il programma di accertamenti che intende effettuare, gli esiti degli accertamenti eseguiti nel tempo, gli effetti delle misure di prevenzione e protezione messe in atto, così come le modifiche alla periodicità degli accertamenti devono essere esplicitati e chiaramente definiti attraverso gli strumenti previsti: verbale della riunione periodica, integrazioni alla valutazione dei rischi, relazione contenente i risultati anonimi e collettivi.

(Maggio 2014)

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Aggiornamento RSPP ante 31/12/1996

Domanda

L'RSPP di una azienda autonominato prima del 31/12/1996 ha partecipato a un corso della durata di 32 ore. Successivamente lo stesso RSPP ha chiuso e riaperto una nuova azienda (stessa attività). Per quanto riguarda la formazione doveva fare l'aggiornamento entro l'11/01/2014? O deve farlo entro l'11/01/2017? O come nuova attività doveva fare il corso RSPP delle 48 ore entro i 90 giorni?

Risposta

In fase di prima applicazione del D. Lgs. 626/94 per i datori di lavoro che intendevano svolgere il compito di RSPP (nominati prima del 31/12/1996) era previsto l'esonero da qualunque corso di formazione specifico. Per i soggetti con queste caratteristiche l'aggiornamento previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 andava concluso entro due anni dall'entrata in vigore (quindi entro il 11/1/2014). Nel caso specifico sembra che il RSPP non abbia fatto ricorso all'esenzione ma abbia comunque frequentato un corso di formazione nel rispetto delle regole precedenti all'Accordo; in queste condizioni l'aggiornamento quinquennale deve essere completato entro 5 anni dall'entrata in vigore dell'Accordo stesso (entro il 11/1/2017). Riteniamo, infine, che anche in assenza di continuità tra le due aziende che si sono susseguite, trattandosi di stessa attività, sia ammissibile mantenere lo stesso ruolo, richiamando la precedente nomina e ritenendo validi i requisiti formativi acquisiti.

(Maggio 2014)

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RLS e RSU

Domanda

In un'azienda con oltre 200 dipendenti, in cui sono presenti 5 RSU, è obbligatorio che gli RLS siano tutti facenti parte anche dell'RSU ? Se ciò non è possibile perché alcuni RSU non vogliono essere anche RLS o viceversa, quali sono le conseguenze? E' ammissibile che l'RLS non sia RSU?

Risposta

Il comma 4 dell'art. 47 del D. Lgs. 81/08 è molto chiaro al riguardo: nelle aziende con più di 15 lavoratori gli RLS sono eletti/designati tra le rappresentanze sindacali in azienda. Solo in loro assenza gli RLS possono essere individuati tra i lavoratori dell'azienda stessa; in mancanza anche di questi, infine, si fa ricorso al Rappresentante territoriale o di sito produttivo (art. 48 e 49).

(Maggio 2014)

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Rischio panificatori

Domanda

L'RSPP di un panificio con codice ATECO 10.71.11, deve effettuare il corso per responsabile del servizio di prevenzione e protezione della durata di 48 ore livello di rischio alto?

Risposta

La produzione di pane e affini, con eventuale vendita, rientra nelle industrie alimentali con classificazione ATECO (2007) 10.71.10. Ai fini dell'inquadramento del livello di rischio per la formazione del RSPP questa attività rientra effettivamente tra quelle considerati a rischio alto che presuppongono un corso di formazione di 48 ore in caso di datore di lavoro autonominato ai sensi dell'art. 34 del D. Lgs. 81/08.

(Maggio 2014)

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Corso sicurezza e modulo formativo giuridico per RSPP

Domanda

Un lavoratore che ha svolto il corso sicurezza, articolato in formazione generale e formazione specifica a basso rischio ora datore di lavoro di un'azienda sempre a basso rischio, può essere esonerato dal frequentare il modulo normativo-giuridico previsto per il responsabile del servizio di prevenzione e protezione?

Risposta

Pur in presenza di indicazioni che invitano a non duplicare attività formative per le varie figure presenti all'interno del D. Lgs. 81/08 (in particolare si veda il cosiddetto "decreto del fare" e cioè la L. 98/2013) siamo in questo caso di fronte a figure molto diverse, con ruoli e responsabilità diverse, e per le quali l'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 prevede per il modulo generale (come lavoratore) o per il modulo normativo-giuridico (come RSPP) contenuti diversi. Riteniamo quindi utile/obbligatorio effettuare la formazione prevista per il RSPP autonominato, includendo anche il primo modulo.

(Maggio 2014)

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Attività di pronto intervento e formazione

Domanda

Un tecnico, incaricato da un'azienda multiutility nei servizi ambientali, idrici ed energetici, svolge l'attività di coordinatore per la sicurezza nei cantieri di pronto intervento e, ove necessario in caso di lavorazioni in spazi confinati, di responsabile del datore di lavoro committente. Chiede: l'art.3 del dpr 14/9/2011 n. 177 impone la puntuale e dettagliata informazione a tutti gli operatori coinvolti sulle caratteristiche dei luoghi in cui sono chiamati ad operare, su tutti i rischi esistenti negli ambienti e sulle misure di prevenzione e emergenza adottate. Questa attività di formazione deve essere realizzata in un tempo comunque non inferiore ad un giorno prima dell'intervento. Nelle attività di pronto intervento gli operatori devono intervenire entro tempi brevi e certamente non è possibile attendere il giorno imposto dal citato art.3. Esempio: per interrompere il flusso di acqua/gas/altro elemento in una condotta danneggiata con copiose perdite nell'ambiente è necessario agire su una valvola posizionata all'interno di una cameretta interrata (spazio confinato). L'intervento, per evitare ulteriori gravi danni conseguenti alla rottura, è da eseguire immediatamente senza poter attendere il giorno imposto dalla normativa intercorrente dal momento della formazione al momento dell'accesso alla cameretta per la chiusura della valvola. Si pensi ai gravi rischi anche mortali connessi alla fuga gas all'interno di un palazzo, o alla mancanza di acqua per più di 24 ore in un ospedale o addirittura in un intero paese con centinaia di persone coinvolte. Faccio presente che le ditte e gli operatori generalmente, anche se in appalto, sono sempre gli stessi durante tutto l'arco dell'anno o più di durata contrattuale, e quindi già formati ed informati sulle specifiche procedure operative già adottate in casi analoghi. L'unica attività restante risulta essere quella di verifica ed eventualmente correzione e/o integrazione di quanto riportato sulla procedura standard per renderla coerente allo stato dei luoghi, alle effettive condizioni dell'area operativa e in definitiva al ripristino delle condizioni di sicurezza necessarie per il prosieguo delle operazioni. E' accettabile dal punto di vista normativo, considerata la contingente situazione di emergenza da risolvere, escludere dalla procedura operativa il giorno di sospensione delle attività sopra indicato?

