Camera di Commercio di Modena
Tu sei qui: Home / Promozione / Prevenzio.net / Archivio quesiti 2012

Azioni sul documento

Archivio quesiti 2012

ultima modifica 08/02/2016 12:12

prevenzio.net

Impianto elettrico struttura di Pneumologia

Domanda

Vorrei porre un quesito di carattere tecnico/impiantistico relativo ai requisiti specifici per l'accreditamento delle strutture di pneumologia. Specificatamente alla sezione pneumologia interventistica - endoscopia diagnostica - requisiti strutturali comuni - alla voce "sala endoscopica" così prescrive: "in relazione all'utilizzo può essere attrezzata per endoscopia flessibile, rigida, operativa, pediatrica, toracoscopia medica - sala di tipo 2 secondo norme cei con rispetto della zona paziente".

A parte che le norme cei non parlano di "tipo" ma eventualmente di "gruppo" riferito alla classificazione dei locali ad uso medico, e comunque la stessa norma riferita a "sala per endoscopie" così prescrive: "locale destinato all'applicazione di metodi endoscopici per l'esame di organi attraverso orifizi naturali o artificiali come ad esempio la broncoscopia, la laringoscopia, la cistoscopia, la gastroscopia e metodi simili, se necessario effettuati sotto anestesia, ma senza operazioni chirurgiche", e la classifica come locale di gruppo 1.

La domanda è: con quale tipo di impianto elettrico attrezzare un ambulatorio di broncoscopia diagnostica?

Risposta

Per quanto riguarda la differenza di definizione fra "tipo" e "gruppo", si tratta certamente di un refuso e si concorda che la dizione corretta è "gruppo" coerentemente con il linguaggio tecnico utilizzato nella redazione delle norme CEI.

In merito invece alla parte sostanziale del quesito è necessario rammentare che le norme tecniche non sono cogenti (tranne il caso in cui siano imposte da uno strumento legislativo), quindi non impongono un obbligo, ma indicano semplicemente i requisiti minimali che, se rispettati, permettono di ottenere la presunzione del rispetto della legge.

Nella legislazione regionale dell'Emilia Romagna si è ritenuto di elevare il grado di sicurezza, ai fini dell'accreditamento delle strutture sanitarie, richiedendo requisiti superiori al livello indicato dalle norme CEI.

(Dicembre 2012)

prevenzio.net

Valutazione rischio rumore

Domanda

In un'azienda con esposizione al rumore molto variabile è stata effettuata la valutazione del rischio rumore applicando l'art. 191 del D. Lgs. 81/08; quindi si è attribuito ai lavoratori un'esposizione al di sopra del valore superiore di azione. In relazione è riportato elenco delle attrezzature utilizzate con le relative misurazioni, i dpi utilizzati con la relativa valutazione di efficacia ed efficienza degli stessi, tali da poter garantire il non superamento dei valori limite di esposizione.

Il datore di lavoro ha inoltre effettuato informazione e formazione dei lavoratori e ha nominato il medico competente.

Qual è la periodicità del controllo audiometrico prescritto / consigliato?

Allorché si verifichino le condizioni tali da rendere necessaria la certificazione di malattia professionale legata ad ipoacusia da trasmettere ad inail ed asl, sarebbe corretto segnalare quale livello di esposizione al rumore del lavoratore lex,8h > 85 dba ma inferiore a 87 dba a dpi indossati, riportando anche il riferimento all'articolo 191?

Risposta

La periodicità per i controlli audiometrici è quella indicata all'art. 196 (di norma annuale ma con periodicità diversa se il medico competente lo ritiene necessario).

Nella certificazione di malattia professionale per ipoacusia da rumore piuttosto che indicare il riferimento all'art.191 si consiglia di riportare il livello di esposizione a rumore (livello che non tiene conto dell'attenuazione dovuta all'utilizzo dei DPI), misurato come previsto dalle norme tecniche, unitamente all'indicazione del rispetto dei valori limite di esposizione se il Lex è 87 dB(A).

Ovviamente sono utili, per la definizione dell'effettiva causa professionale, tutte la altre notizie di contorno tra cui la durata e la modalità dell'esposizione, le eventuali esposizioni pregresse, la presenza di fattori lavorativi ed extralavorativi che possono aver agito da concausa, l'uso effettivo dei DPI adeguati, ecc...

Si ricorda che al superamento degli 85 dB(A) di Lex è obbligatorio redigere ed attuare il piano di riduzione del rischio rumore.

(Dicembre 2012)

prevenzio.net

Formazione Sicurezza - Aggiornamento

Domanda

In base all'accordo stato - regioni del 21/12/2011, i lavoratori che hanno effettuato la formazione sicurezza (art. 37 D. Lgs. 81/2008) nel 2008, entro quando dovranno effettuare l'aggiornamento delle 6 ore?

Risposta

Innanzitutto la formazione pregressa, effettuata prima dell'entrata in vigore dell'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, può ritenersi valida solo se il datore di lavoro riesce a dimostrare che è stata svolta nel rispetto delle previsioni normative e delle indicazioni presenti nei contratti collettivi di lavoro.

In questo caso la scadenza quinquennale per l'aggiornamento è fissata al 11 gennaio 2017 (cinque anni dall'entrata in vigore dell'Accordo).

(Dicembre 2012)

prevenzio.net

RSPP aggiornamento obbligatorio

Domanda

Un RSPP aziendale che 5 anni fa fece tutti i corsi necessari per svolgere l'incarico, alla scadenza dei 5 anni non ha frequentato gli aggiornamenti obbligatori.

Si chiede se la sua nomina decade e quindi l'azienda deve nominare un nuovo RSPP con i requisiti necessari, oppure se il l'RSPP attuale può continuare a ricoprire l'incarico, fermo restando che sta già frequentando i corsi di aggiornamento.

Risposta

In assenza del previsto aggiornamento al corso per RSPP (modulo B) i requisiti per svolgere il compito decadono; per questo motivo un soggetto in queste condizioni non può continuare a ricoprire l'incarico e il datore di lavoro è obbligato a nominare un altro soggetto con i requisiti specifici.

Il vecchio RSPP potrà esercitare di nuovo il compito, una volta completato l'iter dell'aggiornamento quinquennale previsto.

(Dicembre 2012)

prevenzio.net

Valutazione rischio chimico silice libera cristallina

Domanda

Nel valutare il rischio chimico per esposti a silice libera cristallina, si deve eseguire la valutazione ai sensi del capo i titolo ix del D. Lgs. 81/08 o ai sensi del capo ii per agenti cancerogeni, istituendo anche il registro degli esposti ad agenti cancerogeni?

Risposta

Sono considerati cancerogeni solo gli agenti che soddisfino i requisiti previsti dall'art. 234 del D. Lgs. 81/08; la silice libera cristallina non è tra questi.

Per questi motivi la valutazione dei rischi va fatta facendo riferimento al capo I del titolo IX dello stesso decreto che si occupa degli agenti chimici, senza nessun obbligo di istituire il registro degli esposti previsto dall'art. 243.

Nella valutazione e nella predisposizione delle misure, in ogni caso, occorre tenere presente anche le fonti bibliografiche di maggiore rilievo tra cui lo IARC che ha confermato, recentemente, la classificazione in gruppo 1 (cancerogeno per l'uomo) di questa sostanza.

(Novembre 2012)

prevenzio.net

RSPP formatore

Domanda

Accordo stato-regioni sulla formazione salute e sicurezza, del 21/12/2011.

Relativamente ai requisiti dei soggetti formatori, chiedo se sia ammissibile che un aspp in carica da quasi quattro anni, da un anno nominato RSPP sempre nella stessa azienda e dopo aver concluso l'iter previsto, possa erogare formazione ai sensi dell'accordo, internamente alla propria azienda.

Questo chiedo in quanto l'accordo parla solo di RSPP in carica da 3 anni, mentre qui c'è il caso di un aspp in carica da tre diventato RSPP da uno.

Risposta

I requisiti dei docenti, riportati al punto 1 dell'Accordo citato, possono essere sia relativi all'insegnamento che alla specifica attività lavorativa svolta.

A tale ultimo proposito possono essere considerati adeguati i periodi svolti sia come RSPP che come ASPP, opportunamente formalizzati, e con una durata minima di almeno 3 anni.

(Ottobre 2012)

prevenzio.net

Formazione prelavorativa

Domanda

Vi sono diverse figure professionali che prima di poter essere svolte richiedono la frequenza di specifici corsi. In essi, oltre alla parte qualificante per la attività vera e propria, sono spesso presenti moduli specifici relativi alla sicurezza, già orientati alla mansione.

E' il caso ad esempio degli osa (operatori socio assistenziali) che frequentano corsi di 1200 ore con diverse giornate dedicate al rischio biologico, alla movimentazione dei carichi, etc.

Ci domandiamo se, vista la pertinenza di questa formazione prelavorativa, sia necessario comunque effettuare anche i corsi previsti dall'accordo stato regioni?

Risposta

In realtà l'Accordo Stato-Regioni che meglio chiarisce gli obblighi formativi dei lavoratori e di altre figure, al di là di alcuni specifici crediti pregressi, non riconosce altre condizioni di esonero e quindi nemmeno quelle citate nella domanda.

In futuro potrebbe anche verificarsi che questa formazione professionalizzante possa ritenere assolta una parte del suo programma (quella relativa alla sicurezza sul lavoro) se svolta successivamente all'assunzione (almeno per quanto riguarda il modulo della formazione generale).

(Ottobre 2012)

prevenzio.net

Ausiliario della sosta e gravidanza

Domanda

Sono un ausiliario della sosta al 3° mese di gravidanza.

Ho comunicato il mio stato all'azienda che, con il supporto del giudizio del medico competente, ha stabilito che devo essere adibita ad una mansione alternativa.

In realtà una vera mansione alternativa non esiste e al momento sono costretta a stare gran parte del tempo da sola in un ufficio a non far niente, condizione che io considero fonte di stress per la mia salute.

Cosa posso fare per avere l'interdizione da un non lavoro?

Risposta

Il datore di lavoro nell'effettuazione della valutazione dei rischi deve valutare anche quelli relativi alle donne in stato di gravidanza (art. 28 del D. Lgs. 81/08).

In estrema sintesi, già in questa fase dovrà individuare le mansioni che non sono compatibili con lo stato di gravidanza in modo tale da poterle modificare (se possibile) allorché la lavoratrice comunica il suo stato.

Se la mansione non è "adattabile" la lavoratrice deve essere adibita ad altra mansione confacente (durante la valutazione dei rischi il datore di lavoro avrà già individuato le mansioni che possono essere svolte da donne in gravidanza).

Se anche questa misura è inapplicabile (ad esempio perché non ci sono mansioni adeguate) la donna ha diritto all'astensione anticipata.

Il cambio di mansione può essere effettuato anche su una mansione di livello inferiore, con garanzia di mantenimento, però, della retribuzione e della qualifica precedente.

La nuova attività non deve costituire un vero e proprio demansionamento, a maggior ragione se ciò avviene con intenti vessatori da parte del superiore gerarchico.

Eventualmente su questi aspetti potrà effettuare segnalazione alla Direzione Territoriale del Lavoro o al Servizio di Prevenzione e Sicurezza della AUSL competente per territorio (dove l'azienda è insediata).

(Ottobre 2012)

prevenzio.net

Formazione Coordinatori Sicurezza ed RLS

Domanda

Le ore di frequentazione al corso per RLS (32 ore con attestato) possono rientrare nelle 40 ore quinquennali obbligatorie per i coordinatori della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione?

Risposta

La formazione prevista per le due figure è specifica e non sovrapponibile nelle sue varie fasi (quella iniziale e quella di aggiornamento periodico).

Sembra utile però sottolineare che il RLS è (deve essere) un soggetto eletto o designato tra i lavoratori dell'azienda per svolgere le funzioni elencate nell'art. 50 del D. Lgs. 81/08.

In assenza di elezione/designazione questo compito viene svolto dal RLS territoriale.

