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I giovani laureati in giurisprudenza ed economia entrano in Tribunale al fianco dei Giudici

pubblicato il 04/05/2011 00:00, ultima modifica 06/02/2014 17:16
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Un importante passo per la qualificazione professionale dei giovani laureati in Giurisprudenza ed Economia sarà compiuto domani, 5 maggio 2011, con la firma di un insieme di convenzioni tra il Tribunale di Modena, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, il Consiglio dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali della Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

La sottoscrizione avverrà presso il Tribunale di Modena, C.so Canalgrande, 77 piano secondo (sala Biblioteca) alle ore 11,30.

Gli accordi permetteranno ai neolaureati modenesi di svolgere un periodo di tirocinio di un anno presso gli Uffici giudiziari di Modena, affiancando un magistrato nello svolgimento delle proprie attività. Tutto questo è stato reso possibile grazie all'intervento della Fondazione Modena Giustizia che ha deciso di assegnare borse di studio ai tirocinanti e di accollarsi tutti gli oneri economici per l'attuazione del progetto.

Si ricorda che la Fondazione Modena Giustizia è stata costituita nel giugno scorso ad opera di Camera di Commercio, Banca Popolare dell'Emilia Romagna scarl, Banca Popolare di Verona – S. Geminiano e S. Prospero spa, Unicredit Banca spa, Ordine degli Avvocati di Modena, Ordine dei Dottori Commercialisti di Modena; recentemente hanno formulato richiesta di adesione all'organismo in questione anche CNA, Confindustria e Lapam di Modena.

L'apprendistato consentirà ai giovani di avere un quadro completo delle attività connesse al corso di studi intrapreso, esaminando ogni problematica non solo dal punto di vista del professionista ma anche da quello del Giudice, approfondendo la cultura giuridica ed acquisendo completa conoscenza anche dei servizi di cancelleria.

Nel contempo, si configura una occasione di accrescimento culturale anche per il Giudice che, confrontandosi con giovani laureati, spinto dalla necessità di illustrare il proprio lavoro a terzi, sarà stimolato anche a organizzare il proprio ruolo secondo buone prassi rese finalmente possibili dalla presenza di un giovane capace che lo supporti nello svolgimento del suo compito. Il progetto è stato studiato, infatti, anche per consentire al magistrato di avere un qualificato aiuto che gli consenta di ridurre i tempi di definizione dei processi, oggi alquanto lunghi a causa dell'enorme carico di lavoro.

L'esperienza di una sorta di Ufficio del Giudice, d'altronde, è già stata introdotta con successo in altri Stati europei quali Francia, Austria, Olanda e Polonia. In Italia, laddove è già operativo l'affiancamento di giovani laureati ai magistrati, si è registrato un incremento della produttività pari ad oltre il 20% e non sono stati rari i casi in cui, terminato il periodo di pratica presso l'Ufficio giudiziario, il tirocinante abbia chiesto di poter continuare la frequenza per non interrompere una preziosa esperienza.

In definitiva, con l'apporto di diverse figure professionali, verrà assicurato non un processo breve tout court, ma un processo giusto e di ragionevole durata, nel pieno rispetto dei principi costituzionali del contraddittorio, del diritto di difesa e del giudice naturale precostituito per legge.

Ancora una volta la città di Modena, attraverso la Fondazione, ha mostrato la propria sensibilità e attenzione verso le esigenze dei cittadini che si rivolgono al Tribunale, fornendo quelle risorse economiche indispensabili per poter svolgere l'attività giurisdizionale e per accedere alle innovazioni tecnologiche idonee a rendere più sollecita la risposta di giustizia.

Grazie all'intervento della Fondazione, infatti, importanti risultati sono già stati raggiunti soprattutto nel campo della emissione dei decreti ingiuntivi telematici e delle esecuzioni immobiliari telematiche, abbreviando i tempi del recupero dei crediti: risultato non di poco conto in un periodo di profonda crisi economica che pone tanti operatori, soprattutto in caso di aziende di modeste dimensioni, in condizioni di estrema difficoltà quando i tempi di pagamento si dilatano a dismisura.

Soltanto grazie a questa iniziativa, voluta da diverse forze sociali, è stato possibile "tenere il passo" e non arrendersi di fronte alla carenza di risorse, intraprendendo un nuovo progetto che si ritiene possa dare un notevole impulso al miglioramento del "servizio giustizia".

 

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