Risposta

Si ritiene che la fase di informazione dettagliata prevista dall'art. 3 del DPR 177/11 nei casi citati nella domanda possa essere effettuata anche precedentemente (prima di un giorno) rispetto all'intervento stesso se persistono le seguenti garanzie:

a) imprese e lavoratori che una volta individuati attraverso contratti di appalto, adeguatamente informati e formati, rimangano sempre gli stessi a svolgere le stesse mansioni,

b) che l'intervento puntuale, anche se urgente, sia preceduto da una piccola fase di descrizione dell'intervento stesso, delle sue particolarità e delle misure da mettere in atto,

c) che ogni intervento sia sottoposto a controllo e verifica al fine di individuare eventuali errori procedurali o deficit organizzativi e strumentali che saranno argomento di aggiornamento della informazione/formazione successiva.

(Aprile 2014)

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Aggiornamento addetto Primo Soccorso

Domanda

Un addetto al primo soccorso gruppo A (prima formazione nel 1999) che non ha effettuato il corso di aggiornamento triennale, come previsto dal dm 388/2003, cosa deve fare per poter svolgere ancora il ruolo di addetto al primo soccorso aziendale? Deve iscriversi e partecipare al corso della durata di 16 ore come nuova nomina o al corso di aggiornamento della durata di 6 ore?

Risposta

I corsi di primo soccorso ultimati prima dell'entrata in vigore del DM 388/03 sono da ritenersi validi (art. 3, comma 5 dello stesso DM). La non ripetizione dell'aggiornamento periodico non fa venire meno completamente la validità dei requisiti formativi di partenza. Si ritiene, quindi, che l'effettuazione del previsto aggiornamento periodico rimetta il soggetto incaricato nelle condizioni di svolgere pienamente il ruolo assegnato (nel frattempo non può svolgerlo). Rimane valido il principio secondo cui la formazione deve essere effettuata comunque sulla base delle effettive conoscenze e capacità di intervento da parte dei soggetti individuati; se questi elementi risultassero deficitari ad un'analisi approfondita da parte del datore di lavoro, con l'ausilio del medico competente, si rende necessaria una formazione ex novo che rispetti tutti gli attuali requisiti previsti.

(Aprile 2014)

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SNC socio non lavoratore e art. 21 D.Lgs. 81/08

Domanda

Ai fini di valutare l'applicabilità del d. Lgs. 81/08 ad una snc, mi viene dichiarato che solo uno dei due soci è lavoratore, mentre il secondo dichiara di esserlo solo di capitale (versamento del capitale all'atto della costituzione). Per poter equiparare il socio lavoratore ad un lavoratore autonomo ai fini della verifica del possesso dei requisiti tecnico professionale, nonché dell'applicabilità o meno dell'art. 21 D.Lgs. 81/08, è sufficiente un'autocertificazione/dichiarazione del socio non lavoratore, peraltro legale rappresentante, o queste caratteristiche devono essere riportate su documenti ufficiali acquisibili (es. Certificato d'iscrizione alla Camera di Commercio)?

Risposta

In un'azienda con queste caratteristiche riteniamo che l'unico socio lavoratore (se l'altro non possiede nessuna delle caratteristiche elencate al comma 2, comma 1, lettera b), in particolare nessun potere decisionale e di spesa tipico della figura del datore di lavoro) possa considerarsi semplicemente lavoratore autonomo e applicare "solo" l'art. 21 del D. Lgs. 81/08. In corso di controllo da parte dell'Organo di Vigilanza, se ritenuto necessario. potranno essere acquisite ulteriori informazioni a giustificazione della presenza di un solo socio lavoratore, compresa l'iscrizione alla CCIAA.

(Aprile 2014)

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Formazione RSPP-DL per datore di lavoro

Domanda

Un datore di lavoro ha frequentato i moduli A e B (60 ore - Settore edile) ai sensi dell'accordo 14-02-2006 e d.lgs. 81/08. Se volesse svolgere direttamente l'incarico di RSPP-DL, deve integrare la formazione di cui è attualmente in possesso con quanto previsto dall'accordo Stato Regioni del 11-01-2012 o può direttamente passare agli aggiornamenti previsti (14 ore) entro 11-01-2017?

Risposta

I moduli A e B per il settore edile prevedono 88 ore di formazione (28 per il modulo A + 60 per il modulo B); la formazione completa per poter svolgere il compito di RSPP ex art. 32 del D. Lgs. prevede un ulteriore modulo (C) della durata di 24 ore. Queste premesse ci permettono di affermare che lei non ha acquisito i crediti per svolgere la funzione come RSPP esterno. Nel caso in cui voglia, in qualità di datore di lavoro, autonominarsi RSPP della propria azienda (ai sensi dell'art. 34 dello stesso decreto) può far valere la formazione già svolta, semplicemente per le parti in comune con i nuovi obblighi, al fine di evitare eventuali sovrapposizioni e integrando eventuali deficienze rilevate. A questo dovrà poi aggiungere l'aggiornamento periodico (14 ore entro il 11/1/2017).