(Ottobre 2012)

prevenzio.net

Produzione materassi e sicurezza sul lavoro

Domanda

È conforme alla normativa vigente che:

  • l'impresa mario rossi sia iscritta alla CCIAA con forma giuridica di impresa individuale con attività di lavorazione di materassi a molla e cuscini, e presso la stessa sede eserciti l'attività di produzione e commercializzazione di materassi e cuscini come ragione sociale di Mario Rossi, o occorre una specifica iscrizione alla CCIAA della ragione sociale di Mario Rossi per la produzione e per la vendita?
  • Se la ragione sociale di Mario Rossi è in possesso di certificazione di omologazione da parte del ministero dell'interno per la produzione di materassi e cuscini ai fini della prevenzione incendi a quali obblighi è soggetta? Per l'attività di produzione e vendita è soggetta alla predisposizione del DVR, nomina RSPP, ecc. e a tutti gli altri adempimenti previsti dal D. Lgs. 81/08?
  • Se la ragione sociale di Mario Rossi consegna materassi e cuscini con furgoni di altra ditta, deve essere munita di bolla di trasporto della merce? La bolla di trasporto quali dati deve contenere?
  • Può essere la bolla di trasporto sostituita dalla fattura?

Risposta

Riteniamo che, se oltre alla produzione si è aggiunto anche il commercio all'ingrosso e/o al minuto degli stessi prodotti, sia necessario adeguare l'attività dichiarata presso il Registro Imprese della Camera di Commercio.

Per i temi inerenti la prevenzione incendi il quesito va posto al comando provinciale dei Vigili del Fuoco, competenti sulla materia.

Relativamente alle questioni sulla sicurezza e igiene del lavoro possiamo confermare, invece, che la normativa di riferimento si applica anche all'attività descritta nella domanda allorché siano presenti oltre al datore di lavoro, lavoratori o altri soggetti ad essi assimilati (soci lavoratori, ad esempio).

In questo caso le misure specifiche da adottare partono dalla valutazione dei rischi che il datore di lavoro dovrà effettuare ai sensi del D. Lgs. 81/08.

Infine le problematiche relative al trasporto delle merci e all'obbligo delle bolle di accompagnamento vanno poste alla Guardia di Finanza e non a questa rubrica che si occupa esclusivamente di aspetti sulla sicurezza del lavoro.

(Ottobre 2012)

prevenzio.net

Addetto alla riparazione ed utilizzatore attrezzature

Domanda

In accordo con quanto disposto dall'allegato a dell'accordo stato regioni sancito in data 22 febbraio 2012 in attuazione dell'art. 73, comma 5, del D. Lgs. 81/08 "attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori", un addetto alla riparazione/revisione di gru per autocarri è soggetto alle medesime disposizioni dell'utilizzatore diretto in materia di formazione/abilitazione? La gru per autocarri in riparazione è da considerarsi a tutti gli effetti attrezzatura di lavoro per il riparatore?

Risposta

Occorre fare riferimento all'effettivo uso e al rischio che ne deriva (che va valutato ai sensi del D. Lgs. 81/08). Se l'addetto alla riparazione, per la ricerca del guasto o per la verifica della buona riuscita dell'intervento di manutenzione, è costretto a mettere in funzione la gru diventa di fatto un utilizzatore che, per questo motivo, dovrà essere stato formato e addestrato.

Viceversa il manutentore che si limita alla riparazione/manutenzione di parti della macchina, senza eseguire operazioni di collaudo e quindi di prova dell'attrezzatura ,non deve essere considerato anche utilizzatore e quindi non soggetto agli obblighi connessi.

(Ottobre 2012)

prevenzio.net

Formazione sicurezza per apprendisti

Domanda

Nel corso professionale obbligatorio per gli apprendisti sono previsti dei moduli formativi sulla sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro.

Questa formazione può essere riconosciuta come formazione generale dei lavoratori?

Risposta

L'accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 relativamente alla formazione generale per i lavoratori non cita tra i casi di riconoscimento di crediti formativi pregressi la formazione legata all'apprendistato professionalizzante.

Riteniamo, pertanto, che non possa ritenersi sostitutiva della formazione generale per i lavoratori, in considerazione anche delle diverse modalità di erogazione e organizzazione, nonostante alcuni contenuti possono, in parte, essere sovrapponibili (si ricorda che il percorso deve essere concluso entro 60 giorni dall'assunzione).

Può, invece, accadere il contrario, almeno per l'apprendistato cosiddetto "professionalizzante" che potrà vedersi riconosciuto il modulo relativo alla sicurezza e igiene del lavoro (erogato ai sensi del D. Lgs. 81/08) all'interno del proprio percorso formativo (almeno da quando saranno operative le offerte formative della nostra Regione).

(Ottobre 2012)

prevenzio.net

Formazione pregressa

Domanda

Un'azienda licenzia tutti i dipendenti, poi a distanza di un anno li riassume (sempre gli stessi, che in passato hanno effettuato formazione sicurezza). Contrattualmente risultano neo-assunti.

Può essere considerata valida la formazione pregressa e quindi possono essere esonerati dalla formazione prevista dall'accordo formazione (16 ore)?

Risposta

Nel caso in cui i lavoratori vengano riassunti nella stessa azienda (di fronte, quindi, anche ad una invarianza del quadro dei rischi) la formazione già svolta, sia per la parte generale che per quella specifica, può essere riconosciuta come credito formativo acquisito.

Questo avverrebbe anche in caso di assunzione in una nuova azienda, se dello stesso settore produttivo dell'altra presso cui la formazione si è svolta.

Rimane l'obbligo dell'aggiornamento quinquennale a partire dalla data di acquisizione del credito formativo.

(Ottobre 2012)

prevenzio.net

Enti o professionisti autorizzati alla formazione

Domanda

Sono una consulente in materia di sicurezza sul lavoro; se possibile vorrei un chiarimento sull'accordo stato - regioni riguardante la formazione in particolare dei lavoratori.

Vorrei sapere se tale formazione può essere svolta solo da organismi accreditati, quali associazioni di categoria o organismi paritetici, oppure anche da figure professionali come la mia. Infatti leggo nell'accordo che i docenti devono avere un'esperienza professionale almeno triennale in materia di sicurezza sul lavoro (io mi occupo di sicurezza da circa 10 anni), inoltre l'organizzazione dei corsi prevede:

  • la presenza di un organizzatore del corso che può essere anche il datore di lavoro,
  • un responsabile del progetto formativo che può essere anche il docente.

Vorrei sapere se i requisiti richiesti per la formazione sono compatibili con corsi organizzati all'interno dell'azienda avvalendosi di consulenti in materia di sicurezza.

Risposta

Al momento, in attesa di una migliore definizione dei requisiti dei formatori da parte della Commissione Consultiva istituita ai sensi dell'art. 6 del D. Lgs. 81/08, rimangono valide le indicazioni contenute nell'Accordo del 21/12/2011, ribadite anche dalle successive linee interpretative (del 25/7/2012).

In particolare la formazione per i lavoratori può svolgersi in aula o sul luogo di lavoro, avvalendosi di docenti che abbiano almeno 3 anni di esperienza nel campo della formazione specifica o di attività professionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro (ad esempio aver svolto la funzione di RSPP).

Nella predisposizione del corso vanno individuate le figure dell'organizzatore del corso (che può essere il datore di lavoro) e il responsabile del progetto formativo (che può essere il docente o uno dei docenti).

Il corso dovrà rispondere a tutti gli altri requisiti elencati ai punti 2, 3 e 4 dell'Accordo.

Si ricorda, infine, che i corsi devono essere svolti dietro richiesta di collaborazione agli organismi paritetici (art. 37, comma 12, del decreto citato) a cui va indirizzata specifica comunicazione.

Tali organismi, nel tempo di 15 giorni dalla comunicazione, possono avanzare rilievi di merito di cui occorre tenere conto nell'effettuazione dell'attività formativa.

(Ottobre 2012)

prevenzio.net

RSPP - Titolo di studio

Domanda

Un DDL non diplomato ha svolto il ruolo di RSPP nella propria azienda, con formazione di 16 ore avvenuta nel 2005. Successivamente vende l'azienda ad un nuovo titolare ma rimane al suo interno come collaboratore (contratto di collaborazione e non come lavoratore autonomo).

Intenzionato a completare la formazione con la frequenza ai corsi necessari, potrà svolgere il ruolo di RSPP o, non essendo diplomato, non potrà più rivestire tale incarico?

Risposta

La formazione della durata di 16 ore (i cui contenuti sono stati indicati dal D.M. 16/1/97) era quella necessaria per poter svolgere la funzione di RSPP da parte di datori di lavoro che intendevano "autonominarsi" in questo ruolo (ai sensi dell'attuale art. 34 del D. Lgs. 81/08).

Aver svolto questo ruolo nella propria azienda non permette di svolgere la funzione di RSPP nei confronti di altre aziende, successivamente; in questo caso la nomina sarà effettuata secondo quanto previsto dall'art. 31 del D. Lgs. 81/08 in presenza dei requisiti indicati nel successivo art. 32 (per i dettagli si veda l'Accordo Stato-Regioni del 26/1/2006).

(Ottobre 2012)

prevenzio.net

Medico competente e rosticceria 24h/24

Domanda

Una rosticceria aperta 24h/24 deve nominare il medico competente?

Risposta

L'obbligo della nomina del medico competente non è legata all'orario di apertura del locale ma alla presenza di lavoratori che svolgono "lavoro notturno", secondo le definizioni di legge.

Sono considerati lavoratori notturni quei soggetti che svolgono per almeno 80 giorni all'anno un'attività di almeno 3 ore durante il periodo notturno (cioè nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 7).

In questo caso deve essere nominato il medico competente, ai sensi dell'art. 18 del D. Lgs. 81/08, che svolgerà tutte le funzioni previste ed elencate nell'art. 25 dello stesso decreto (tra cui la sorveglianza sanitaria dei lavoratori).

(Settembre 2012)

prevenzio.net

Formazione gestione emergenze

Domanda

L'art. 18 e 36 del D.Lgs. 81/08 impongono al datore di lavoro l'obbligo di formare i lavoratori incaricati della gestione delle emergenze, sulla base dei contenuti stabiliti dal d.m. 10/03/1998.

Qualora un dipendente sia già in possesso di un attestato di formazione in base al d.m. 10/03/1998, con la stessa categoria di rischio, il datore di lavoro è completamente esonerato dagli obblighi formativi sulla gestione delle emergenze?

Risposta

L'obbligo di formare i lavoratori addetti a compiti particolari, quali il primo soccorso e l'antincendio, deriva da vari articoli del D. Lgs. 81/08 (tra cui il 18, il 37, il 46, ..).

Relativamente all'antincendio ad oggi non sono state ancora emanate le disposizioni previste dal comma 3 dell'art. 46; risultano validi i requisiti formativi indicati nel D.M. 10/3/1998 ed in particolare quanto previsto dall'allegato IX che definisce contenuti e durate variabili in base al livello di rischio presente (basso, medio, alto).

Per cui i lavoratori che hanno già acquisito questo credito formativo possono continuare a svolgere il compito in costanza di tipologia e caratteristiche del rischio.

L'art. 37 (comma 9) dello stesso decreto, in merito a questa formazione specifica, indica anche un obbligo all'aggiornamento periodico (informazione assente, però, nel D. M. 10/3/98).

A tale riguardo il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, in data 23/2/2011, ha emanato una lettera circolare nella quale definisce, a livello orientativo, il programma, i contenuti e la durata dei corsi medesimi distinguendoli per tipologia di rischio (2 ore di aggiornamento per il rischio basso, 5 ore per il medio, 8 per l'alto).

La circolare non fa nessun riferimento alla periodicità; a buon senso si ritiene che tale periodicità possa essere triennale, in analogia anche con quanto previsto dal D. Lgs. 388/03 (art. 5, comma 3) per gli addetti al primo soccorso.

Per il primo soccorso, invece, il riferimento è rappresentato proprio dal D. Lgs 388/03 che definisce con maggior precisione i contenuti, la durata del corso e il suo aggiornamento periodico.

(Luglio 2012)

prevenzio.net

Nuovo RSPP e aggiornamento documentazione

Domanda

Ho acquisito un nuovo cliente con l'incarico di RSPP esterno.

La documentazione in suo possesso redatta dal consulente precedente oltre ad essere aggiornata è allo stato attuale sostanzialmente congrua.

Da parte mia, come nuovo RSPP, è quindi sufficiente formalizzarne la validità con una dichiarazione?

Risposta

Non è prevista nessuna dichiarazione di "validità" del documento di valutazione dei rischi già redatta in azienda (o di altra documentazione connessa).

E' opportuno, però, che l'atto di nomina come RSPP sia formalizzato, dopo acquisizione del parere del RLS, e che ci sia un momento in cui il passaggio di funzioni possa essere dimostrabile, ad esempio, a titolo puramente indicativo e non esaustivo, mediante una specifica riunione periodica prevista dall'art. 35 del D. Lgs. 81/08.

(Giugno 2012)

prevenzio.net

Formazione pregressa preposto

Domanda

Richiesta di chiarimento sul riconoscimento della formazione pregressa del preposto.

