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Boom di domande sul Fondo Sicurezza 2010

pubblicato il 10/09/2010 00:00, ultima modifica 16/12/2013 10:12
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Sono 301 le domande presentate sul bando 2010 del Fondo per la Sicurezza, l'intervento rivolto alle imprese che intendono dotarsi di sistemi di sicurezza, per affrontare il problema della microcriminalità

Le risorse messe in campo nel 2010 dagli enti sono importanti. Infatti, nonostante i tagli ai bilanci, sono stati confermati gli impegni degli anni scorsi: € 150.000 dalla Camera di Commercio, € 25.000 dal Comune di Modena e oltre € 50.000 dalla Provincia, a conferma della centralità del tema sicurezza nelle politiche locali.

Il bando si è chiuso il 31 luglio scorso e la Commissione esaminatrice ha valutato le domande ricevute il 26 agosto; nel 2010 su 301 domande presentate, ci sono state 250 ammissioni e 51 esclusioni; nel 2009 su 257 domande presentate, le ammissioni sono state 226 e le esclusioni 31.

Anche se i dati per ora possono essere confrontati solo in termini di concessioni, cioè di domande ammesse e non di impianti effettivamente finanziati, ci sono elementi più che sufficienti per una rapida analisi: la richiesta di sicurezza da parte delle imprese modenesi è in crescita e il Fondo Sicurezza viene ormai percepito come uno strumento di intervento locale che funziona, con tempi e modalità certe.

Il confronto tra dati consuntivi relativi agli impianti finanziati negli anni scorsi parla di un trend comunque costante: 175 sistemi di sicurezza finanziati rispettivamente nel 2007 e 2008 e 181 nel 2009.

Il Fondo sicurezza è rivolto alle piccole imprese fino a 50 addetti che esercitano attività economiche aperte al pubblico, in posto fisso, con consistente flusso di valori e moneta, appartenenti per lo più al settore del commercio.

L'intervento nel 2010 finanzia i sistemi di videoallarme antirapina conformi ai requisiti previsti dal Protocollo d'intesa del 14/07/2009 collegati in video alle Forze dell'Ordine o ad Istituti di Vigilanza con un contributo massimo di 2.000 € nei comuni aderenti e i sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi di videoallarme antirapina non conformi al Protocollo d'intesa, i sistemi antintrusione con allarme acustico, i nebbiogeni e i sistemi passivi con un contributo massimo di 1.250 €, sempre nei comuni aderenti. Nel caso di impianti realizzati in comuni non aderenti, il contributo è più basso ed arriva ad un massimo di 1.600 € per la prima tipologia di impianti e di 1.000 € per le altre tipologie.

Delle 250 domande ammesse, 28 sono rappresentate da nuovi impianti antirapina conformi al protocollo d'intesa firmato a livello ministeriale, 17 da sistemi passivi e la differenza, pari a 205, oltre l'80% del totale, dalla categoria che comprende sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, antirapina non conformi, antifurti e nebbiogeni.

Nonostante lo sforzo compiuto, le risorse non sono sufficienti a coprire tutte le richieste, per cui si potranno finanziare le ultime domande pervenute, ammesse con riserva, solo se le imprese regolarmente ammesse non realizzeranno l'impianto.

 

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