(Aprile 2014)

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Accordo Stato Regioni Attrezzature - norma transitoria formazione

Domanda

L'accordo stato regioni sulle attrezzature prevede una norma transitoria di cui al punto 12, che va indicare che i "lavoratori che alla data di entrata in vigore del presente accordo sono incaricati dell'uso delle attrezzature di cui al presente accordo, devono effettuare i corsi di che trattasi entro 24 mesi dall'entrata in vigore del presente accordo". Se il lavoratore viene incaricato in data odierna dall'azienda b, la formazione pregressa e l'esperienza lavorativa maturata presso la precedente azienda a, gli permette di usufruire della norma transitoria o deve integrare la formazione nell'immediato?

Risposta

La norma transitoria, riferita alla formazione pregressa, e indicata al punto 12 dell'Accordo, in costanza di utilizzo della stessa attrezzatura si applica anche in aziende successive alla prima (quella dove stava utilizzando la specifica attrezzatura al momento dell'entrata in vigore dell'Accordo). Quindi il lavoratore, anche se viene assunto da un'altra azienda, potrà usufruire di questo regime transitorio ed effettuare i corsi entro il 12 marzo 2015.

(Aprile 2014)

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Corso CQC

Domanda

La formazione effettuata nel corso C.Q.C. (Formazione per gli autisti di mezzi che trasportano persone) può essere considerata sostitutiva della formazione specifica prevista dall'accordo Stato Regioni del 21/12/2011?

Risposta

La formazione C.Q.C. non è una formazione specificamente dedicata agli aspetti relativi alla sicurezza sul lavoro e a quanto previsto dal D. Lgs. 81/08. Nel caso in cui all'interno di questo corso, però, vengano trattati argomenti specifici che si sovrappongono a quelli previsti dal modulo di formazione generale o da quello specifico dell'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 (per la figura del lavoratore) si può tenerne conto in fase di erogazione di questi ultimi riducendone la durata ed evitando inutili ripetizioni.

(Aprile 2014)

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Decreto 6/3/2013 formatore salute sicurezza

Domanda

In riferimento al Decreto del 06/03/13 Ministero del Lavoro e Politiche Sociali "Criteri di qualificazione della figura di formatore salute e sicurezza", si richiede se la qualificazione di formatore può essere acquisita in modo permanente già alla data di pubblicazione del Decreto sulla Gazzetta Ufficiale, se il formatore è in possesso a tale data del prerequisito e uno dei criteri?

Risposta

I requisiti per il formatore sui temi della salute e sicurezza sul lavoro devono essere posseduti alla data di entrata in vigore del decreto citato (18/3/2014), non essendoci vincoli particolari fino a quella data. Il credito acquisito è permanente, fatti salvi gli aggiornamenti triennali a partire sempre dalla data suddetta.

(Aprile 2014)

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Equivalenza formazione accordo Stato-Regioni

Domanda

In merito alla formazione dei lavoratori accordo Stato Regioni e più precisamente alle linee guida applicative, nel paragrafo relativo alla "Disciplina transitoria e riconoscimento della formazione pregressa" si parla di equivalenza della formazione effettuata (aventi certe caratteristiche) con quella di "nuova" concezione. si chiede: una o più aziende che avessero programmato (citandolo anche nella riunione periodica) e organizzato degli eventi formativi interni di 4 ore tutti gli anni a dicembre per tutti i lavoratori (quindi anche nel 2011) per i quali esistono verbali dei contenuti, firme dei lavoratori, test di verifica finali e attestati di frequenza, cosa devono produrre per dare appunto equivalenza delle 16 ore (nel caso di rischio alto) previste dall'accordo? Basta quanto citato sopra?

Risposta

Per quanto riguarda le disposizioni transitorie e il riconoscimento della formazione pregressa dei lavoratori ex art. 37 del D. Lgs. 81/08 possono fondamentalmente verificarsi due condizioni particolari: 1) corso di formazione già approvati (documentalmente e formalmente alla data di entrata in vigore dell'Accordo Stato-Regioni: 11 gennaio 2012) e conclusi entro un anno dalla stessa data 2) corsi frequentati in precedenza all'entrata in vigore per i quali il datore di lavoro possa dimostrare che si siano svolti nel rispetto delle previsioni normative e secondo le indicazioni contenute nei contratti di lavoro. In entrambi questi casi l'obbligo formativo può essere considerato assolto, fatto salvo quello relativo all'aggiornamento, da completare entro il 11 gennaio 2013 se la formazione pregressa risale a 5 anni prima rispetto all'entrata in vigore, oppure dopo 5 anni dal completamento della formazione pregressa. Le modalità con cui il datore di lavoro può dimostrare l'ottemperanza dell'obbligo sono quelle citate nell'accordo e nelle relative linee guida: richieste di finanziamento per corsi, programmi dettagliati, firme di presenza, eventuali registrazione dei verifiche finali, verbali delle riunioni delle riunioni periodiche...

(Aprile 2014)

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Formazione RSPP laureato in chimica

Domanda

Un laureato in chimica col vecchio ordinamento (classe LM54), mai nominato RSPP, quali moduli deve svolgere per ricoprire tale incarico? Basta solo il C visto il titolo di studio o servono anche A e B perché non fa parte delle lauree richiamate dal D.Lgs. 81/08?

Risposta

Il comma 5 dell'art. 32 del D. Lgs. 81/08 elenca i titoli di studio che permettono l'esonero dalla frequenza dei moduli A e B della formazione prevista per svolgere i compiti di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Si tratta per lo più di lauree ingegneristiche (triennali o quinquennali) a cui si somma anche la laurea breve in Tecnico della Prevenzione. Non sembra esserci neanche una corrispondenza tra la sua laurea e quelle previste per l'esonero, come indicato sempre dallo stesso comma. Per cui, per poter svolgere il ruolo lei dovrà acquisire i crediti relativi ai 3 moduli (quelli relativi al modulo A e al modulo C sono permanenti).