Il punto 11 dell'accordo stato-regioni del 21/12/2011, recita:

11. Riconoscimento della formazione pregressa la formazione erogata a cura dei datori di lavoro prima della pubblicazione del presente accordo viene riconosciuta come di seguito specificato:

a) formazione dei lavoratori e dei preposti.

Nel rispetto di quanto previsto al punto 8 del presente accordo e, fermo restando l'obbligo di aggiornamento di cui al punto 9, non sono tenuti a frequentare i corsi di formazione di cui al punto 4 i lavoratori ed i preposti per i quali i datori di lavoro comprovino di aver svolto, alla data di pubblicazione del presente accordo, una formazione nel rispetto delle previsioni normative e delle indicazioni previste nei contratti collettivi di lavoro per quanto riguarda durata, contenuti e modalità di svolgimento dei corsi.

L'obbligo di aggiornamento per lavoratori e preposti, per i quali la formazione sia stata erogata da più di 5 anni dalla data di pubblicazione del presente accordo, dovrà essere ottemperato entro 12 mesi.

In ogni caso la formazione particolare ed aggiuntiva di cui al punto 5 dovrà concludersi entro e non oltre il termine di 12 mesi dalla pubblicazione del presente accordo.

Il quesito è il seguente: un datore di lavoro che abbia provveduto, prima della pubblicazione dell'accordo, ad erogare "idonea" formazione al preposto (es. 8 ore come formazione "lavoratore" + 4 ore come formazione "specifica preposto" secondo i contenuti riportati al c.7 dell'art. 37 D. Lgs. 81/08) è comunque tenuto a svolgere la formazione "particolare ed aggiuntiva" (8 ore) di cui al punto 5, entro e non oltre il termine di 12 mesi dalla pubblicazione dell'accordo (11/01/2013)?

Risposta

Il punto 11 dell'accordo citato disciplina il "riconoscimento della formazione pregressa" puntualizzando che per lavoratori e preposti già formati alla data di pubblicazione dell'accordo non occorre ripetere la formazione, salvo che tale formazione sia stata svolta da più di 5 anni dalla pubblicazione dell'accordo (nel quale caso l'aggiornamento andrà realizzato secondo le "nuove" regole entro 12 mesi, sempre dall'entrata in vigore dell'accordo).

Attraverso idonea documentazione e/o qualsiasi altro mezzo idoneo allo scopo, però, si dovrà dimostrare l'avvenuto svolgimento dell'attività formativa e la sua coerenza alla normativa previgente agli accordi.

Qualora il datore di lavoro non disponesse di riscontri atti a documentare questi elementi dovrà prevedere il completamento del percorso formativo particolare e aggiuntivo da preposto entro 18 mesi (come previsto dal punto 10, primo comma, e non, invece, quello di 12 mesi erroneamente indicato al punto 11, lettera a, ultimo periodo) dell'accordo.

(Giugno 2012)

prevenzio.net

Scadenza Fasce in Poliestere

Domanda

Su alcuni siti vedo indicata la durata delle fasce in poliestere limitata a 5 anni, indipendentemente dal loro utilizzo e stoccaggio. Potreste darmi indicazioni circa questa affermazione? È uno dei tanti modi per "fare cassa" oppure è una regola stabilita da enti certificati?

Risposta

Le fasce in poliestere sono accessori di sollevamento da interporre fra il gancio dell'apparecchio e il carico da sollevare. Devono essere marcate CE, usate secondo le indicazioni del costruttore ed eliminate e rese inservibili (ad es. tagliandole) quando all'esame visivo mostrino alterazioni strutturali di qualunque tipo. La norma di riferimento è la UNI EN 1492-1-2-3, che non contiene nessuna indicazione sulla durata di tali dispositivi. Prevede che il costruttore nel manuale d'uso dia indicazioni sulle procedure da mettere in atto per verificare l'integrità e quindi la sicurezza delle operazioni di sollevamento.

(Giugno 2012)

prevenzio.net

Otoprotettore

Domanda

Nel giudizio di bontà di un otoprotettore sfruttando il metodo snr, è corretto fare la valutazione di iper, normal e ipoprotezione considerando anche il relativo fattore beta correttivo (0.75 per le cuffie e 0.5 per gli inserti)?

Es: dato c: 89,0 cuffia snr = 35 quindi lex,a attenuato = 62,75 db(a) da cui: iperprotezione

Risposta

Sì, è corretto. La norma UNI 9432:2011, in una appendice informativa (e non normativa) indica il possibile utilizzo dei fattori beta, riportati nel prospetto D1, per quanto mancanti "di una base sperimentale scientificamente consolidata".

L'eventuale applicazione dei fattori beta, che la norma lascia sostanzialmente alla discrezionalità del personale qualificato, entra nella valutazione di efficienza dell'otoprotettore.

L'importante è non associare l'applicazione dei fattori beta alla valutazione della efficacia degli otoprotettori che invece deve avvenire con i criteri indicati nell'appendice C al punto C.3.

(Giugno 2012)

prevenzio.net

D.Lgs. 81/2008 e collaboratore famigliare

Domanda

Quali sono gli obblighi previsti dal d. Lgs 81/2008 per un'impresa individuale con un collaboratore familiare che presta attività in maniera continuativa e sotto la direzione del titolare?

Risposta

Gli unici obblighi relativi alla sicurezza e igiene del lavoro sono quelli elencati all'art. 21 del D. Lgs. 81/08: utilizzo di attrezzature a norma, utilizzo di DPI (dispositivi di protezione individuali) conformi, uso di cartellino di riconoscimento in caso di lavori in appalto.

(Giugno 2012)

prevenzio.net

Corso prevenzione incendi e di primo soccorso

Domanda

Sono un socio amministratore di una sas, in totale siamo 2 soci accomandatari e 1 accomandante, non avendo lavoratori dipendenti e non essendo datori di lavoro trova applicazione il D. Lgs. 81/08 per quanto riguarda il corso prevenzione incendi e di primo soccorso?

Risposta

Anche i soci di una sas, se prestano attività lavorativa, sono da considerare assimilati a lavoratori, facendo scattare in questo modo la gran parte degli obblighi previsti dal D. Lgs. 81/08.

Tra questi rientrano quelli relativi alla nomina e formazione degli addetti alla prevenzione incendi e primo soccorso.

(Giugno 2012)

prevenzio.net

Impresa edile affidataria e POS

Domanda

In cantiere edile, un'impresa affidataria che non esegue alcuna lavorazione, ha l'obbligo di inserire nel pos la valutazione dei rischi? Oppure può limitarsi a verificare che sia presente nei pos dei singoli subappaltatori?

Risposta

L'art. 97 del D. Lgs. 81/08 affida una serie di obblighi anche al datore di lavoro dell'impresa affidataria, senza distinguere tipologie diverse di imprese (quindi anche quando non esegue nessuna lavorazione specifica).

Dovrà in ogni caso effettuare le operazioni di coordinamento, controllo e verifica dell'idoneità delle ditte subappaltatrici.

Inoltre dovrà verificare le condizioni di sicurezza e l'applicazione delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e coordinamento, verificare la congruenza del proprio POS (che è fondamentalmente una valutazione dei rischi) con quelli delle altre imprese (ognuno valuta i rischi insiti alla propria attività) prima di inoltrarle al coordinatore per l'esecuzione.

(Giugno 2012)

prevenzio.net

DLgs 81/2008 Preposti e Dirigenti

Domanda

L'art. 18 e 36 del D.Lgs. 81/08 impongono al datore di lavoro l'obbligo di formare i lavoratori incaricati della gestione delle emergenze, sulla base dei contenuti stabiliti dal d.m. 10/03/1998.

Qualora un dipendente sia già in possesso di un attestato di formazione in base al d.m. 10/03/1998, con la stessa categoria di rischio, il datore di lavoro è completamente esonerato dagli obblighi formativi sulla gestione delle emergenze?

Risposta

La premessa dell'Accordo richiamato precisa che l'applicazione dei contenuti dell'accordo stesso nei confronti dei dirigenti e dei preposti costituisce la corretta applicazione dell'art. 37, comma 7 del D. Lgs. 81/08.

L'applicazione dei contenuti, però, non è obbligatoria e il datore di lavoro può mettere in atto un percorso formativo diverso; in questo caso dovrà dimostrare che la formazione sia stata "adeguata e specifica".

Noi riteniamo che questo elemento di "facoltatività" possa applicarsi all'intero percorso della formazione per i dirigenti (sostituisce integralmente quella per i lavoratori) e al modulo aggiuntivo per i preposti (in questo caso il modulo base per lavoratori deve considerarsi obbligatorio).

(Giugno 2012)

prevenzio.net

Obblighi penali norme sicurezza sul lavoro

Domanda

Sono amministratore di una ditta artigiana costituita in forma di snc. Qualche tempo fa è accaduto un infortunio a mio zio, assunto presso la ditta sotto forma di collaboratore familiare.

Avendo assunto anche la funzione di RSPP, come datore di lavoro autonominato ai sensi dell'art. 34 del D. Lgs. 81/08, vorrei sapere se ho delle responsabilità relativamente all'infortunio avvenuto.

Risposta

Non è la funzione di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione che fa scaturire degli obblighi penalmente rilevanti circa l'applicazione di norme sulla sicurezza sul lavoro.

Potrebbero configurarsi responsabilità, invece, in qualità di datore di lavoro se l'infortunio è avvenuto per violazioni alle norme suddette.

(Giugno 2012)

prevenzio.net

RSPP esterno e numero minimo lavoratori

Domanda

Rileggendo per l'ennesima volta l'art. 31 mi pare di capire che per un'azienda diversa da quelle evidenziate al comma 6, il datore di lavoro possa nominare un RSPP esterno indipendentemente dal numero dei lavoratori complessivamente impiegati.

Ad esempio, un'azienda che si occupa di logistica, piuttosto che un'azienda agricola di un grosso gruppo od, ancora, una che opera con diverse unità operative sul territorio nazionale ma non rientrante nella definizione di "... Aziende industriali con oltre 200 lavoratori" può nominare un RSPP esterno? In altre parole, vale il principio che "ciò che non è vietato è permesso?".

Risposta

L'interpretazione è giusta. Solo nei casi espressamente previsti al comma 6 dell'art. 31 il Servizio di Prevenzione e Protezione deve essere obbligatoriamente interno all'azienda. In tutti gli altri casi può anche essere esterno.

(Giugno 2012)

prevenzio.net

Impresa straniera e adempimenti sicurezza

Domanda

Una impresa straniera che lavora abitualmente in italia quali adempimenti sulla sicurezza deve applicare?

Diverse sono le casistiche:

  • ditta che lavora abitualmente in italia per posa di cartongesso.
  • Ditta che ha una sede in italia ed utilizza lavoratori distaccati dalla sede rumena, questa ha tutto per i lavoratori assunti dalla ditta italiana, ma per i distaccati cosa bisogna chiedere?
    Durc? Rls? Nomina RSPP? Visite mediche (le hanno in rumeno)? Valutazione dei rischi? Pos?

Risposta

Il D. Lgs. 72/00, relativa al distacco dei lavoratori all'interno della UE (recepimento della Direttiva 96/71/CE), stabilisce che a tali lavoratori devono essere garantite "le medesime condizioni di lavoro" previste da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, nonché dai contratti collettivi nazionali di lavoro, per i lavoratori italiani che effettuino prestazioni lavorative subordinate analoghe.

In entrambi i casi citati nel quesito, relativamente agli aspetti di sicurezza e igiene del lavoro, si applica quanto previsto dal D. Lgs. 81/08, in particolare per la valutazione dei rischi, la predisposizione e messa in atto delle misure di prevenzione e protezione, la nomina del RSPP e medico competente, ecc...

Inoltre, le imprese edili extracomunitarie che operano sul nostro territorio devono iscriversi alla Cassa Edili con conseguente obbligo del DURC; per le imprese comunitarie questo obbligo sussiste solo se non hanno in essere adempimenti analoghi presso organismi pubblici o di fonte contrattuale nel loro Paese.

(Giugno 2012)

prevenzio.net

Classificazione caldaia a vapore per tavola stiro

Domanda

Una tavola da stiro equipaggiata con caldaia per la produzione di vapore da 5 l e con una pressione ts pari a 3 bar è classificata come caldaia di 1a categoria e quindi sottoposta alle verifiche di funzionamento triennali e verifiche decennali ai sensi del D. Lgs. 81/08?