(Aprile 2014)

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Lavori usuranti e lavori ad alta temperatura

Domanda

In relazione alla normativa sulle lavorazioni usuranti di cui al D.Lgs. 67/2011 e dm 19/05/1999, chiedo chiarimenti circa la voce riguardante i "lavori ad alte temperature". Quali sono i criteri oggettivi e misurabili (di temperatura e/o di tempo di esposizione alle alte temperature), se definiti, a partire dai quali si può affermare che vi siano lavoratori effettivamente esposti ad "alte temperature"? In mancanza di criteri oggettivi, si può pensare che un qualsiasi lavoro che preveda temperature oltre i 37-40°c possa rientrare fra i lavori usuranti?

Risposta

L'art. 2 del DM 19 maggio 1999 elenca alcune mansioni ritenute particolarmente usuranti, tra cui quelle che espongono ad alte temperature. Per rendere maggiormente comprensibile la definizione tale norma cita alcuni esempi di attività comportanti questo rischio (quando non sono adottabili misure di prevenzione): fonderie di seconda fusione, industria dei refrattari, addetti ad operazioni di colata manuale... Dagli esempi citati sembra di rilevare che secondo questa definizione debbano intendersi esposti solo soggetti addetti a condizioni particolarmente disagiate, come i fonditori, e non una semplice condizione di sovraffaticamento da lavoro.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi all'INPS, struttura presso cui occorre presentare l'istanza per godere dei benefici pensionistici legati alla definizione dei lavori usuranti.

(Aprile 2014)

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Formazione preposti e dirigenti impresa affidataria

Domanda

Il punto 3-ter dell'art.97 D.Lgs. 81/08 prevede che i preposti e i dirigenti dell'impresa affidataria siano in possesso di adeguata formazione. Tale adeguata formazione è da intendersi aggiuntiva a quella prevista all'art 37 e dall'accordo CSR del 21/12/2011?

Risposta

Formalmente l'accordo Stato-Regioni distingue la formazione relativa agli obblighi connessi all'art. 37 (o comunque al titolo I) da quelli presenti nei titoli successivi riferiti ad argomenti specifici. Nel caso citato, però, vista la genericità dell'incarico affidato ai preposti e dirigenti dell'impresa affidataria possiamo ritenere che la formazione a cui l'Accordo si riferisce riassuma anche quella citata nell'art. 97. Si ricorda che per il preposto il modulo specifico è aggiuntivo rispetto a quanto previsto per il ruolo di lavoratore.

(Aprile 2014)

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Immatricolazione carrelli elevatori circolanti su strada

Domanda

La domanda riguarda l'immatricolazione dei carrelli elevatori che circolano su strada per brevi e saltuari spostamenti a vuoto o a carico. A seguito della pubblicazione del d.l. 145 del 23-12-2013 pare di capire che decadono entrambe le circolari emesse nel corso dell'anno 2013 (Circolare del Ministero dei Trasporti 14906 del 10 Giugno 2013 e Circolare 26363 del 25 Ottobre 2013) e pertanto decade l'obbligo di immatricolazione per i carrelli elevatori che circolano su strada per brevi e saltuari spostamenti a vuoto o a carico.

  1. Chiedo se l'interpretazione è corretta?
  2. Se non è obbligatoria l'immatricolazione i carrelli che circolano su strada per brevi e saltuari spostamenti a vuoto o a carico devono essere muniti di permesso di circolazione saltuaria e limitata rilasciato dagli uffici provinciali della motorizzazione così come disposto dal d.m. 28-12-1989?

Risposta

Il Decreto Dirigenziale 14/01/2014 n. 752 prevede, facendo riferimento agli strumenti normativi citati nel quesito, che i carrelli non immatricolati e sprovvisti di carta di circolazione possono effettuare brevi e saltuari spostamenti su strada a vuoto o a carico purché rispettino le condizioni previste:

  • scheda tecnica rilasciata dal costruttore riportante i dati tecnici del carrello
  • dispositivi di segnalazione visiva e acustica
  • pannelli riflettenti a strisce bianche e rosse per segnalare gli elementi a sbalzo e i carichi sporgenti ammessi
  • idoneo sistema di frenatura
  • tergicristallo se dotati di parabrezza e specchietto retrovisore sinistro
  • attestazione del costruttore in merito al rispetto dei RES delle direttive UE di prodotto
  • accompagnamento da personale a terra in caso di carichi ingombranti
  • velocità max 10 km/h
  • autorizzazione, valida un anno (prorogabile) dell'ufficio della motorizzazione civile competente, al quale deve essere inoltrata la domanda, su modulistica conforme, previo benestare del proprietario della strada.

Non è quindi prevista l'immatricolazione dei carrelli per gli usi a cui il quesito fa riferimento.

(Marzo 2014)

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Formazione generale propedeutica formazione specifica

Domanda

La formazione generale dei lavoratori, prevista dall'accordo del 21/12/2011, è propedeutica alla formazione specifica?

Risposta

Non sembra di rilevare all'interno dell'Accordo citato, né delle linee guida successive, una indicazione precisa e cogente in questo senso. E' però di tutta evidenza, vista l'organizzazione e i contenuti delle due parti della formazione prevista, che la formazione generale (i cui crediti sono da considerare permanenti) debba essere svolta prima di quella specifica.

(Marzo 2014)

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Datore di lavoro RSPP e incarico di addetto all'emergenza antincendio e primo soccorso

Domanda

Si pone quesito in merito ad un punto poco chiaro del d.lgs. 81/08 (art.34 comma 1-bis). Un datore di lavoro che si è auto nominato RSPP in aziende con più di 5 lavoratori, può svolgere anche l'incarico di addetto all'emergenza antincendio e primo soccorso?

Risposta

Sì, può svolgere anche gli altri incarichi citati nella domanda a condizione che acquisisca la specifica formazione richiesta, da considerare aggiuntiva rispetto a quella necessaria per svolgere il ruolo di RSPP. In particolare dovrà tener conto degli art. 45 (primo soccorso) e 46 (antincendio).