Risposta

Ai sensi dell'art. 2 del D.M. 329/04 (Direttiva PED) questo tipo di caldaia è esclusa dall'obbligo delle verifiche periodiche (triennali e decennali).

(Maggio 2012)

prevenzio.net

Agenti cancerogeni e tenuta del registro degli esposti

Domanda

Per una attività che comporta la presenza di agenti cancerogeni (es. Legni duri o cromo vi) sono svolte indagini analitiche che collocano la concentrazione dell'agente al di sotto del proprio tlv (se esiste) o addirittura sotto la soglia di rilevabilità del metodo.

Il registro di cui art. 243 va comunque sempre attivato (in quanto c'è presenza dell'agente)?

Oppure la sua attivazione è in funzione del giudizio di esposizione all'agente eseguito (per esempio dal medico e/o dal datore di lavoro) tenendo conto dei vari fattori che contribuiscono a definire il livello della stessa esposizione (es. Indagini analitiche, modalità di lavoro, frequenze di esposizione, ecc.)?

Potreste fare chiarezza, visto che, anche fra gli stessi medici del lavoro, gli approcci possono essere nettamente contrastanti fra loro?

Risposta

Il registro degli esposti a cancerogeni (art. 243 del D. Lgs. 81/08) va attivato quando sono presenti lavoratori per i quali la valutazione dei rischi ha evidenziato un rischio per la salute (in questo caso anche la sorveglianza sanitaria è obbligatoria).

Secondo le linee guida del Coordinamento delle Regioni per l'applicazione del 626 sono da considerare esposti (e quindi a rischio per la salute) i lavoratori per i quali l'esposizione a cancerogeni e/o mutageni potrebbe essere superiore a quella della popolazione generale.

Questa operazione è relativamente semplice quando esistono valori di riferimento per la popolazione generale altrimenti, in assenza di tali riferimenti, si può considerare presente e significativa l'esposizione allorché sia riscontrabile la sostanza nell'ambiente di lavoro e sia correlabile un suo coinvolgimento nel ciclo lavorativo.

La soluzione migliore dovrebbe essere riposta nella misurazione dell'esposizione (obbligatoria in fase di valutazione del rischio) ma la qualità del dato spesso insufficiente rendono poco attendibile anche questa metodica.

In quest'ultimo caso si può fare riferimento alla durata d'uso di un cancerogeno; ad esempio si può considerare esposto un soggetto che usa per più di 20 giorni lavorativi un cancerogeno (criterio adottato dall'ASA finlandese) o 30 minuti a settimana come media annuale (secondo il NIOSH).

(Maggio 2012)

prevenzio.net

RSPP

Domanda

Un'impresa applica il contratto del settore meccanica-artigiani, i propri lavoratori sono iscritti all'inail per il settore terziario-commercio e all'inps per il settore industria. Ai fini della nomina del responsabile servizio prevenzione e protezione l'impresa è inquadrabile come azienda artigiana-industriale in cui il datore di lavoro può autonominarsi fino a 30 lavoratori, oppure come "altre aziende" fra cui quelle commerciali in cui il datore di lavoro può autonominarsi fino a 200 lavoratori?

Risposta

Riteniamo che si debba fare riferimento all'attività prevalente effettivamente svolta e al codice ATECO corrispondente, così come riportato sulla visura camerale.

(Maggio 2012)

prevenzio.net

Indici infortunistici

Domanda

Ai sensi del D. Lgs. 81/08, risulta un obbligo effettuare i calcoli statistici degli indici infortunistici relativamente agli infortuni accaduti in azienda (per es.: calcolo della frequenza, incidenza, durata media, gravità, ...)?

Risposta

Non c'è nessun passo del D. Lgs. 81/08 che faccia esplicito riferimento al calcolo degli indici infortunistici citati nella domanda. In ogni caso sembra evidente, soprattutto nelle aziende di dimensioni medio-grandi, allorché la numerosità e le dimensioni permettono valutazioni statistiche accettabilmente affidabili, che il datore di lavoro, per il tramite del Servizio di Prevenzione e Protezione, proceda al calcolo degli indici e al confronto nel tempo all'interno delle stessa azienda, al confronto con i dati medi del comparto di riferimento affinché si possa effettuare una valutazione più approfondita della situazione infortunistica e auspicabilmente una valutazione di efficacia nel tempo di eventuali misure di prevenzione adottate. Si ricorda che questi elementi sono tra quelli obbligatoriamente inseriti negli argomenti da trattare nella riunione periodica prevista dall'art. 35 dello stesso decreto.

(Maggio 2012)

prevenzio.net

DUVRI cantiere edile

Domanda

In un cantiere edile (così come definito dal testo unico), ove operano più imprese esecutrici ed anche i dipendenti dell'impresa committente, oltre al piano di sicurezza e coordinamento, occorre anche il DUVRI per gestire le interferenze tra il committente e le imprese appaltatrici?

Risposta

No, in quanto gli aspetti di rischio da interferenza sono già oggetto del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC). Il comma 2 dell'art. 96 chiarisce che l'accettazione del PSC da parte dei datori di lavoro coinvolti nel cantiere e la redazione del POS costituiscono adempimento, tra gli altri, anche del comma 6 dell'art. 26 (relativo al DUVRI).

(Maggio 2012)

prevenzio.net

Mansioni addetti ed assegnazione livello di rischio

Domanda

Accordo formazione stato-regioni del 21/12/2011 - parte riguardante i lavoratori. Per una azienda rientrante in rischio elevato (es. Una metalmeccanica), per cui i lavoratori devono essere formati con corsi di 4+12 ore, è plausibile applicare una classificazione differenziata fra il personale lavorativo nei reparti o amministrativo con funzioni tecniche (rientrante come rischio elevato e quindi con corsi da 16 ore) e il personale puramente amministrativo impiegato in ufficio (assimilandolo ad attività a rischio basso con corsi di 8 ore)? Questo in quanto il tipo e livello di rischi cui sono esposte le due categorie, pur coesistendo nella stessa azienda, sono ben differenziati.

Risposta

Sì, è possibile fare una distinzione tra gli addetti alla produzione (per i quali si applicano le regole relative al livello di rischio previsto per quel comparto (4+12 ore nel caso specifico) e gli addetti a compiti esclusivamente amministrativi (..."non svolgano mansioni che comportino la loro presenza, anche saltuaria, nei reparti produttivi"...) ai quali viene assegnato il livello di rischio basso (4+4 ore di formazione).

(Maggio 2012)

prevenzio.net

Isocianato e Poliolo

Domanda

Un'azienda ha da poco installato una macchina da imballaggio che utilizza come sostanze in ingresso isocianato e poliolo. Cosa è necessario fare per mettere in sicurezza gli operatori che lavorano sulla macchina, gli operatori circostanti e quelli che provvedono al cambio dei fusti una volta esauriti?

Risposta

Occorre procedere ad un adeguamento della valutazione dei rischi sulla cui base andranno individuate le misure di prevenzione e protezione dei lavoratori addetti.

(Aprile 2012)

prevenzio.net

Medico Competente

Domanda

Il medico competente deve essere sempre nominato in quanto da definizione collabora con il datore di lavoro e il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi oppure deve essere nominato solo quando a termine della valutazione dei rischi si riscontra la necessità della sorveglianza sanitaria?

Risposta

Fin dall'emanazione del D. Lgs. 626/94 la questione era stata posta, pensando, alcuni, che in tutte le occasioni il medico dovesse essere nominato per collaborare alla valutazione dei rischi anche in assenza di obblighi di sorveglianza sanitaria.

La posizione che è prevalsa, pienamente condivisibile, prevede che solo allorchè dalla valutazione dei rischi, che il datore di lavoro effettuerà anche senza il medico competente, emerge l'obbligo di sorveglianza sanitaria per almeno un lavoratore dell'azienda il datore di lavoro dovrà nominarlo.

Da quel momento in poi lui esplicherà la sua funzione sulla base degli obblighi di legge e dei risultati della valutazione dei rischi già effettuata; anche su questa entrerà nel merito suggerendo, eventualmente, modifiche e integrazioni.

(Aprile 2012)

prevenzio.net

Eternit - Ordinanza Ausl

Domanda

Le linee guida recitano: presenza di eternit: punteggio scadente 21- 27 (pessimo) in questi casi si propone di fare ricorso all'ordinanza emessa dall'autorità sanitaria locale.

Dove è reperibile questa ordinanza per Modena e/o Bologna?

Come costringere un proprietario che non vuole provvedere alla rimozione dell'eternit o alla relativa messa in sicurezza pur essendo lo stato di conservazione pessimo?

Quali altre alternative rimangono?

Risposta

Non esiste un'ordinanza a disposizione del cittadino da far valere per imporre una bonifica ad un vicino che risulta proprietario di uno stabile con copertura in cemento-amianto.

Sulla base delle linee guida della Regione Emilia Romagna, se dalla valutazione dello stato di conservazione si arriva ad un giudizio PESSIMO, il proprietario dell'immobile entro 18 mesi deve procedere alla bonifica, preferibilmente attraverso la rimozione.

Per ottenere questo risultato si può effettuare segnalazione al Servizio di Igiene Pubblica (se si tratta di un'abitazione civile) o al Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'AUSL competente per territorio.

Saranno questi Servizi, direttamente o attraverso ordinanza del Sindaco del Comune dove è situato l'immobile, a pretendere l'operazione di bonifica.

(Marzo 2012)

prevenzio.net

Aggiornamento RSPP

Domanda

Aggiornamento RSPP settore ATECO 4. Chi ha fatto il corso nelle seguenti date: modulo b) dal 28/02/2007 al 4/4/2007; modulo c) dal 10/05/2007 al 28/5/2007; modulo a) dal 03/10/2007 al 20/10/2007; entro quale data deve fare l'aggiornamento?

Risposta

Precisando che il modulo A è propedeutico alla formazione relativa al modulo B, l'aggiornamento periodico va completato entro cinque anni dall'acquisizione del requisito specifico previsto dal modulo B, per ogni macrosettore ATECO di interesse. Nel caso specifico, quindi, l'aggiornamento deve concludersi entro il 4/4/2012 pena decadimento dei requisiti e nullità della nomina.

(Marzo 2012)

prevenzio.net

Valutazione rischio chimico preparato classificato non pericoloso

Domanda

Si chiede se è corretto il processo di valutazione di un preparato non classificato pericoloso prendendo in esame le frasi R attribuite ai componenti il preparato, ai fini dell'applicazione del Movarisch.

Risposta

Ai soli fini dell'utilizzo del software Movarisch, quale modalità per effettuare la valutazione del rischio chimico in azienda, non è corretto inserire nel campo "frasi R" le frasi di rischio dei componenti della miscela/preparato in quanto occorre considerare la suddetta miscela/preparato come un agente chimico unico.

Tale miscela/preparato pur non essendo considerata pericolosa ai sensi del D. Lgs. 52/97 e ai sensi del D. Lgs. 65/03 e nemmeno ai sensi dell'Allegato XXXVIII del D. Lgs. 81/08, potrebbe comunque essere considerata pericolosa ai sensi dell'art. 222 comma 1 Punto 3 del citato D. Lgs. 81/08

(Marzo 2012)

prevenzio.net

RSPP amministratore o socio

Domanda

A seguito di verbale di delibera del cda con il quale in una srl viene incaricato un componente del consiglio di amministrazione o un socio diverso dal presidente ad esercitare le funzioni "di datore di lavoro in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, conferendogli i più ampi poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti nell'esercizio di detta funzione, attribuendogli pieni poteri di spesa", tale soggetto:

  1. può essere nominato come RSPP ai sensi dell'art. 34 del D. Lgs. 81/08?
  2. quale formazione deve avere per poter svolgere la funzione di RSPP. Formazione secondo l'accordo stato regioni oppure ai sensi del D. Lgs. 195/03.

Risposta

Un soggetto con le caratteristiche descritte nella domanda, a nostro parere può essere individuato come datore di lavoro ai sensi del D. Lgs. 81/08. Su questa base, quindi, può assumere anche i compiti di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, ai sensi dell'art. 34 dello stesso decreto (ovviamente se rientra nei casi previsti), acquisendo i crediti formativi indicati nell'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 che tiene conto dei livelli di rischio del settore ATECO di appartenenza dell'azienda.

(Marzo 2012)

prevenzio.net

Aggiornamento RSPP Sicurezza Cantieri e settore ATECO 3

Domanda

Un RSPP partecipa ad un corso di aggiornamento per coordinatori della sicurezza nei cantieri.

Tale corso può valere anche come aggiornamento per RSPP settore ATECO 3 - Costruzioni?