(Marzo 2014)

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Apprendista e formazione in azienda

Domanda

Un apprendista ha fatto il corso di 40 ore presso la Scuola Edile di Modena ed ha ricevuto l'attestato come operatore edile. Attualmente il ragazzo è impiegato in azienda come apprendista carrozziere. Quindi la formazione iniziale attiene al settore edile, quella in azienda, invece, ai compiti di carrozziere. Nel registro va annotata la formazione da carrozziere anche se non c'entra con la mansione di operatore edile per il quale ha fatto il corso. L'azienda deve fargli fare un altro corso più specifico per la mansione da carrozziere?

Risposta

Si ritiene che con la formazione iniziale svolta presso la Scuola Edile possa essere considerato assolto l'obbligo relativo al modulo di formazione generale (da considerare credito formativo permanente), secondo le indicazioni contenute nell'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011. A questa va aggiunta quella specifica per l'attuale attività (carrozziere) della durata di 12 ore (aziende a rischio elevato).

(Marzo 2014)

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Locale pompe

Domanda

Uni 10779: locale pompe: ..., qualora non sia possibile l'ubicazione in locali esclusivi, è ammessa l'ubicazione delle pompe antincendio, limitatamente alle unità elettriche, in locali comuni ad altri impianti tecnologici etc.

  1. Cosa si intende per unità elettrica: una pompa a funzionamento elettrico?
  2. Posso installare questa pompa elettrica in un locale centrale termica esterna, che presenta già tutte le caratteristiche richieste?

Risposta

  1. Per unità elettrica, nel caso in esame, si intende l'elettropompa stessa
  2. La norma citata, e in particolare le norme che ne rappresentano l'evoluzione, indicano che il locale in cui le pompe sono installate devono essere ad uso esclusivo; pertanto non è possibile la loro installazione in locali destinati a funzione diverse per quanto conformi alla loro destinazione.

(Marzo 2014)

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Benne e accessori di sollevamento

Domanda

Le benne di caricamento per calcestruzzo a ribaltamento manuale tramite leva, usate nei cantieri edili e interposte tra una macchina di sollevamento materiali (es. gru), rientrano o meno nella classificazione di "accessorio di sollevamento" ai sensi dell'ultima direttiva macchine?

Risposta

Dalla definizione di accessorio di sollevamento del DPR 17/10 che ha recepito l'ultima versione della Direttiva Macchine, "accessori di sollevamento: componenti o attrezzature non collegate alle macchine per il sollevamento, che consentono la presa del carico, disposti tra la macchina e il carico oppure sul carico stesso, oppure destinati a divenire parte integrante del carico e ad essere immessi sul mercato separatamente; anche le imbracature e le loro componenti sono considerate accessori di sollevamento;" si deduce che le benne citate sono accessori di sollevamento e quindi devono rispondere ai RES della direttiva.

(Marzo 2014)

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Indagine supplementare attrezzature di lavoro in esercizio da oltre 20 anni

Domanda

Con riferimento alla "indagine supplementare" definita al punto 2, lettera C) dell'allegato ii al D.M. 11/04/2011 (...attrezzature di lavoro messe in esercizio da oltre 20 anni...), si chiede cortesemente se la stessa risulti obbligatoria per tutti i mezzi di sollevamento (ad esempio i carriponte di tipo fisso) o solo per le gru mobili, per le gru trasferibili e per i ponti sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato di cui al punto 3.2.3 dello stesso allegato.

Risposta

Il campo di applicazione del punto 2 lettera c dell'allegato II del DM 11 aprile 2011 (definizione di indagine supplementare) è specificato al successivo punto 3.2.3 sempre dello stesso allegato. Dal combinato si evince che l'indagine supplementare è prevista per i seguenti apparecchi di sollevamento, messi in servizio da almeno 20 anni: gru mobili (ovvero su autocarro); gru trasferibili (gru a torre...) ponti sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato Ne consegue che per gli apparecchi di sollevamento di tipo fisso non è prevista indagine supplementare.

(Febbraio 2014)

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Sicurezza e incapacità lavorativa

Domanda

Un preposto di un'azienda metalmeccanica si trova, nel suo reparto, a sovraintendere l'attività di un lavoratore che, per patologia dovuta a sovrappeso, tende a sopirsi spesso, in piedi, vicino alla macchina che sta utilizzando. La stessa è dotata di tutti i requisiti essenziali di sicurezza ma, da parte del preposto, vi è la preoccupazione che possa subire un infortunio anche da caduta in piano. Ritengo che la questione debba essere verificata anche attraverso parere del medico competente, ma volevo avere anche da voi un riscontro su come, il preposto, può attivare la sua corretta attività di vigilanza, sorveglianza e controllo, tipica della sua mansione.

Risposta

Tra i compiti previsti per il preposto il principale rimane il controllo del rispetto delle norme e delle regole interne all'azienda da parte dei lavoratori, unitamente all'attenzione che non si verifichino condizioni di pericolo a cui i lavoratori stessi possono andare incontro. In questo caso dovrà adoperarsi affinché il lavoratore non subisca danni alla propria salute e sicurezza (ad esempio allontanandolo dalla situazione di pericolo) e procedere immediatamente ad avvertire il datore di lavoro (o comunque i suoi superiori) per le competenze che a loro spettano per la soluzione del problema. Il pericolo può essere legato a condizioni di lavoro in senso stretto ma anche a supposta incapacità lavorativa da parte del lavoratore stesso. Nel caso specifico è senz'altro utile la segnalazione al datore di lavoro che può verificare l'idoneità lavorativa tramite il medico competente, nell'ambito della sorveglianza sanitaria prevista dal D. Lgs. 81/08 o tramite il collegio medico provinciale (presso la ASL) sulla base dell'art. 5 della L. 300/70.

(Febbraio 2014)

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Frequenza sopralluoghi Medico Competente

Domanda

In relazione a quanto disposto dall'art. 25 comma 1 lett L) del D. Lgs 81/08, è possibile effettuare sopralluoghi negli ambienti di lavoro da parte del Medico Competente con frequenza inferiore o diversa da quella annuale, ovverosia anche biennale, triennale, etc... ?