Risposta

Nelle varie discussioni seguite all'entrata in vigore del D. Lgs. 81/08 e degli accordi specifici sulla formazione si è sempre concluso che i due percorsi formativi (Coordinatori per la sicurezza in edilizia e RSPP nel settore costruzioni) andassero tenuti distinti, compresa la fase di aggiornamento periodico.

(Marzo 2012)

prevenzio.net

MoVaRisCh - detergente diluito in acqua

Domanda

Abbiamo la necessità di valutare con il modello MoVaRisCh il rischio chimico per la salute per un prodotto chimico (detergente liquido) che viene utilizzato diluito in acqua.

Non avendo trovato indicazioni precise in merito, le alternative per noi ipotizzabili sono:

  • considerare lo score associato al prodotto "puro" (non diluito), dal momento che in una prima fase di preparazione il prodotto, prima di essere miscelato all'acqua, non è diluito. Tale alternativa sembra però molto cautelativa
  • utilizzare l'indice "inclusione in matrice", dal momento che si tratta di una sospensione in matrice acquosa
  • utilizzare una nuova classificazione del preparato in base al D. Lgs. 65/03 quale di queste alternative può essere utilizzata o c'è una possibilità diversa?

Risposta

Occorre innanzitutto valutare la pericolosità della miscela classificandola ai sensi del D.Lgs.65/03.

(Marzo 2012)

prevenzio.net

Formazione Preposti

Domanda

Formazione preposti: art. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti 7.

I dirigenti e i preposti ricevono a cura del datore di lavoro, un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro.

I contenuti della formazione di cui al presente comma comprendono:
(comma così modificato dall'articolo 23 del D.Lgs. N. 106 del 2009)

a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;

b) definizione e individuazione dei fattori di rischio;

c) valutazione dei rischi;

d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

Una società di formazione sicurezza ha effettuato corsi per i preposti conformi alle previsioni dell'art.37, comma 7 D. Lgs. 81/08 della durata di 4 ore, prima dell'entrata in vigore dell'accordo stato-regioni sulla formazione(26/01/2012).

Con il presente quesito si chiede se questa formazione viene riconosciuta valida (solo l'obbligo dell'aggiornamento delle 6 ore entro i 5 anni dal rilascio dell'attestato) o deve essere integrata.

Risposta

I corsi di formazione nei confronti dei preposti, svolti prima dell'entrata in vigore dell'Accordo del 21/12/2011, sono da considerare validi ai fini degli obblighi previsti dall'art. 37 del D. Lgs. 81/08, se non in contrasto con le indicazioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro.

Rimane in vigore l'obbligo di aggiornamento della durata di 6 ore quinquennali; se la formazione pregressa è stata completata 5 anni prima della data di pubblicazione dell'accordo (12/1/2012) l'aggiornamento deve concludersi entro un anno da tale data.

Bisogna sottolineare sempre, però, il principio secondo il quale il datore di lavoro verifica se la formazione dei propri dipendenti sia da ritenersi adeguata nel tempo; nell'eventualità di una criticità di qualunque natura è tenuto a provvedere con un'integrazione alla formazione precedentemente svolta.

(Marzo 2012)

prevenzio.net

Aggiornamento RSPP

Domanda

Ho acquisito il titolo di laurea specialistica (3+2 anni, cioè triennale e biennio specialistico) in ingegneria ambiente e territorio nel marzo 2009.

Ho frequentato il modulo c a ottobre 2009.

Da ottobre 2009 sono abilitato RSPP per tutti i settori ATECO.

La decorrenza del quinquennio ai fini del soddisfacimento dell'obbligo di aggiornamento scatta da marzo 2009?

Oppure devo tener conto della data di conseguimento della laurea triennale?

Risposta

Il termine da cui far partire il conteggio dei cinque anni per l'aggiornamento periodico è quello in cui si è acquisito il titolo di studio esonerante dai moduli A e B; in questo caso, quindi, corrisponde al momento della laurea specialistica in ingegneria ambientale e territorio (marzo 2009).

(Marzo 2012)

prevenzio.net

RLSA - Consigliere amministrazione

Domanda

In una srl con dipendenti può essere eletto e formato come rlsa uno dei componenti del consiglio d'amministrazione o comunque un socio che presta attività lavorativa all'interno dell'impresa?

Risposta

La nomina/designazione del RLS non è un obbligo aziendale ma un'opportunità che la legge riserva ai lavoratori dell'azienda che possono designare/individuare uno di loro a rappresentarli all'interno del processo preventivo previsto dal D. Lgs. 81/08.

Nel caso specifico, quindi, un socio che presta la propria attività lavorativa all'interno dell'azienda è assimilato ad un lavoratore subordinato e quindi può essere nominato/designato RLS; questo ruolo, invece, non può essere svolto da un componente del consiglio di amministrazione.

Si sottolinea, però, che alcuni accordi applicativi del D. Lgs. 81/08 (ad esempio quello relativo all'Artigianato) precisa che non sono eleggibili, nè elettori i soci di società, gli associati in partecipazione e i collaboratori familiari.

In assenza di RLS interno le funzioni sono svolte dal RLS territoriale, come previsto dall'art. 48 del decreto citato, solo nei settori dove sono stati raggiunti accordi a livello nazionale.

A tale proposito, sempre l'accordo nazionale relativo all'artigianato sopracitato, per le aziende fino a 15 dipendenti, prevede solo la possibilità di RLS territoriale; nel caso in cui esse abbiano RLS interni questi rimangono in vigore fino alla naturale scadenza del mandato, allorché subentrano gli RLS territoriali.

(Marzo 2012)

prevenzio.net

Formazione DM 16/01/97

Domanda

Nell'accordo stato regioni del 21/12/11 sulla formazione è previsto in ordine all'aggiornamento per i datori di lavoro che abbiano già ricevuta formazione come da DM 16/01/97 un rinnovo quinquennale.

La domanda è se il quinquennio s'intende a partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo oppure dalla data di ultimazione del corso, pertanto un datore di lavoro che abbia effettuato il corso nel 1999 ha cinque anni da allora oppure dal 26/01/12?

Risposta

Per i datori di lavoro autonominati Responsabili del Servizio di Prevenzione e Sicurezza ai sensi dell'art. 34 del D. Lgs. 81/08 (o dell'art. 10 del D. Lgs. 626/94), e che hanno frequentato un corso i cui contenuti e durata fanno riferimento al D.M. 16/1/97, dovranno frequentare un corso di aggiornamento quinquennale di durata variabile, in base al livello di rischio dell'azienda.

I cinque anni entro cui completare l'aggiornamento decorrono dalla data di entrata in vigore dell'accordo (26/1/2012).

(Febbraio 2012)

prevenzio.net

Decadenza autocertificazioni rischio rumore e vibrazioni

Domanda

Come è ben noto a far tempo dal 30.06.2012 le aziende sino a 10 dipendenti non potranno più auto-certificare la valutazione dei rischi ma saranno chiamate ad adempiere in modo completo al dovere di valutare i rischi e formalizzare metodo di valutazione e risultati nel documento di valutazione dei rischi. In questa domanda si fa riferimento specificatamente al rischio rumore e al rischio vibrazioni. Negli atti dell'incontro del gruppo DBA a Modena, a firma del relatore dott. Omar nicolini, che nell'ambito del rischio da rumore negli ambienti di lavoro è uno dei massimi esperti in italia, si legge che per le aziende fino a 50 addetti è suggerito, ove il rischio è palesemente al di sotto dei valori inferiori d'azione (mi riferisco a piccoli uffici, farmacie, agenzie di assicurazione) la non tassatività della misurazione (francamente eccessivamente onerosa), sostituibile da una relazione di tecnico qualificato, che attesti il non superamento dei via e giustifichi metodo e riferimenti adottati. Nel caso di attività in cui il rischio rumore è palesemente al di sotto dei via, volendo anticipare la deadline del 30 giugno p.v., si ritiene che questa sia ad oggi la soluzione migliore, sia dal punto di vista meramente normativo che per l'effettiva tutela dei lavoratori?

Risposta

La possibilità di "giustificare" il palese rispetto dei valori inferiori di azione (tanto per il rumore, quanto per le vibrazioni HAV e WBV) e quindi la non esigenza di provvedere a misurazioni è possibile anche oggi e permarrà in vigore anche quando saranno adottate le procedure standardizzate previste dall'art.29, commi 5 e 6, del D. Lgs.81/08. Tale possibilità di "giustificazione" vale per tutte le aziende indipendentemente dal numero di occupati (anche oltre 50) e deve essere effettuata da "personale qualificato" che può anche essere il Datore di Lavoro. Si ricorda infine che per le vibrazioni la possibilità di non effettuare misurazioni è inoltre prevista anche al superamento dei valori di azione a condizione di poter stabilire l'A(8) mediante la banca dati Regioni-INAIL (www.portaleagentifisici.it) o a partire dai dati dei fabbricanti delle attrezzature.

(Febbraio 2012)

prevenzio.net

Sollevatore autoveicoli

Domanda

Un sollevatore per autoveicoli, sia funzionante con funi o catene che a forbice, è soggetto alle verifiche periodiche menzionate nel d. L. 359? Nell'allegato xiv si menziona in modo generico apparecchi di sollevamento > di 200 kg e funi o catene di apparecchi di sollevamento.

Risposta

I sollevatori per autoveicoli non sono elencati nell'allegato VII del D. Lgs. 81/08 (sostituto del vecchio allegato XIV del D. Lgs. 359) e sono esclusi dall'obbligo delle verifiche periodiche da parte dell'AUSL.

(Febbraio 2012)

prevenzio.net

Guida carrelli elevatori e sostanze alcoliche, psicotrope e stupefacenti

Domanda

La regione emilia-romagna nella "determinazione del direttore generale centrale organizzazione, personale, sistemi informativi e telematica 14 ottobre 2010, n. 11312 - divieto di assunzione di sostanze alcoliche, psicotrope e stupefacenti. Sorveglianza sanitaria dei lavoratori assegnati a mansioni a rischio" stabilisce sia nell'allegato a (per alcool) che nell'allegato b (per stupefacenti) che sono inclusi i lavoratori alla guida di macchine di movimentazione merci (guida di carrelli elevatori). Ciò senza distinguere tra chi usa il carrello per il trasporto delle merci e chi lo utilizza in quanto addetto alla sua manutenzione (e quindi lo usa a vuoto per caricarlo su pianali e portarlo presso la sede della manutenzione). Occorre quindi ritenere che sono soggetti anche tali addetti "alla guida". Paradossalmente sarebbero soggetti per il percorso di carrello fino al pianale del furgone e poi esclusi per il trasporto su strada fatto con furgone che richiede la sola patente b. Ed anche: se sì, verrebbero assimilati a guidatori di carrelli anche gli operatori di una fabbrica di carrelli che spostano i mezzi alla fine della linea, una volta concluso il montaggio (quindi sempre a vuoto e senza alcuno scopo di movimentazione di materiali).

Risposta

Devono essere considerati soggetti alla guida dei carrelli elevatori solo gli utilizzatori professionali che ne fanno un uso non saltuario. Tra questi non rientrano gli addetti alla manutenzione che, per svolgere il compito, li movimentano per brevi tratti, come nell'esempio riportato nella domanda.

(Febbraio 2012)

prevenzio.net

Decorrenza aggiornamento RSPP

Domanda

Un consulente, laureato nel 2008 in un corso triennale di medicina (snt/4) abilitante ai moduli a e b (aspp), in novembre 2011 ha conseguito il mod. C ottenendo la qualifica di RSPP. Il quesito è il seguente: secondo il punto 3 delle linee guida condivise dell'accordo in conferenza stato - regioni, attuativo dell'art. 2 comma 2 e 3 del D. Lgs. 195/03, l'aggiornamento quinquennale dell'RSPP scatta a partire dalla data del conseguimento della laurea triennale e non dal momento di acquisizione del modulo c. E' corretto?

Risposta

Il titolo di studio di Tecnico per la Prevenzione (laurea triennale) permette l'esenzione dai moduli A e B previsti dall'Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006; per svolgere le funzioni di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione occorre acquisire anche l'attestato di frequenza del modulo C. Si precisa che il credito formativo relativo ai moduli A e C è permanente; quello relativo al modulo B, invece, è sottoposto ad obbligo di aggiornamento periodico quinquennale, prendendo come riferimento il momento dell'acquisizione dei crediti dello specifico modulo. Nel caso dell'esenzione, quindi, come momento da cui far partire il calcolo dei 5 anni occorre fare riferimento all'acquisizione del titolo di studio esonerante. Si ricorda che gli aggiornamenti periodici sono diversificati in base ai macrosettori ATECO di riferimento (60 ore per macrosettori 3, 4, 5 e 7; 40 ore per macrosettori 1, 2, 6, 8 e 9; 100 ore per chi opera - o vuole acquisire i titoli per poter operare - sia in aziende appartenenti al primo raggruppamento che aziende appartenenti al secondo).