Risposta

Anche se l'articolo citato si presta ad essere interpretato come modificazione della periodicità del sopralluogo sia avvicinandola che allungandola nel tempo, c'è una posizione diffusa da parte dei Servizi di Prevenzione delle ASL sulla base di evidenze scientifiche che limita questa variabilità in una sola direzione: l'annualità rimane il limite oltre il quale non si può andare, La decisione da parte del medico di ridurre tale periodicità deve scaturire dalla valutazione dei rischi a cui è tenuto a partecipare e va comunicata al datore di lavoro affinché ne prenda atto e la annoti nel relativo documento. L'unica eccezione a tali ragionamenti è costituita dai cantieri temporanei e mobili di breve durata, secondo quanto previsto dall'art. 104 del D. Lgs. 81/08.

(Febbraio 2014)

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Aggiornamento RSPP ante 31/12/1996

Domanda

In una SNC il datore di lavoro autonominatosi RSPP prima del 31/12/1996, è in possesso di attestato di partecipazione ai sensi del DM 16/01/97 effettuato nel 2004. Si può considerare come termine ultimo di aggiornamento l'11/01/2017?

Risposta

In presenza della sola esenzione, in base all'art. 95 del D. Lgs. 626/94, per i nominati prima del 31/12/1996, il termine entro cui effettuare l'aggiornamento periodico è scaduto il 11/1/2014. Se lo stesso soggetto ha frequentato il corso secondo le indicazioni del D. M. 16/1/1997 questo termine scade il 11/1/2017 (entro 5 anni dell'entrata in vigore dell'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011).

(Febbraio 2014)

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Formazione attrezzature accordo 22/02/2012

Domanda

Nell'ambito delle stesse giornate, in totale 4 giorni da 8 ore ciascuno, è possibile portare a compimento la formazione prevista per tutte le attrezzature stabilite dall'accordo del 22/02/2012 ? E cioè - PLE (con stab./senza stab./cumulativa) All. III - Gru per autocarri All. IV - Gru a torre (Rotaz. in basso/in alto/cumulativa) All. V - Carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (industriali semoventi/a braccio telescopico/sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi/cumulativa) All. VI - Gru mobili (Ev. modulo aggiuntivo per gru mobili su ruote con falcone telescopico o brandeggiabile) All. VII - Trattori agricoli o forestali (ruote/cingoli) All. VIII - Macchine movimento terra (Escavatori idraulici/a fune/pale caricatrici frontali/terne/autoribaltabili a cingoli) All. IX - Pompe per calcestruzzo All. X

Risposta

No non è possibile perché la durata complessiva di tutti i moduli formativi (data dalla somma di ogni singolo modulo) è nettamente superiore a quanto indicato; in particolare - PLE (con stabilizzatore: 8 ore, senza stabilizzatore: 8 ore, cumulativa: 9 ore) - Gru per autocarri: 12 ore - Gru a torre (rotaz. in basso: 12 ore; in alto: 12 ore; cumulativa: 14 ore - Carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (industriali semoventi: 12 ore; a braccio telescopico: 12 ore; sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi: 12 ore; cumulativa: 14 ore - Gru mobili (ev. modulo aggiuntivo per gru mobili su ruote con falcone telescopico o brandeggiabile: 14 o 22 ore - Trattori agricoli o forestali (a ruote: 8 ore; a cingoli: 8 ore - Macchine movimento terra (escavatori idraulici: 10 ore; a fune: 10 ore; a pale: 10 ore; caricatrici frontali: 10 ore; terne: 10 ore; autoribaltabili a cingoli: 10 ore - Pompe per calcestruzzo: 14 ore

(Febbraio 2014)

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Formatore sprovvisto di accreditamento

Domanda

Come previsto dall'accordo stato-regioni del 22/02/2012 gli addetti alla conduzione di particolari attrezzature devono ricevere adeguata formazione ed addestramento in conformità all'accordo stesso. Nel caso di lavoratori formati lo scorso giugno 2013 ai sensi dell'art. 73 del D. Lgs.81/08 da soggetti formatori con esperienza documentata nella formazione in materia di salute e sicurezza, ma privi di accreditamento tale formazione è valida? Inoltre e soprattutto in caso di eventuali infortuni causati dal comportamento del lavoratore formato, il datore di lavoro potrebbe vedersi ascritta una responsabilità nella scelta del soggetto formatore sprovvisto di accreditamento?

Risposta

La formazione prevista per le specifiche attrezzature indicate nell'Accordo 22-2-2012 può essere effettuata sia da soggetti attuatori accreditati secondo quanto previsto dalla DGR 105 del 2010 che da altri soggetti non accreditati ma autorizzati secondo quanto previsto dalla L. R. 12/03 (art. 34). Sono autorizzabili a tale scopo le aziende produttrici, distributrici, noleggiatrici di attrezzature o anche semplicemente utilizzatrici nei confronti dei propri lavoratori. I soggetti attuatori devono, comunque, dimostrare di possedere: 1) esperienza documentata di almeno tre anni alla data di entrata dell'Accordo (12/03/2013), maturata nella formazione per le specifiche attrezzature oggetto dell'Accordo stesso; oppure 2) esperienza documentata di almeno sei anni alla data di entrata dell'Accordo (12/03/2013) maturata nella formazione in materia di salute e sicurezza del lavoro. Il datore di lavoro è tenuto a verificare che le strutture o enti a cui affida la formazione dei propri lavoratori abbia i requisiti per svolgere questa attività; la mancanza dei requisiti può rendere non valida la formazione eseguita. Di fronte ad un infortunio sul lavoro, chiaramente dovuto ad un deficit formativo dei soggetti coinvolti, il datore di lavoro potrebbe essere chiamato a rispondere anche della scelta errata dei soggetti a cui ha affidato i compiti formativi specifici.