(Febbraio 2012)

prevenzio.net

Conduzione veicoli ed esami tossicologici

Domanda

E' necessario sottoporre agli esami tossicologici il personale di scuole o centri di formazione (ad esempio educatori, docenti, tecnici, bidelli ecc) che può essere incaricato di accompagnare gli alunni (anche minorenni) a visite, manifestazioni, gite o gare sportive conducendo mezzi di trasporto della scuola o del centro di formazione (classici pulmini a 9 posti o auto) per i quali è sufficiente la patente b? L'allegato dell'accordo stato regioni del 30 ottobre 2007 annovera gli autisti con patente c o superiore ed i taxisti o autisti con abilitazione all'esercizio della professione di conducente di mezzi di trasporto pubblico o di noleggio con conducente. Il personale scolastico o di centri di formazione conducono mezzi con patente b (che al massimo rientrano nell'elenco che prevede divieto di assunzione di alcol) e non hanno nessuna abilitazione all'esercizio della professione di conducente di mezzi di trasporto pubblico o di noleggio con conducente.

Risposta

I conducenti di mezzi per i quali è richiesta la patente B non sono sottoposti ai controlli per l'accertamento di uso anche sporadico di sostanze stupefacenti. Le mansioni per le quali questo controllo è previsto sono quelle elencate nell'allegato 1 dell'Accordo Stato-Regioni del 30 ottobre 2007.

(Febbraio 2012)

prevenzio.net

Impresa individuale senza dipendenti

Domanda

Dal 1 luglio 2012 un'impresa individuale senza dipendenti deve redigere in dvr? Il titolare della suddetta ditta deve effettuare i corsi di primo soccorso e antincendio?

Risposta

Un'azienda senza lavoratori dipendenti o assimilati non è tenuta ad applicare la gran parte del D. Lgs. 81/08; solo i lavoratori autonomi devono rispettare quanto previsto dall'art. 21 (uso di attrezzature e DPI a norma, tessera di riconoscimento in caso di appalto) e 26 (coordinamento e cooperazione in caso di appalto, con il committente e con eventuali altre ditte presenti). Tra gli obblighi di una ditta individuale non sono previsti, quindi, la valutazione dei rischi né la nomina di addetti al primo soccorso e all'emergenza.

(Febbraio 2012)

prevenzio.net

Vaccinazione antitetano

Domanda

Come devono comportarsi il datore di lavoro e il medico competente nel caso un lavoratore esposto al rischio tetano rifiuti di sottoporsi a vaccinazione antitetanica? Quali possono essere le conseguenze nel caso il datore di lavoro non riconosca una posizione lavorativa a rischio tetano o comunque non meritevole di misure di prevenzione?

Risposta

La vaccinazione antitetanica rientra a tutt'oggi tra quelle obbligatorie sia nei bambini che negli adulti che svolgono attività lavorative in alcuni comparti ritenuti a maggior rischio (agricoltura, metalmeccanica, addetti agli allevamenti e cura del bestiame...) (L. 292/63 e s.m.i.). In questi anni sono state poste varie questioni relative alle vaccinazioni obbligatorie in considerazione anche dei mutati quadri di rischio presenti. Nello specifico della vaccinazione antitetanica possiamo dire che negli ambienti di lavoro occorre partire sempre dalla valutazione dei rischi e dalla messa in atto prioritariamente di misure di protezione collettiva; quando si ritiene che persista un rischio residuo importante tra le misure da adottare occorre fare riferimento anche alla vaccinazione. Si sottolinea che la profilassi antitetanica è considerata tra le più sicure (praticamente esente da effetti avversi) e più efficaci (copertura superiore al 95 %) oltre ad essere di facile gestione: dopo il primo ciclo vaccinale la copertura dura almeno 10 anni (attualmente i richiami vengono effettuati con questa periodicità). Il D. Lgs. 81/08 classifica il tetano in classe 2 (un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaga nella comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche...) indicando anche a margine l'esistenza di un vaccino efficace ma non impone la vaccinazione; all'art. 279 tra le misure indicate, oltre alla sorveglianza sanitaria, parla di ..."messa a disposizione di vaccini efficaci.. da somministrare a cura del medico competente"... Il comma 5 dello stesso articolo nel ribadire l'obbligo informativo del medico competente nei confronti del lavoratore cita espressamente .."i vantaggi e gli svantaggi della vaccinazione". Tenendo fermi i principi appena enunciati, in presenza di un significativo rischio per la salute del lavoratore, il datore di lavoro (e il medico competente, quindi) non può non "pretendere" la vaccinazione dei soggetti esposti. La mancata individuazione del rischio da parte del datore di lavoro, comporta, in ogni caso, una specifica violazione di legge (per mancata valutazione del rischio stesso e conseguenti deficit nella individuazione e messa in atto delle misure di prevenzione e protezione).

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Eternit - Monitoraggio conservazione

Domanda

Nel caso di tetto in eternit, quale ragionevole periodicità/intervallo di tempo si può considerare per un adeguato monitoraggio dello stato di conservazione del manufatto?

Risposta

Per il controllo dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto è consigliabile usare le Linee guida della Regione Emilia-Romagna che si basano sui criteri del D. M. 6/9/94. Sulla base dell'esito della valutazione sono indicate anche le periodicità dei controlli successivi (triennali in caso di condizioni discrete di conservazione) e delle misure da adottare (dal semplice controllo periodico con adozione di procedure per le manutenzioni ordinarie e straordinarie alle operazioni di bonifica con rimozione in tempi ravvicinati - 18 mesi al massimo- quando lo stato di conservazione è definito "pessimo").

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Impiego segaossi

Domanda

In riferimento ad una vs risposta del febbraio 2008 relativa ad un quesito relativo all'impiego della segaossi (utilizzo spingipezzo), gradiremo sapere se, a vs parere, sia legittimo non impiegare lo spingipezzi in considerazione ai requisiti del D. Lgs. 81/2008 - allegato V - p.to 6.5 (quando per effettive esigenze di lavorazione non sia possibile proteggere... gli organi dei lavoratori... deve essere limitata al minimo indispensabile... e devono adottarsi misure per ridurre al minimo il pericolo)

Risposta

Il DLgs. 81/08 cambia nella forma ma non nella sostanza il dettato normativo in merito alle attrezzature a cui si fa riferimento nel quesito. Si ritiene quindi di poter ribadire la validità della risposta formulata al quesito del febbraio 2008.

= Per chiarezza si riportano in coda il questito e la risposta di febbraio 2008 =

Quesito
E' legittimo realizzare una scheda di uso sicuro per la segaossi nella quale si norma quando questa si può utilizzare senza l'utilizzo del pressore o spingipezzo (come la rifilatura del lombo con mani lontane dalla lama e impossibili da realizzare con il pressore)? Nel caso di infortunio l'azienda rischia la condanna per avere disposto la "rimozione di una protezione"? La norma uni en 12268:2004 prevede sempre la presenza del pressore mentre l'art. 47 del dpr 547/55 prevede la rimozione temporanea delle sicurezze e dice "le protezioni ed i dispositivi di sicurezza delle macchine non devono essere rimossi se non per necessità di lavoro. Qualora essi debbano essere rimossi dovranno essere immediatamente adottate misure atte a mettere in evidenza e a ridurre al limite minimo possibile il pericolo che ne deriva. La rimessa in posto della protezione o del dispositivo di sicurezza deve avvenire non appena siano cessate le ragioni che hanno reso necessaria la loro temporanea rimozione.

Risposta
La norma tecnica deve essere intesa come uno strumento, non obbligatorio, per il rispetto della norma di legge, basandosi sul principio della presunzione della conformità.
In ogni caso, dunque, l'obbligo ineludibile consiste nel rispetto della norma di legge (nello specifico il d.p.r. 547/55).
Per questo motivo possiamo ritenere che una scheda di sicurezza redatta secondo i principi enunciati nella domanda possa considerarsi a norma.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Elevatore per persone e cose

Domanda

Nel caso sia fornito un elevatore per persone e cose, marcato ce da un costruttore, poi installato (in capannone ind.le /sede di utilizzo) tramite un'azienda mandataria/centro assistenza autorizzato, la domanda è: se il futuro utilizzatore (in sede di analisi rischi) riscontra una non conformità dell'elevatore fornitogli, nella distanza tra cabina e vano (predisposto dal proprietario), quale misura può adottare oltre a quella "preventiva di non metterlo in servizio"?

Lo stesso utilizzatore/DDL:

1- non utilizzando la macchina, rischia sanzioni in caso di controllo asl?

1b- o solo prescrizioni/sanzioni a cura dei fornitori (tre entità responsabili a monte) del prodotto ritenuto non conforme?

2- oltre ad aver contestato la fornitura per iscritto ai tre responsabili. A monte, come può tutelare se stesso come azienda e i suoi dipendenti da una simile situazione?

2b- il proprietario dello stabile/capannone industriale può evitare di verificarla se conforme prima di cederla in uso al futuro inquilino (considerando gli attori della catena di fornitura più esperti sull'argomento)?

Risposta

La misura ulteriore, prima dell'utilizzazione, consiste nel prendere i provvedimenti necessari a rendere conforme la macchina, coinvolgendo chiunque possa essere ritenuto legittimamente abilitato ad intervenire sull'elevatore, indipendentemente da aspetti contrattuali di cessione in uso onerosa o meno. Infatti la responsabilità penale, in caso di infortunio ai lavoratori o anche semplicemente di non conformità, ricade in primis sul DdL, con il coinvolgimento di tutte le altre figure della filiera (costruttore, venditore, installatore, cedente in uso).

1- Quando il DdL possa oggettivamente dimostrare che la macchina è fuori servizio, e quindi non si configurano rischi per i lavoratori derivanti dall'uso dell'attrezzatura stessa, non esistono i presupposti per attivare le procedure sanzionatorie previste dalla legislazione di riferimento.

1b- Potrebbe configurarsi invece (verificando il caso specifico sul campo) l'avvio della procedura amministrativa di segnalazione ai ministeri competenti nel caso in cui la macchina sia soggetta a Direttive di Prodotto UE. Infatti in questo caso si tratta di controllo di mercato e si potrebbe presupporre induttivamente che esistano esemplari simili in uso all'interno dell'UE

2- Vedi la premessa

2b- Il proprietario dello stabile è obbligato a cedere un'attrezzatura conforme alla normativa di riferimento e deve dimostrare l'avvenuta verifica, prevista dalla legge, prima dell'affidamento a terzi, a qualsiasi titolo, della macchina.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

ACGIH 2010 - Olii minerali

Domanda

Nel volume ACGIH 2010 (per la verifica dei valori limiti di soglia definiti dall'ACGIH) alla voce olio minerale compare la scritta: "esclusi i fluidi di lavorazione metalli" con il limite di 5 mg/m3. Come deve essere intesa tale indicazione? Tale limite può essere utilizzato per i fluidi lubrorefrigeranti (usati nelle macchine utensili tradizionali quali tornio, ecc) o bisogna confrontarli con un altro valore e quale?

Risposta

Si precisa che i fluidi di lavorazione dei metalli non sono oli minerali. L'olio minerale è una sostanza mentre i fluidi di lavorazione dei metalli sono delle miscele che possono contenere oli minerali. Di questo occorre tenere presente anche nella individuazione dei TLV più adeguati. 1) per un olio intero, derivato dal petrolio e altamente raffinato (al solvente o altro metodo),il TLV = 5 mg/m3 (campionamento della frazione inalabile); giudizio di cancerogenicità A4 (non classificabile come cancerogeno per l'uomo) 2)per un olio intero, derivato dal petrolio e non altamente raffinato, TLV non è identificato con un valore ma con un concetto: il livello di esposizione deve essere quello raggiungibile con la miglior tecnologia esistente (campionamento della frazione inalabile), giudizio di cancerogenicità A2: cancerogeno sospetto per l'uomo In tutti gli altri casi, deve essere inderogabilmente esaminata la Scheda di Sicurezza e devono essere individuati gli agenti chimici che comportano un rischio per la salute, distinguendo il caso di una miscela di agenti chimici pericolosi (come accade per lo più) o di agenti chimici cancerogeni e, se necessario, si applica il TLV di miscela.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Drug test

Domanda

Quali normative regolano il drug test? Chi deve eseguirlo? Secondo quali modalità? Qual è la scadenza di validità del test? Oltre ai mulettisti, anche gli operatori che manovrano i ponteggi elettrici sono obbligati a sottoporsi al test?

Risposta

Immaginiamo che il termine "drug test" sia da riferirsi ai controlli eseguiti sui lavoratori allo scopo di indagare l'eventuale uso di sostanze psicotrope e stupefacenti (illegali) in alcune mansioni specifiche. La principale normativa di riferimento è rappresentata dal D.P.R. 309/90 (testo unico sulle tossicodipendenze) che all'art. 125 stabilisce che i lavoratori che svolgono mansioni comportanti particolari rischi per la propria salute e sicurezza e per quella dei terzi debbano essere sottoposti a controlli per escludere la tossico-dipendenza da parte del datore di lavoro. Il provvedimento 30/10/2007 (Conferenza Unificata Stato Regioni:Intesa in materia di accertamenti di assenza di tossicodipendenza) che precisa l'elenco delle mansioni da considerare a rischio per terzi, prevista dalla normativa citata, i cui lavoratori devono essere sottoposti a controlli preventivi e periodici (di solito annuali) da parte del medico competente, volti a verificare sia l'assunzione sporadica di queste sostanze che un vero e proprio stato di tossico-dipendenza. Il D. Lgs. 81/08 (precedentemente il D. Lgs. 626/94) che all'art. 41 inserisce la verifica di assenza di assunzione di sostanze psicotrope tra le finalità della sorveglianza sanitaria affidata al medico competente. L'accordo 18/9/2008 della Conferenza Unificata Stato-Regioni che ha definito le procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope: modalità, periodicità, conseguenze e gestione delle positività... I controlli, quindi, sono affidati al medico competente che in fase di avvio ad una delle mansioni a rischio effettua il controllo senza preavviso, di solito sulle urine, per la ricerca di metaboliti di alcune droghe tra le più conosciute. In caso di positività è prevista una conferma con un test di secondo livello (con un grado maggiore di affidabilità); il lavoratore viene dichiarato temporaneamente non idoneo in attesa della conferma. La temporanea inidoneità alla mansione può essere gestita semplicemente con un cambio (verso una mansione non a rischio: non inserita nell'elenco). Il test viene di solito eseguito una volta all'anno; può essere effettuato in altre occasioni particolari: per ragionevole dubbio (segnalazione da parte del datore di lavoro o suo delegato al MC, quando sussistono indizi o prove sufficienti di una possibile assunzione di sostanze illecite; MC verifica la fondatezza ed attiva, se del caso, gli accertamenti clinici); dopo un incidente (per incidenti alla guida di veicoli durante il lavoro, da effettuarsi in caso di ragionevole dubbio); monitoraggio cautelativo (prima del rientro nella mansione a rischio, controlli ad intervalli regolari dopo la sospensione per esito positivo; periodicità almeno mensile; durata minima almeno 6 mesi); accertamento al rientro al lavoro, dopo sospensione per positività. A nostro parere i lavoratori che manovrano i ponteggi elettrici (piattaforme aeree) rientrano nelle mansioni previste dall'elenco pubblicato solo quando sono movimentati con un posto di guida a bordo; sono escluse, invece, le piattaforme movimentate a terra tramite pulsantiera.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Modifiche impianto elettrico

Domanda

Dalla rilettura dell'art.5 del DM 37/08 sembrerebbe necessario affidare la progettazione delle modifiche ad un impianto (elettrico in questo caso) qualora la potenza sia superiore a 6 kw oppure la superficie dell'immobile superi i 200 m2. Il quesito in oggetto è il seguente: l'obbligo di progetto in un'attività produttiva è comunque necessario anche se le modifiche sono rappresentate dall'installazione di 2 prese e 4 lampade fluorescenti in un locale con potenza installata pari a 10 Kw, di complessivi 120 m2?

Risposta

Il caso in oggetto rientra nella definizione di ampliamento dell'impianto, che per i parametri descritti è soggetto ad obbligo di progettazione. Il decreto non prevede deroghe o esclusioni per impianti come quello in esame, se non in caso di manutenzione, ordinaria o straordinaria, che però non viene citata nell'art. riportato nel quesito.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Impianto a terra condominiale e singoli uffici

Domanda

In un fabbricato con 10 uffici, destinati ad attività lavorative con uno o due dipendenti al massimo quindi comunque 10 datori di lavoro, ed un unico impianto di terra condominiale, devono essere fatte dieci denunce all'ISPESL (ora INAIL) o AUSL oppure basta quella del condominio? Chi deve far verificare l'impianto a cadenza periodica?

Risposta

Ogni datore di lavoro ha l'obbligo di presentare la denuncia dell'impianto di terra e di procedere all'affidamento delle verifiche periodiche per i locali di propria competenza, anche se l'impianto è unico come quello in esame. Si configurerebbe altrimenti una delega di responsabilità che non è prevista dalla legislazione i materia.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Uso mezzi antincendio

Domanda

L'uso di un mezzo destinato alle emergenze (ad esempio l'estintore) può essere utilizzato da chiunque o sempre e solo dagli addetti all'antincendio (che hanno avuto una formazione specifica adeguata al rischio)?

Risposta

L'uso delle apparecchiature portatili antincendio (estintori) deve essere limitato al personale designato per la prevenzione incendi secondo quanto previsto dall'art. 18 comma 1/b del D. Lgs. 81/08 e formati secondo quanto previsto dagli artt. 37 e 43. Per i lavoratori è prevista solo un'opportuna informazione e formazione anche su questo rischio al fine dell'adozione delle misure di protezione più adeguate, tra cui, l'abbandono del luogo di lavoro, in caso di pericolo grave e immediato.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Cadenzamento aggiornamento formazione antincendio

Domanda

La normativa vigente prevede un aggiornamento cadenzato del corso per la formazione antincendio del personale?

Risposta

L'art. 37 (comma 9) del D. Lgs. 81/08 fornisce indicazioni circa la formazione dei lavoratori a cui sono stati affidati i compiti di prevenzione incendi, lotta antincendio e evacuazione dei luoghi di lavoro. In questo comma si parla chiaramente anche di aggiornamento periodico della formazione, che sarebbe stata meglio precisata da decreti specifici previsti dal comma 3 dell'art. 46; in assenza di questi, il riferimento rimane il D. M. 10/3/1998 che, però, non fornisce nessun dettaglio circa la questione degli aggiornamenti.

Per questo motivo il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, in data 23/2/2011, ha emanato una lettera circolare nella quale sono stati definiti, a livello orientativo, il programma, i contenuti e la durata dei corsi medesimi distinguendoli per tipologia di rischio.

CORSO A: aggiornamento addetto antincendio in attività a rischio di incendio basso durata: 2 ore argomento: presa visione del registro antincendio e istruzioni sull'uso degli estintori (dimostrazione pratica o avvalendosi di sussidi audiovisivi)

CORSO B: aggiornamento addetto antincendio in attività a rischio di incendio medio: parte teorica: 2 ore argomento: l'incendio e la prevenzione; protezione antincendio e procedure da adottare; parte pratica: 3 ore presa visione del registro antincendio; esercitazione sull'uso di estintori, naspi e idranti.

CORSO C: aggiornamento addetto antincendio in attività a rischio di incendio alto: parte teorica: 5 ore argomento: l'incendio e la prevenzione; protezione antincendio e procedure da adottare; parte pratica: 3 ore presa visione del registro antincendio; chiarimento sull'uso dei DPI; esercitazione sull'uso di estintori, naspi e idranti. Si fa presente che la circolare non formula indicazioni sulla periodicità di tale formazione.

A buon senso si ritiene che tale periodicità possa essere triennale, in analogia anche con quanto previsto dal D. Lgs. 388/03 (art. 5, comma 3) per gli addetti al primo soccorso.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Registro degli esposti

Domanda

Nel caso in cui un'azienda non cessa l'attività, ma non effettua più il ciclo di lavoro che esponeva i propri dipendenti a cancerogeni, viene meno la tenuta del registro degli esposti. Quali sono gli adempimenti e le comunicazioni che deve effettuare il datore di lavoro in collaborazione con il medico competente per chiudere il registro? Per quanti anni ne deve curare la conservazione?

Risposta

La cessazione dell'attività che comportava l'esposizione ad agenti cancerogeni può essere assimilata alla condizione di cessazione completa dell'azienda, come richiamato dal comma 5 dell'art. 243 del D. Lgs. 81/08. In questo caso riteniamo che vada aggiornata la valutazione dei rischi (comma 5 dell'art. 236), inviato il registro degli esposti all'ISPESL (ora INAIL) e all'Organo di vigilanza competente per territorio, unitamente ad una comunicazione relativa alla nuova situazione di rischio. Le informazioni relative ai lavoratori esposti devono essere conservate dall'azienda fino alla risoluzione del rapporto di lavoro con ogni lavoratore e dall'INAIL per 40 anni dalla cessazione dell'esposizione (comma 6 dell'art. 243).

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Mezzi in movimento e donne in gravidanza

Domanda

Le linee guida per l'applicazione del D. Lgs. 151/01 sulla tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici madri riporta, all'art. 7 all. A lett. O: lavori su mezzi in movimento - divieto in gravidanza "l'esposizione a vibrazioni a bassa frequenza, come accade per uso di mezzi in movimento, può accrescere il rischio di aborti spontanei. Il lavoro a bordo di veicoli può essere di pregiudizio per la gravidanza soprattutto per il rischio di microtraumi, scuotimenti, colpi, oppure urti, sobbalzi o traumi che interessino l'addome." si chiedono delucidazioni sull'obbligo di esclusione dal fattore di rischio sopra riportato. Ad esempio: - l'uso di mezzi in movimento per l'impiegata amministrativa - l'uso di mezzi in movimento per una consulente deve essere comunque escluso o ci sono condizioni per le quali può essere ammesso?

Risposta

Anche in questo caso il principio a cui fare riferimento rimane quello della valutazione del rischio ex D. Lgs. 81/08 (art. 28): da questo processo deve emergere l'eventuale rischio per la gravidanza (in questo caso legato alle vibrazioni trasmesse al corpo intero e agli scuotimenti, traumi...). Anche le mansioni citate possono comportare questo tipo di rischio per la salute della donna o per il prodotto del concepimento. In questo caso occorre procedere all'allontanamento dal rischio attraverso un cambio mansione, una modifica della mansione stessa o, in assenza di possibilità di modifiche, all'allontanamento dal lavoro per tutta la durata della gestazione. Si precisa che le norme a cui facciamo riferimento riguardano le lavoratrici dipendenti (o assimilate) o alcuni rapporti di lavoro parasubordinato (ad esempio le collaborazioni coordinate e continuative o a progetto); non riguardano, invece, i rapporti di incarico professionale come potrebbe essere la consulente citata nella domanda.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Monitoraggio eternit

Domanda

Copertura in eternit (cemento amianto): quale si ritiene essere un conveniente intervallo di monitoraggio? Quale metodo si consiglia? In attesa dello smaltimento, attualmente viene effettuato monitoraggio annuale mediante campioni prelevati con adesivo.

Risposta

Per il controllo dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto è consigliabile usare le Linee guida della Regione Emilia-Romagna (RER) che si basano sui criteri del D.M. 6/9/94.

Altre Regioni, (vedi Lombardia) hanno predisposto documenti simili. In base all'esito della valutazione la RER prevede anche le periodicità di controllo ed eventuali tempi di bonifica. Le Linee guida sono reperibili sul sito dell'ARPA e sul sito dell'AUSL di Modena.

Da qualche anno non è più possibile usare il metodo "a strappo", (con adesivo) in quanto la norma UNI che lo prevedeva è stata soppressa e mai sostituita.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Lavori edili in discarica

Domanda

Nell'area occupata da una discarica, oltre alle normali lavorazioni, vengono svolte attività ricadenti nell'allegato x del D.Lgs. 81/09 (movimento terra, costruzione di arginature di contenimento, costruzione di strade interne, rampe e piazzali, trivellazione di pozzi nel corpo discarica per l'estrazione del biogas...). Tale discarica può essere considerata nel suo insieme un cantiere temporaneo e mobile unico da assoggettare al titolo IV?