(Febbraio 2014)

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Secondo addetto piattaforme aeree

Domanda

Come prevede l'accordo 22/02/2012 gli addetti alla conduzione di piattaforme aeree devono essere formati ed addestrati. Nel caso di piattaforme il cui cestello può ospitare due addetti, il secondo addetto non adibito alla conduzione deve anch'egli essere formato ed addestrato o può essere sempre e solo accompagnato da un addetto regolarmente in possesso di adeguata formazione?

Risposta

A nostro parere devono essere sottoposti a formazione specifica, secondo i contenuti previsti dall'Accordo Stato-Regioni del 22-2-2012 solo i soggetti addetti a manovrare le piattaforme di lavoro mobili elevabili (le cosiddette PLE). La semplice presenza sulla piattaforma per svolgere altre attività lavorative con affidamento del compito di manovrare ad altro soggetto non richiede la formazione specifica. E' utile che a tale riguardo venga messa a punto una procedura di verifica che individui con sicurezza il nominativo del soggetto abilitato alla manovra tutte le volte che la piattaforma viene utilizzata e che tali aspetti vengano richiamati nel documento di valutazione dei rischi e diventi anche oggetto delle attività informative/formative nei confronti dei lavoratori, preposti, ecc.

(Febbraio 2014)

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Utilizzatore di PLE e abilitazione alla conduzione

Domanda

Ad un corso di aggiornamento per ddl autodesignatisi rspp, di cui ero docente, mi sono ritrovato dei discenti, titolari di azienda (installatori di impiantistica elettrica e simili), ai quali il loro consulente aveva detto che tutti quelli che sono sulla ple devono avere effettuato il corso per poterla utilizzare. Si tratta in genere di ple dove possono stare al massimo due addetti. Ora anche io per motivi di lavoro noleggio "a caldo" delle ple e non ho frequentato alcun corso abilitante per la loro conduzione, dal momento che insieme a me c'è una persona qualificata e della quale ho verificato personalmente le evidenze della formazione (ancor più per il fatto che salgo come "passeggero"!). Non sono d'accordo con il criterio "tutti quelli sulla piattaforma devono essere formati" altrimenti, per estensione, anche se salgo su un automezzo guidato da persona patentata dovrei esserlo. Se prendo un taxi, per intenderci, non devo avere la patente. Se vado a vedere lo stato di una copertura in amianto, salendo su una piattaforma sulla quale c'è un conduttore abilitato, perché dovrei essere qualificato? Quale è la vostra posizione in merito?

Risposta

A nostro parere devono essere sottoposti a formazione specifica, secondo i contenuti previsti dall'Accordo Stato-Regioni del 22-2-2012 solo i soggetti addetti a manovrare le piattaforme di lavoro mobili elevabili (le cosiddette PLE). La semplice presenza sulla piattaforma per svolgere altre attività lavorative con affidamento del compito di manovrare ad altro soggetto non richiede la formazione specifica. E' utile che a tale riguardo venga messa a punto una procedura di verifica che individui con sicurezza il nominativo del soggetto abilitato alla manovra tutte le volte che la piattaforma viene utilizzata e che tali aspetti vengano richiamati nel documento di valutazione dei rischi e diventi anche oggetto delle attività informative/formative nei confronti dei lavoratori, preposti, ecc.

(Febbraio 2014)

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Ponti sollevamento autoveicoli

Domanda

I classici ponti per il sollevamento degli autoveicoli utilizzati nelle autofficine rientrano nell'Allegato VII del D. Lgs 81 ? Se si in quale punto? Se no a quali controlli periodici obbligatori sono soggetti?

Risposta

I ponti sollevatori per autoveicoli NON sono ricompresi in ALL. VII del D. Lgs. 81/08 e pertanto non sono assoggettate all'obbligo delle verifiche periodiche previste all'art. 71 comma 11 dello stesso decreto. Rimane, come per ogni altra attrezzatura di lavoro, l'obbligo di controlli e manutenzione ai fini del mantenimento in efficienza della stessa stabiliti all'art. 71 comma 4 del citato decreto. Il dettaglio dei controlli, ai fini della sicurezza, sono indicati dal costruttore nel manuale di istruzioni.

(Febbraio 2014)

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Aggiornamento prove rischio rumore

Domanda

Il titolare di un'azienda tessile dove viene effettuata tessitura con telai, di fronte alla nostra segnalazione della necessità di ripetere la valutazione del rischio rumore dopo 4 anni dalla precedente analisi, sostiene che: - le macchine sono esattamente quelle che erano presenti la volta precedente - le condizioni di impiego analoghe - gli ambienti di lavoro immutati - la manutenzione ordinaria effettuata con regolarità - il tipo di lavorazione effettuato non ha subito variazioni - il personale e le ore di lavoro le medesime - i DPI messi a disposizione sempre dello stesso tipo ... E quindi si chiede se non possa essere evitata una nuova sessione di rilievi strumentali e se sia possibile per lui dichiarare che permangono le situazioni di rischio già note. I valori riscontrati la volta scorsa sono compresi come LEX, 8h tra 80 e 85 dB(A). Ritengo che il suo ragionamento abbia un senso pratico, ma non so dal punto di vista normativo se sia corretto. Va detto che in passato non era stato fatto un calcolo dell'incertezza ma genericamente era stato detto che poteva essere approssimata a circa 1-1,5 dB(A). Cosa ne pensate?

Risposta

Il D. Lgs. 81/08 all'art.190, comma 2, stabilisce che se può fondatamente ritenersi che i valori inferiori di azione (80 dB(A) di LEX/135 dB(A) di Lpicco,C) possono essere superati, il datore di lavoro misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti; all'art.181, comma 2 precisa che "la valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici (e quindi anche quella del rumore -ndr-) è programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale …". Ne consegue che per scelta del legislatore (tra l'altro espressa con precetti entrambi soggetti a sanzione) la ripetizione della valutazione del rischio, in caso di possibile superamento degli valori inferiori di azione, comprende necessariamente la misurazione.

(Gennaio 2014)

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RSPP/ASPP decadenza requisiti in assenza di aggiornamento

Domanda

L'RSPP/ASPP che non ha mai fatto corsi di aggiornamento nel quinquennio perde i requisiti? Può esercitare di nuovo appena raggiunge il monte ore del suo Codice ATECO?

Risposta

In assenza di aggiornamento nei tempi previsti, le figure indicate nella domanda, perdono effettivamente i requisiti, fino all'eventuale recupero del ritardo accumulato, in termini di ore e di contenuti. Da quel momento possono riprendere le precedenti funzioni; per la scadenza dell'aggiornamento successivo occorre fare riferimento alla prima scadenza (ad esempio a 10 anni dalla conclusione della formazione di partenza). Infine occorre precisare che la presenza di un RSPP senza requisiti in un'azienda è da assimilare a tutti gli effetti alla sua mancata nomina, con violazione dell'art. 17, comma 1, lettera b) del D. Lgs. 81/08.

(Gennaio 2014)

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Preposto e aggiornamento per lavoratori

Domanda

Un preposto deve frequentare sia il corso di aggiornamento per preposti sia il corso di aggiornamento per lavoratori? Oppure fatto quello di aggiornamento per preposti è in regola con gli aggiornamenti per lavoratori?

Risposta

No, l'aggiornamento previsto per i preposti (6 ore in 5 anni) è comprensiva dell'aggiornamento come lavoratori, come specificato nelle linee guida applicative dell'Accordo, pubblicate nel luglio 2012.

(Gennaio 2014)

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Aspiratori per falegnameria

Domanda

Per la ricostruzione di una falegnameria danneggiata dal terremoto nel comune di novi di modena si deve preventivamente indicare e relazionare in merito agli abbattitori nella stanza destinata a verniciatura e descrivere e relazionare in merito agli abbattitori (aspiratori) di ogni singola macchina da installare? Oppure quanto sopra può essere fatto prima dell'inizio dell'attività? E' indispensabile il servizio igienico per persone di limitata capacità motoria? La falegnameria necessita di un antibagno?

Risposta

Allo stato attuale della normativa è fatto obbligo al datore di lavoro di inoltrare al SPSAL, tramite il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive dei comuni), la notifica ex art. 67 del D. Lgs. 81/08 relativa all'insediamento dell'attività, prima dell'avviamento della stessa. La notifica deve contenere la descrizione dell'oggetto delle lavorazioni e delle modalità esecutive delle stesse, e la descrizione dei locali di lavoro e degli impianti. Alla luce di quanto sopra è necessario descrivere i requisiti prestazionali degli impianti di aspirazione, totali e per ogni macchina, e di filtrazione. Il bagno attrezzato è obbligatorio per le attività soggette all'obbligo di riserva di posti a favore di portatori di handicap. L'antibagno è obbligatorio quando la porta del bagno si apre su locali normalmente frequentati in modo continuativo.

(Gennaio 2014)

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Transpallet - Misura vibrazioni trasmesse al corpo

Domanda

Si chiede se le misure di vibrazione trasmesse al corpo intero eseguite sui transpallet "uomo a bordo" (quelli con pedana) siano da demoltiplicare per un qualche fattore (non si trova traccia di ciò nel testo unico e nelle norme tecniche). La domanda nasce dal fatto che la postura è diversa (rispetto a quella seduta tipica del carrello elevatore). Basti pensare che sul disco intervertebrale di un operatore in piedi gravano circa 70 Kg mentre per un operatore seduto il peso è di 100 Kg. E' possibile quindi affermare (dai dati di letteratura) che il rischio aumenta di oltre il 40% se l'operatore assume la postura da seduto. Si chiede ciò perché i valori che si riscontrano nelle misure effettuate su queste attrezzature sono drammaticamente fuori dai limiti previsti (riscontro valori di quasi 3 M/S!). Il che equivale a dire che queste attrezzature, anche nelle migliori condizioni di pavimentazione e stile di guida, sono totalmente fuori legge (La banca dati inail presenta valori di 1,9!), soprattutto per le accelerazioni laterali (X e Y). Nel caso di operatore seduto, le accelerazioni laterali non sono "gestibili" dall'operatore mentre con operatore in piedi queste accelerazioni possano essere "ammortizzate" con i movimenti del tronco, del bacino e delle gambe. E' possibile affermare che i danni alla schiena siano minori se l'operatore è in piedi? Il fattore moltiplicativo di 1,4 per le accelerazioni laterali può essere omesso se l'operatore è in piedi? Esistono evidenze riguardo l'insorgenza di malattie professionali nei conducenti di transpallet uomo a bordo (quelli con pedana)?

Risposta

Occorre tener presente che nella norma ISO 2631-1, adottata in toto dal D. Lgs. 81/08 per la valutazione dell'esposizione a vibrazioni al corpo intero, vengono considerati soggetti regolarmente esposti a vibrazioni in posizione seduta, per gli effetti noti sulla salute (rachide lombare). Per quanto riguarda i soggetti in posizione eretta la norma li considera solo in relazione al confort ed alla percezione (poco noti gli effetti delle vibrazioni sulla salute in postazione eretta). Anche in quest'ultimo caso comunque, per calcolare l'accelerazione, deve essere utilizzato il filtro di ponderazione Wd sugli assi x e y (fattore moltiplicativo 1,4). Per quanto riguarda la sua osservazione sul transpallet misurato sulla banca dati, attualmente non più INAIL ma "portaleagentifisici.it", che è solo il primo di 9 macchine inserite in banca dati, appare condivisibile, sia per il valore dichiarato che per quello misurato, che non possa essere utilizzato secondo i criteri del D. Lgs. 81/08, poiché supera il valore limite per periodi brevi. Non risultano esserci evidenze di malattie professionali da vibrazioni per i conducenti di transpallet in postazione eretta sulla pedana.

(Gennaio 2014)

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