Risposta

Devono essere considerati lavori edili o di ingegneria civile solo quelli strettamente rientranti nell'allegato X del D. Lgs. 81/08 che, nel caso della domanda, sono verosimilmente una piccola parte di tutta l'attività. Per cui, a nostro parere, l'attività generale della discarica viene regolamentata dagli altri titoli del D. Lgs. 81/08, in particolare dal Tit. I per gli aspetti gestionali, e solo le attività specifiche edili rientrano nel titolo IV dello stesso decreto con le conseguenze del caso.

Quando per l'esecuzione di lavori rientranti nell'All. X siano impiegate almeno due imprese, dovranno essere nominati i coordinatori per la sicurezza che si rapporteranno con il RSPP del committente per la gestione dei rischi interferenziali. Viceversa in presenza di una sola impresa che svolge lavori edili, sarà compito del RSPP gestire le interferenze fra le attività di discarica e quelle di cantiere.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Preposto

Domanda

Il consulente aziendale in materia ambientale è obbligato ad accettare l'incarico di preposto conferitogli dalle aziende assistite?

Risposta

Un consulente esterno all'azienda è da considerare un collaboratore e non un soggetto inserito nell'organigramma dell'azienda stessa. Per cui riteniamo che non debba essere considerato preposto e quindi pensiamo debba rifiutarsi di accettare qualunque nomina in tal senso.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Tossicodipendenza

Domanda

Provvedimento (naz.) del 30/10/2007 - intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, in materia di accertamento di assenza di tossicodipendenza. (Repertorio atti n. 99/cu). Pubblicati nella gazzetta ufficiale italiana n. 266 del 15/11/2007. Nell'allegato i al punto 2 lettera n) si parla di: addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci. Nel testo si considerano tutti gli addetti di una impresa impegnati nella guida di mezzi? Anche un idraulico per svolgere l'attività (ad esempio cambiare un rubinetto) deve trasportare merce con il suo automezzo, pertanto è un soggetto con mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l'incolumità e la salute dei terzi? Deve essere sottoposto ad accertamenti per tossicodipendenza? Anche i datori di lavoro conduttori di mezzi, per lo svolgimento di attività a rischio, sono soggetti a controllo? Chi li controlla?

Risposta

Rientrano in questa definizione i lavoratori che utilizzano in maniera esclusiva/prevalente mezzi per il trasporto di terra e merci: autisti di mezzi per i quali siano richieste patenti C, D ed E; lavoratori che usano mezzi anche in assenza di patenti di guida come ad esempio i carrelli elevatori o altri mezzi presenti nell'ambiente di lavoro. Il divieto di far uso di sostanze psicotrope e stupefacenti è previsto dal codice della strada per qualunque guidatore, e quindi anche per l'idraulico citato nella domanda. Essendo il divieto (e il connesso controllo) rivolto ai lavoratori dipendenti (o assimilati), tanto da farlo rientrare tra i compiti assegnati al medico competente nello svolgimento della sorveglianza sanitaria (art. 41 del D. Lgs. 81/08), possiamo affermare che nel caso di conduzione di mezzi di trasporto di terra e merci da parte del datore di lavoro (se non assimilati ai lavoratori come nel caso di soci di società) non sono previsti controlli non essendo prevista la sorveglianza sanitaria.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Pulsante emergenza sega nastro

Domanda

E' necessario il pulsante di emergenza per una sega a nastro verticale il cui organo di comando è ad azione mantenuta?

Risposta

Il pulsante di arresto di emergenza deve essere installato quando si renda necessario arrestare il movimento degli organi di una macchina che non richiede il mantenimento manuale del comando durante il funzionamento. Nel caso di un comando ad azione mantenuta (a una o due mani) il cui rilascio provochi l'immediato arresto di una macchina, non è prevista l'installazione del comando di emergenza. Le seghe a nastro verticale sono normalmente dotate di comandi a commutazione per l'avviamento e arresto della macchina: la posizione di arresto comanda anche il dispositivo frenante del nastro per evitarne il funzionamento incontrollato per inerzia meccanica. Le attrezzature in esame devono essere dotate di pulsante di emergenza quando siano corredate del trascinatore automatico dei pezzi in lavorazione: in questo caso il pulsante di arresto di emergenza agisce sul trascinatore che non può mai funzionare in modo indipendente dalla sega a nastro.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Ente Formazione e valutazione rischi

Domanda

Un ente di formazione organizza corsi di formazione, sempre appaltati ad un docente professionista esterno, e in detti corsi sono utilizzate attrezzature (fra cui gru, e altre attrezzature di cantiere) di proprietà dell'ente di formazione. I partecipanti ai corsi sono persone di altre aziende iscritte ai corsi stessi. Questa situazione rientra nell'applicabilità del D. Lgs. 81/2008? Occorre procedere alla valutazione dei rischi? Che approccio potrebbe essere adottato?

Risposta

Si ritiene che i partecipanti ai corsi di formazione che prevedano parti pratiche con uso di attrezzature (alcune delle quali comportano complessità d'uso e verosimilmente livelli di rischio non trascurabili) debbano essere assimilati a lavoratori secondo le definizioni contenute nell'art. 2 del D. Lgs. 81/08. In definitiva deve essere il centro di formazione ad effettuare la valutazione dei rischi (magari secondo modalità semplificate utilizzando procedure standardizzate) con conseguente individuazione e messa in atto delle misure di prevenzione e protezione.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Committente lavori

Domanda

La sentenza della cassazione penale n. 42465 del 9/7/2010 aveva confermato il reato penale in carico al proprietario di un'abitazione che aveva affidato ad un lavoratore autonomo lavori edili sulla stessa abitazione. A seguito dei lavori occorreva un infortunio mortale del lavoratore. Poiché il fatto risale a prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. 81/08, si chiede se ad oggi avrebbe prodotto le stesse conseguenze a carico del privato cittadino committente oppure no e in base a quale riferimento di legge.

Risposta

Probabilmente il D. Lgs. 81/08 ha chiarito un po' meglio il ruolo del committente e quindi anche i principi su cui la sentenza citata si è basata. In particolare, in caso di un committente "semplice" (non di un datore di lavoro che procede all'affidamento di un appalto all'interno della propria azienda) di lavori edili, gli obblighi connessi alla scelta del lavoratore autonomo o dell'impresa a cui affidare i lavori sono quelli previsti dall'art. 90 del D. Lgs. 81/08: verifica dell'idoneità tecnico professionale secondo i requisiti indicati nell'allegato XVII, distinti per imprese o lavoratori autonomi. Per lavori di entità più limitata (meno di 200 uomini/giorno) e senza rischi particolari i requisiti possono anche essere autocertificati dalle imprese o dai lavoratori autonomi. Si ritiene, quindi, che debba essere l'impresa (o il lavoro autonomo) a valutare i rischi della propria attività e a individuare e mettere in atto le misure preventive e protettive necessarie senza che il committente ingerisca su questi aspetti. Il caso è un po' diverso quando il contratto d'opera in realtà nasconde un rapporto di subordinazione (di fatto) del lavoratore autonomo dal committente che in effetti stabilisce le condizioni di lavoro a cui il lavoratore deve sottostare (nella sentenza citata anche questo elemento veniva messo in risalto).

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Lavanderia industriale

Domanda

Una lavanderia industriale ha come codice ateco 2002 principale il 93012 e il 93011 come secondario. Dovendo decidere quale modulo b deve frequentare il RSPP, ho verificato nella classificazione delle attività economiche del 2002 che l'attività 93 fa parte del gruppo "altri servizi pubblici, sociali e personali" e che il sottogruppo 93 "servizi alle famiglie" non è contemplato nell'accordo del 26 gennaio 2006, almeno non in modo manifesto. Nella classificazione macro-settori di attività presente nell'accordo, o è sia nel gruppo B4, a mio parere limitatamente allo smaltimento dei rifiuti, sia nel B9 relativamente alle associazioni ricreative, culturali, sportive, e i servizi alle famiglie non sono citati. Quale modulo b devo far frequentare all'RSPP dell'azienda? La differenza è piuttosto marcata.

Risposta

Si concorda con l'ipotesi che l'attività di lavanderia industriale debba essere inserita nel settore di attività economica O (corrispondente al codice 93.01.1 lavanderie industriali nella classificazione ATECO 2002; nell'ATECO 2007 corrisponde al codice 96.01.10); l'attività di smaltimento rifiuti è tutt'altra cosa e corrisponde al codice (ATECO 2002) 90.0. Per cui il corrispondente modulo B è quello del macrosettore 9 per il quale è previsto un corso della durata di 12 ore. Si sottolinea, però, che l'acquisizione dei requisiti formativi è un'operazione propedeutica alla nomina di RSPP per cui, un'eventuale nomina di un soggetto privi di tali requisiti è da ritenersi non valida.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Primo Soccorso

Domanda

Un'azienda classificata secondo il D.M. N. 388/2003 nel gruppo B, a seguito dell'inserimento di una nuova mansione con indice infortunistico superiore a quattro passa al gruppo a. Gli addetti al primo soccorso che hanno svolto precedentemente i corsi della durata di 12 ore e i relativi aggiornamenti, dovranno ripetere nuovamente tutto il programma formativo di 16 ore?

Risposta

In un caso del genere riteniamo sufficiente l'effettuazione degli aggiornamenti periodici triennali, tarati già sulla nuova classificazione dell'azienda (Gruppo A) e con una durata, quindi, di 6 ore. L'aggiornamento dovrà essere centrato sulla parte di programma relativa alle capacità di intervento pratico (si veda il modulo C dell'allegato 3 del D.M. 388/03); si ritiene necessario, in ogni caso, aggiungere una parte relativa alle modifiche del ciclo lavorativo che hanno portato al cambiamento di classe in quanto attività a maggior rischio infortunistico.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Piscina - Corso antincendio

Domanda

In una piscina pubblica è corretto che i lavoratori addetti all'antincendio facciano il corso per rischio medio. Oppure per il fatto che tale impianto è frequentato talvolta da molte centinaia di persone, si configura il caso di un "locale di intrattenimento" con oltre 100 persone e quindi con rischio elevato, in base all'allegato x del DM 10 marzo 1998?

Risposta

E' corretto che facciano il corso per rischio medio, così come previsto dal D.M. 10.03.98, in quanto le piscine sono locali di spettacolo ai sensi del D.P.R. 151/2011. Qualora l'affollamento all'interno dell'impianto superi le 100 persone occorre che gli addetti antincendio conseguano l'attestato di idoneità tecnica di cui all'art. 3 della L.609/96.

(Gennaio 2012)

prevenzio.net

Indumenti lavoro DPI

Domanda

In un ambiente insudiciante la classica tuta da lavoro (o grembiule da lavoro) è da considerarsi dpi, con ciò che tale definizione implica per l'azienda? L'unico riferimento riscontrato nel D. Lgs. 81/08 recita come segue: 1.12.5. Qualora i lavoratori svolgano attività insudicianti, polverose, con sviluppo di fumi o vapori contenenti in sospensione sostanze untuose od incrostanti, nonché quelle dove si usano sostanze venefiche, corrosive od infettanti o comunque pericolose, gli armadi per gli indumenti da lavoro devono essere separati da quelli per gli indumenti privati?

Risposta

Un indumento da lavoro deve essere considerato anche DPI quando la sua adozione è resa obbligatoria dalla valutazione dei rischi effettuata in azienda. Riteniamo che debbano essere normalmente considerati DPI i seguenti indumenti di lavoro:

  • indumenti fluorescenti che segnalano la presenza di lavoratori a rischio di investimento;
  • indumenti di protezione dal caldo o dal freddo eccessivo (in ambienti termici severi);
  • indumenti per evitare il contatto con sostanze o preparati pericolosi tossici e molto tossici, nocive, corrosive, irritanti (vernici, fluidi lubrorefrigeranti, acidi, smalti ceramici, amianto, silice e fibre minerali artificiali...) o con agenti biologici (materiali e fluidi biologici di origine umana o animale …).

(Gennaio 2012)

Pagamenti on line

Pagamenti on line

Sistema di pagamento dei servizi camerali
« novembre 2017 »
novembre
lumamegivesado
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930
Modena Economica

N. 5 settembre - ottobre 2017

Info - Contatti

n. 5 Settembre / Ottobre 2017

Certificati e visure ora anche in lingua inglese

Fatturazione Elettronica P.A.

    Amministrazione Trasparente

Area Amministratori

 

 

Area riservata
Fatti riconoscere
Standard

Powered by Plone ®

Camera di Commercio

C.F. e Partita Iva 00675070361
Tel. 059208111 - URP
Iban IT98K0503412900000000006700
Contabilità speciale Banca d'Italia: 0319324
Fatt. elettronica - Cod. univoco: XECKYI
PEC: